Attenzione
l'intervista
Opere inutili per salvare il Padule
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Una suggestiva immagine del Padule di FucecchioRischio siccità per il Padule? È l'allarme sollevato dalle ultime decisioni prese sul sistema di depurazione. Dopo aver ridotto da 2 a 1 i tuboni per portare nella zona del cuoio i liquami da depurare, le successive scelte per ridurre il rischio siccità - le cosiddette opere di mitigazione - stanno sollevando parecchie polemiche
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LARCIANO. Rischio siccità per il Padule? È l'allarme sollevato dalle ultime decisioni prese sul sistema di depurazione. Dopo aver ridotto da 2 a 1 i tuboni per portare nella zona del cuoio i liquami da depurare (proprio per garantire la permanenza di una parte di acque in zona), le successive scelte per ridurre il rischio siccità - le cosiddette opere di mitigazione - stanno sollevando parecchie polemiche, perché ritenute assolutamente inadeguate da un punto di vista tecnico.
I fondi previsti (5 milioni) dovrebbero essere spesi in modo più efficace rispetto a quanto deciso: è l'opinione della Fondazione Montanelli Bassi e di Italia Nostra. Ed è quanto emerge anche dall'intervista al tecnico del Centro di Ricerca Alessio Bartolini.
A che punto è il progetto?
Con l'accordo siglato al Ministero l'8 aprile 2008 si entra nella fase della progettazione esecutiva delle opere, a cominciare dagli interventi mirati a contro la perdita degli habitat acquatici del Padule.
Si riferisce al depuratore di Ponte Buggianese?
Sì, ma non solo. Quest'impianto, infatti, nei mesi critici estivi consentirà di recuperare solo un quinto delle acque che attualmente transitano attraverso il Padule, e si parte già da una situazione di forte deficit. Esso servirà a poco se, insieme, non si andranno a fare le opere necessarie a "reggere" l'acqua nel bacino palustre.
Ossia le opere per cui è previsto uno stanziamento di 5 milioni di euro?
Esattamente. Occorre modificare l'assetto idraulico del Padule, per conservare le acque che vi affluiscono nel periodo primaverile. Diversamente l'effetto combinato dei cambiamenti climatici in atto e del progetto tubone determinerà la perdita irrimediabile delle comunità di piante e di animali tipici dell'area palustre.
Ma allora perché molti sostengono che il Padule in estate deve prosciugarsi?
Non sono sicuro che siano molti, ma soprattutto non condivido l'unica argomentazione che sostengono.
Quale sarebbe?
Che così è sempre stato. Prima di tutto perché non è vero: il Padule non si è mai prosciugato quanto in questi ultimi anni. Solo una quindicina di anni fa potevano prosciugarsi i "pezzi", ma mai i fossi principali o addirittura il torrente Pescia di Collodi. In secondo luogo perché tutti gli studi condotti da botanici e zoologi sostengono che la conservazione di specie strettamente acquatiche (e non mi riferisco solo alla fauna ittica) è possibile solo mantenendo alcune superfici permanentemente allagate.
Perché le soluzioni ipotizzate dalla Provincia di Pistoia per usare i 5 milioni di euro non vi convincono?
Perché danno priorità a un intervento, la realizzazione di un invaso in località Le Colmate, che a nostro avviso rischia di assorbire tutte le risorse disponibili senza concorrere significativamente a risolvere il problema. La nostra è una valutazione tecnica. Se poi l'invaso potrà soddisfare le esigenze degli agricoltori ben venga, ma lo si realizzi con altre risorse, queste sono espressamente destinate alla tutela del Padule.
Voi cosa proponete?
Come ho già detto di invasare l'acqua nel bacino palustre e regolarne i deflussi, realizzando un sistema di piccoli interventi, tipo quelli già collaudati con successo all'interno della riserva naturale. Poco costosi e di sicura efficacia.
E sulla localizzazione del depuratore a Ponte?
Su questo ritengo prematuro un pronunciamento. Quando ci sarà il progetto e la relativa valutazione di impatto ambientale faremo le nostre valutazioni tecniche.
I fondi previsti (5 milioni) dovrebbero essere spesi in modo più efficace rispetto a quanto deciso: è l'opinione della Fondazione Montanelli Bassi e di Italia Nostra. Ed è quanto emerge anche dall'intervista al tecnico del Centro di Ricerca Alessio Bartolini.
A che punto è il progetto?
Con l'accordo siglato al Ministero l'8 aprile 2008 si entra nella fase della progettazione esecutiva delle opere, a cominciare dagli interventi mirati a contro la perdita degli habitat acquatici del Padule.
Si riferisce al depuratore di Ponte Buggianese?
Sì, ma non solo. Quest'impianto, infatti, nei mesi critici estivi consentirà di recuperare solo un quinto delle acque che attualmente transitano attraverso il Padule, e si parte già da una situazione di forte deficit. Esso servirà a poco se, insieme, non si andranno a fare le opere necessarie a "reggere" l'acqua nel bacino palustre.
Ossia le opere per cui è previsto uno stanziamento di 5 milioni di euro?
Esattamente. Occorre modificare l'assetto idraulico del Padule, per conservare le acque che vi affluiscono nel periodo primaverile. Diversamente l'effetto combinato dei cambiamenti climatici in atto e del progetto tubone determinerà la perdita irrimediabile delle comunità di piante e di animali tipici dell'area palustre.
Ma allora perché molti sostengono che il Padule in estate deve prosciugarsi?
Non sono sicuro che siano molti, ma soprattutto non condivido l'unica argomentazione che sostengono.
Quale sarebbe?
Che così è sempre stato. Prima di tutto perché non è vero: il Padule non si è mai prosciugato quanto in questi ultimi anni. Solo una quindicina di anni fa potevano prosciugarsi i "pezzi", ma mai i fossi principali o addirittura il torrente Pescia di Collodi. In secondo luogo perché tutti gli studi condotti da botanici e zoologi sostengono che la conservazione di specie strettamente acquatiche (e non mi riferisco solo alla fauna ittica) è possibile solo mantenendo alcune superfici permanentemente allagate.
Perché le soluzioni ipotizzate dalla Provincia di Pistoia per usare i 5 milioni di euro non vi convincono?
Perché danno priorità a un intervento, la realizzazione di un invaso in località Le Colmate, che a nostro avviso rischia di assorbire tutte le risorse disponibili senza concorrere significativamente a risolvere il problema. La nostra è una valutazione tecnica. Se poi l'invaso potrà soddisfare le esigenze degli agricoltori ben venga, ma lo si realizzi con altre risorse, queste sono espressamente destinate alla tutela del Padule.
Voi cosa proponete?
Come ho già detto di invasare l'acqua nel bacino palustre e regolarne i deflussi, realizzando un sistema di piccoli interventi, tipo quelli già collaudati con successo all'interno della riserva naturale. Poco costosi e di sicura efficacia.
E sulla localizzazione del depuratore a Ponte?
Su questo ritengo prematuro un pronunciamento. Quando ci sarà il progetto e la relativa valutazione di impatto ambientale faremo le nostre valutazioni tecniche.
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