La manifestazione
IL PALIO DI PESCIA
Santa Maria, è un trionfo
Francesca Maltagliati
La vittoria è del Santa Maria. Dopo oltre vent'anni (1986) dall'ultima volta, il popolo della chiave d'argento torna a stringere l'ambito cencio aggiudicandosi il trentaduesimo palio della storia di Pescia
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PESCIA. La vittoria è del Santa Maria. Dopo oltre vent'anni (1986) dall'ultima volta, il popolo della chiave d'argento torna a stringere l'ambito cencio aggiudicandosi il trentaduesimo palio della storia di Pescia.
Allo scoccare dell'ultima freccia, grande è stata l'esultanza dei domaioli che hanno potuto portare in trionfo i propri eroi, i quattro arcieri che sono riusciti nell'impresa: Davide Ercolini, Reget Malaj, Schelzen Malaj, Rozart Malaj.
Tre fratelli albanesi che hanno consegnato la vittoria al rione in quella che è la tradizionale festa pesciatina. Un segno dei tempi e un esempio concreto di integrazione riuscita.
Una sfida vinta dall'inizio alla fine, sì perché il Santa Maria è rimasto in vantaggio per tutta la gara, lasciando poche speranze agli altri. Si aggiudica il secondo posto il rione del leone, il San Francesco. Terzo posto per la Ferraia e quarto per il San Michele, rione quest'ultimo che si aggiudicò il palio dell'anno passato. Cambia allora la classifica ufficiale della storia del Palio che vede il rione Ferraia ancora primo con i suoi tredici cenci conquistati. Secondi a pari merito San Michele e Santa Maria con sei vittorie ciascuno. Ultimo a quota cinque il San Francesco. La gara si è svolta come di consuetudine ai piedi del Palazzo del Vicario, in una piazza Mazzini gremita dai tifosi che per tutta la durata della competizione non hanno mai smesso di incitare i propri rioni.
L'inizio è stato preceduto da un monumentale corteggio storico per le vie della città. Ad aprire la sfilata il primo cittadino di Pescia, Roberta Marchi, che per l'occasione indossava un abito d'epoca, accompagnato dall'assessore alla cultura, Stefano Cirrito, anch'egli in costume. In prima fila sedevano le autorità. La gara è iniziata intorno alle 18. Fin dalla prima volèe è stato il rione Santa Maria ad andare in vantaggio, chiudendo con un parziale di 145 punti, seguito dal San Francesco a 135, dal San Michele con 115 punti e dalla Ferraia a quota 100. Nella seconda volèe i biancorossi hanno confermato il loro vantaggio, allungando la distanza rispetto agli altri rioni. Questa seconda manche si è infatti conclusa con in testa il rione della chiave a quota 325. Secondo e in recupero il Ferraia a 260. Terzo San Francesco a 215 punti e quarto San Michele a 195. Per l'ultima volèe, i quattro arcieri di ogni squadra hanno a disposizione un'unica freccia ciascuno per centrare l'unico bersaglio disponibile, un disco da 10 cm, dal valore di 60 punti.
Dopo le prime quattro frecce scoccate, un centro del San Francesco permette al rione del leone di guadagnare 60 punti e di superare la Ferraia. Nessun centro da parte degli altri tre rioni. Mancano ancora tre frecce per ogni arciere. Vanno a vuoto gli altri due tiri per tutti e quattro Rioni. È l'ora dell'ultima freccia per ognuno dei quattro. La gara è ancora tutta da giocare ma tutto finisce con il centro raggiunto dalla freccia di Reget Malaj che permette al Santa Maria di volare lontano a quota 385, ormai irraggiungibile.
Resta un'ultima freccia da scoccare al San Francesco. Ormai è inutile ma l'arciere, Giacomo Di Natale, ci prova lo stesso e fa centro. Almeno quest'ultima soddisfazione.
Allo scoccare dell'ultima freccia, grande è stata l'esultanza dei domaioli che hanno potuto portare in trionfo i propri eroi, i quattro arcieri che sono riusciti nell'impresa: Davide Ercolini, Reget Malaj, Schelzen Malaj, Rozart Malaj.
Tre fratelli albanesi che hanno consegnato la vittoria al rione in quella che è la tradizionale festa pesciatina. Un segno dei tempi e un esempio concreto di integrazione riuscita.
Una sfida vinta dall'inizio alla fine, sì perché il Santa Maria è rimasto in vantaggio per tutta la gara, lasciando poche speranze agli altri. Si aggiudica il secondo posto il rione del leone, il San Francesco. Terzo posto per la Ferraia e quarto per il San Michele, rione quest'ultimo che si aggiudicò il palio dell'anno passato. Cambia allora la classifica ufficiale della storia del Palio che vede il rione Ferraia ancora primo con i suoi tredici cenci conquistati. Secondi a pari merito San Michele e Santa Maria con sei vittorie ciascuno. Ultimo a quota cinque il San Francesco. La gara si è svolta come di consuetudine ai piedi del Palazzo del Vicario, in una piazza Mazzini gremita dai tifosi che per tutta la durata della competizione non hanno mai smesso di incitare i propri rioni.
L'inizio è stato preceduto da un monumentale corteggio storico per le vie della città. Ad aprire la sfilata il primo cittadino di Pescia, Roberta Marchi, che per l'occasione indossava un abito d'epoca, accompagnato dall'assessore alla cultura, Stefano Cirrito, anch'egli in costume. In prima fila sedevano le autorità. La gara è iniziata intorno alle 18. Fin dalla prima volèe è stato il rione Santa Maria ad andare in vantaggio, chiudendo con un parziale di 145 punti, seguito dal San Francesco a 135, dal San Michele con 115 punti e dalla Ferraia a quota 100. Nella seconda volèe i biancorossi hanno confermato il loro vantaggio, allungando la distanza rispetto agli altri rioni. Questa seconda manche si è infatti conclusa con in testa il rione della chiave a quota 325. Secondo e in recupero il Ferraia a 260. Terzo San Francesco a 215 punti e quarto San Michele a 195. Per l'ultima volèe, i quattro arcieri di ogni squadra hanno a disposizione un'unica freccia ciascuno per centrare l'unico bersaglio disponibile, un disco da 10 cm, dal valore di 60 punti.
Dopo le prime quattro frecce scoccate, un centro del San Francesco permette al rione del leone di guadagnare 60 punti e di superare la Ferraia. Nessun centro da parte degli altri tre rioni. Mancano ancora tre frecce per ogni arciere. Vanno a vuoto gli altri due tiri per tutti e quattro Rioni. È l'ora dell'ultima freccia per ognuno dei quattro. La gara è ancora tutta da giocare ma tutto finisce con il centro raggiunto dalla freccia di Reget Malaj che permette al Santa Maria di volare lontano a quota 385, ormai irraggiungibile.
Resta un'ultima freccia da scoccare al San Francesco. Ormai è inutile ma l'arciere, Giacomo Di Natale, ci prova lo stesso e fa centro. Almeno quest'ultima soddisfazione.
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