Gioco
PIEVE
Raid incendiario contro un'aziendaFienile dato alle fiamme nella notte
Pietro Barghigiani
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Il fienile distrutto dalle fiamme di origine dolosaFiamme nella notte in cui l'acqua è tornata a farsi sentire dopo un'assenza di mesi. Ma poco ha fatto Giove pluvio per limitare i guasti provocati da un incendio di quasi certa origine dolosa che ha colpito una proprietà dell'azienda agricola "Le Corti" in via Ponte di Monsummano nella campagna di Pieve
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PIEVE. Fiamme nella notte in cui l'acqua è tornata a farsi sentire dopo un'assenza di mesi. Ma poco ha fatto Giove pluvio per limitare i guasti provocati da un incendio di quasi certa origine dolosa che ha colpito una proprietà dell'azienda agricola "Le Corti" in via Ponte di Monsummano nella campagna di Pieve. I danni stimati si aggirano sui 50mila euro.
Nel conto vanno messe circa 250 balle di fieno, il capannone-tettoia nel quale erano custodite e parte di un manufatto adibito a box per cavalli che ha riportato serie lesioni al tetto.
Diversi pini intorno al rogo sono stati bruciati e per evitare cadute improvvise dovranno esseri abbattuti.
Il fatto. L'allarme è scattato intorno all'una. I proprietari dell'azienda, la famiglia Giorgi, abitano a un centinaio di metri di distanza.
Quando sono arrivati le fiamme erano già alte fino alla sommità dei pini e si stavano sviluppando per una trentina di metri. Impossibile bloccare l'onda del fuoco che aggrediva il fienile con una facilità scoraggiante le balle sistemate sotto la tettoia. In un effetto dominio senza freni il rogo si è divorato tonnellate di fieno attaccando il capannone e la vicina costruzione in muratura. I vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte e per gran parte della giornata di ieri sotto una pioggia incessante per spegnere il rogo e poi controllare e tamponare i focolai che in continuazione riemergevano dalle ceneri. Nel cortile a pochi metri dal capannone incenerito abitano alcune persone che, sentite dai carabinieri, hanno riferito di non aver sentito o visto nulla di particolare.
Chi ha voluto provocare il falò in via Ponte di Monsummano ha impiegato il minimo sforzo sicuro di non essere visto grazie alla zona isolata in mezzo ai campi e priva di illuminazione.
Il movente. Il complesso rurale, dopo varie vicissitudini finanziarie dei vecchi proprietari, era finito all'asta. Nei mesi scorsi, a chiusura di svariati incanti, se lo è aggiudicato per una cifra superiore ai 700mila euro l'azienda agricola "Le corti", specializzata nell'allevamento di bovini. Si tratta di un insieme di appezzamenti di terreni agricoli, dove si staglia un villino su due piani, composto da un'abitazione di nove vani utili con annesso come resede esclusiva un fabbricato di origine rurale formato da tre case per complessivi 15 vani utili.
Come possibile movente non vengono esclusi eventuali risentimenti legati all'esecuzione immobiliare. È un aspetto su cui stanno lavorando i militari della Compagnia di Montecatini.
Nel conto vanno messe circa 250 balle di fieno, il capannone-tettoia nel quale erano custodite e parte di un manufatto adibito a box per cavalli che ha riportato serie lesioni al tetto.
Diversi pini intorno al rogo sono stati bruciati e per evitare cadute improvvise dovranno esseri abbattuti.
Il fatto. L'allarme è scattato intorno all'una. I proprietari dell'azienda, la famiglia Giorgi, abitano a un centinaio di metri di distanza.
Quando sono arrivati le fiamme erano già alte fino alla sommità dei pini e si stavano sviluppando per una trentina di metri. Impossibile bloccare l'onda del fuoco che aggrediva il fienile con una facilità scoraggiante le balle sistemate sotto la tettoia. In un effetto dominio senza freni il rogo si è divorato tonnellate di fieno attaccando il capannone e la vicina costruzione in muratura. I vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte e per gran parte della giornata di ieri sotto una pioggia incessante per spegnere il rogo e poi controllare e tamponare i focolai che in continuazione riemergevano dalle ceneri. Nel cortile a pochi metri dal capannone incenerito abitano alcune persone che, sentite dai carabinieri, hanno riferito di non aver sentito o visto nulla di particolare.
Chi ha voluto provocare il falò in via Ponte di Monsummano ha impiegato il minimo sforzo sicuro di non essere visto grazie alla zona isolata in mezzo ai campi e priva di illuminazione.
Il movente. Il complesso rurale, dopo varie vicissitudini finanziarie dei vecchi proprietari, era finito all'asta. Nei mesi scorsi, a chiusura di svariati incanti, se lo è aggiudicato per una cifra superiore ai 700mila euro l'azienda agricola "Le corti", specializzata nell'allevamento di bovini. Si tratta di un insieme di appezzamenti di terreni agricoli, dove si staglia un villino su due piani, composto da un'abitazione di nove vani utili con annesso come resede esclusiva un fabbricato di origine rurale formato da tre case per complessivi 15 vani utili.
Come possibile movente non vengono esclusi eventuali risentimenti legati all'esecuzione immobiliare. È un aspetto su cui stanno lavorando i militari della Compagnia di Montecatini.
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