Sicurezza
LA SCUOLA CHE CAMBIA
Due istituti comprensiviper riorganizzare i servizi
Luca Signorini
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La sede della Giusti-Gramsci di MonsummanoNuove idee, nuovi progetti, nuovi percorsi. Un segno di continuità in un'ottica di unitaria visione scolastica. Monsummano inaugura il suo processo di "verticalizzazione": il percorso educativo partirà dalla scuola dell'infanzia per arrivare alla scuola media
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MONSUMMANO. Nuove idee, nuovi progetti, nuovi percorsi. Un segno di continuità in un'ottica di unitaria visione scolastica.
Monsummano inaugura il suo processo di "verticalizzazione": il percorso educativo partirà dalla scuola dell'infanzia per arrivare alla scuola media; attori primari saranno gli alunni e le loro famiglie, inseriti all'interno di un'unica istituzione didattica.
La lotta alla dispersione scolastica e al disagio, la completa formazione educativa, sportiva e culturale: questi gli obiettivi della riorganizzazione, istituita in base alla normativa regionale, su preciso riferimento della passata legislazione Fioroni e dell'attuale indirizzo del dicastero Gelmini. Così, dal primo settembre, Monsummano ha due istituti comprensivi. Il primo (l'ex 1º Circolo didattico), ha sede in piazza La Malfa ed è costituito dalle scuole dell'infanzia Mannozzi e Lorenzini, dalle scuole primarie Martini, Arinci e Mechini-Fucini, da sei classi prime di scuola secondaria di primo grado e dalle restanti classi seconde e terze. Il secondo (l'ex 2º Circolo didattico), con sede in piazza dei Martiri a Cintolese, è costituito dalle scuole dell'infanzia Malucchi (di via Francesca e via Bracona) e Falcone, dalle scuole primarie Donati, Borsellino, Baronti e da due classi prime di scuola secondaria di primo grado (ospitate per l'anno scolastico nei locali dell'ex scuola media Giusti/Gramsci). «Il dimensionamento indicato dalla legge permette di monitorare la crescita degli alunni in un unico quadro formativo - spiega l'assessore all'istruzione, Barbara Della Salda - all'interno dello stesso istituto avremo i ragazzi dai 3 ai 14 anni, il contatto sarà continuo anche per insegnanti e operatori di materne, elementari e medie, questo attiverà nuovi rapporti e nuove idee».
Il dimensionamento appunto. Da una parte crea aspettative confortanti, dall'altra suscita perplessità e (fondate) preoccupazioni. «L'istituzione scolastica avrà autonomia e personalità giuridica, con una sola presidenza, un solo consiglio d'istituto e un collegio dei docenti unitario - commentano i due dirigenti scolastici, Rosella Barni e Vito Pace - ma secondo la recente normativa ministeriale verranno ridotte le ore destinate alla compresenza (nella scuola elementare) e i tempi destinati ai laboratori ed altri insegnamenti opzionali (nella scuola media), i docenti dovranno concentrarsi sulle materie fondamentali (matematica, italiano, scienze e storia), considerati i risultati dell' Ocse (che vedono l'Italia al 25esimo posto) e gli obiettivi della strategia di Lisbona. Adesso ci stiamo rendendo conto dei tagli, dovremo abituarci ai nuovi indirizzi governativi».
L'altra faccia della medaglia: la drastica riduzione degli operatori, la difficoltà di coprire le assenze, le attività extradidattiche e i percorsi di aiuto per gli alunni nella fascia del disagio. «Inoltre - conclude Vito Pace - non vedo una programmazione seria per il futuro, la scuola non assume più personale ordinario ma assegna supplenze annuali, questo continuo ricambio del corpo insegnante non giova certo alla formazione dei ragazzi».
Monsummano inaugura il suo processo di "verticalizzazione": il percorso educativo partirà dalla scuola dell'infanzia per arrivare alla scuola media; attori primari saranno gli alunni e le loro famiglie, inseriti all'interno di un'unica istituzione didattica.
La lotta alla dispersione scolastica e al disagio, la completa formazione educativa, sportiva e culturale: questi gli obiettivi della riorganizzazione, istituita in base alla normativa regionale, su preciso riferimento della passata legislazione Fioroni e dell'attuale indirizzo del dicastero Gelmini. Così, dal primo settembre, Monsummano ha due istituti comprensivi. Il primo (l'ex 1º Circolo didattico), ha sede in piazza La Malfa ed è costituito dalle scuole dell'infanzia Mannozzi e Lorenzini, dalle scuole primarie Martini, Arinci e Mechini-Fucini, da sei classi prime di scuola secondaria di primo grado e dalle restanti classi seconde e terze. Il secondo (l'ex 2º Circolo didattico), con sede in piazza dei Martiri a Cintolese, è costituito dalle scuole dell'infanzia Malucchi (di via Francesca e via Bracona) e Falcone, dalle scuole primarie Donati, Borsellino, Baronti e da due classi prime di scuola secondaria di primo grado (ospitate per l'anno scolastico nei locali dell'ex scuola media Giusti/Gramsci). «Il dimensionamento indicato dalla legge permette di monitorare la crescita degli alunni in un unico quadro formativo - spiega l'assessore all'istruzione, Barbara Della Salda - all'interno dello stesso istituto avremo i ragazzi dai 3 ai 14 anni, il contatto sarà continuo anche per insegnanti e operatori di materne, elementari e medie, questo attiverà nuovi rapporti e nuove idee».
Il dimensionamento appunto. Da una parte crea aspettative confortanti, dall'altra suscita perplessità e (fondate) preoccupazioni. «L'istituzione scolastica avrà autonomia e personalità giuridica, con una sola presidenza, un solo consiglio d'istituto e un collegio dei docenti unitario - commentano i due dirigenti scolastici, Rosella Barni e Vito Pace - ma secondo la recente normativa ministeriale verranno ridotte le ore destinate alla compresenza (nella scuola elementare) e i tempi destinati ai laboratori ed altri insegnamenti opzionali (nella scuola media), i docenti dovranno concentrarsi sulle materie fondamentali (matematica, italiano, scienze e storia), considerati i risultati dell' Ocse (che vedono l'Italia al 25esimo posto) e gli obiettivi della strategia di Lisbona. Adesso ci stiamo rendendo conto dei tagli, dovremo abituarci ai nuovi indirizzi governativi».
L'altra faccia della medaglia: la drastica riduzione degli operatori, la difficoltà di coprire le assenze, le attività extradidattiche e i percorsi di aiuto per gli alunni nella fascia del disagio. «Inoltre - conclude Vito Pace - non vedo una programmazione seria per il futuro, la scuola non assume più personale ordinario ma assegna supplenze annuali, questo continuo ricambio del corpo insegnante non giova certo alla formazione dei ragazzi».
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