Il Tirreno

Montecatini

BUGGIANO

Choc anafilattico per un po' di gelato

Matteo Baccellini

Può bastare poco, magari una paletta utilizzata per un altro gusto, perché anche un banale gelato si possa trasformare in un terribile nemico. E così una spensierata serata tra amici può nascondere attimi di grande spavento, per fortuna solo passeggeri

2 MINUTI DI LETTURA





BUGGIANO. Può bastare poco, magari una paletta utilizzata per un altro gusto, perché anche un banale gelato si possa trasformare in un terribile nemico. E così una spensierata serata tra amici può nascondere attimi di grande spavento, per fortuna solo passeggeri.
Tutto è accaduto in pochi minuti mercoledì sera, in una casa di via Venticinque Aprile, a Borgo a Buggiano: un bambino di due anni, figlio di una giovane coppia di Fucecchio, ha avuto un choc anafilattico dopo aver ingerito una piccola quantità di gelato alla soia. Il piccolo, allergico ai latticini, è entrato in contatto anche con una proteina del latte, forse contenuta nella paletta o magari nello stesso gusto alla soia, scelto proprio per evitare problemi di salute al bambino. Il piccolo nel giro di dieci minuti ha iniziato a gonfiarsi, a diventare rosso e a tossire. La prima dose di cortisonico, sempre presente nella borsa della mamma, ha calmato la crisi, poi la corsa all'ospedale di Pescia e le gocce al cortisone, somministrate dai medici, hanno risolto il problema. E dopo un paio d'ore di osservazione papà, mamma e figlio hanno potuto tornare verso casa. Assieme agli amici, che hanno seguito la coppia all'ospedale.

Il precedente. Per i genitori, la scoperta dell'allergia del figlio e dei suoi sintomi, la prima volta fu drammatica. Un anno fa la coppia si era ritrovata isolata, in macchina, in una strada di campagna, proprio durante una crisi respiratoria del figlio. Anche in quel caso la corsa all'ospedale fu provvidenziale. Eppure da quando hanno saputo dell'allergia del figlio, la dieta è ferrea. Nessun tipo di formaggio, di gelato alla crema o prodotto che contenga latticini. Ma non sempre è sufficiente.

Attenzione. Può bastare un cucchiaino contaminato da altro cibo per far scattare l'allarme. Una crisi respiratoria che inizia con un rantolo, alcune bollicine rosse sotto il naso e la bocca, poi il rigonfiamento del volto. Lo choc anafilattico non consente agli occhi di tornare delle normali dimensione prima di 18-24 ore. Attenzione a chi acquista cibo all'apparenza innocuo: a volte anche insaccati, salatini e pure pesce contengono piccole quantità di latticini. Per non parlare di un semplice gelato.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini