Il Tirreno

Montecatini

PIEVE A NIEVOLE

Senza stipendio da mesi

Matteo Baccellini
L’interno di un’azienda di servizi call center
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L’interno di un’azienda di servizi call center

Il lavoro fermo dai primi di luglio, la cassa integrazione in stand by, gli stipendi che non arrivano da tempo, il rischio di aver lavorato a vuoto. Sono nuovi bocconi amari da buttare giù per i dipendenti della Tecnoconnect di Pieve a Nievole

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PIEVE A NIEVOLE. Il lavoro fermo dai primi di luglio, la cassa integrazione in stand by, gli stipendi che non arrivano da tempo, il rischio di aver lavorato a vuoto. Sono nuovi bocconi amari da buttare giù per i dipendenti della Tecnoconnect di Pieve a Nievole, la ditta di call center, nata lo scorso anno dalla chiusura della Protocall di Serravalle: da alcuni mesi la Tecnoconnect non effettua regolarmente i pagamenti, al punto che molti degli operatori hanno anche scioperato. Nello scorso giugno le sigle Slc Cgil e Uilcom Uil parlavano di «ritardi del bonifico da parte del committente Telecom a Mercurio Trading, società che poi affida il lavoro di call center a Tecnoconnect».

Le ultime voci danno ora per ultimato (o quasi) il pagamento di aprile, mese che era stato saldato dalla proprietà solo per metà. In attesa di ottenere anche quello di maggio e giugno. «Ma una decina di noi stanno ancora attendendo il bonifico dei 500 euro mancanti - dice per telefono alla nostra redazione un dipendente di 31 anni, che preferisce restare anonimo - non so per quale motivo su 42 lavoratori assunti solo una decina debbano ancora percepire quei soldi. Tra noi ci sono alcune persone che hanno preferito lavorare anche quando era stato deciso lo sciopero, non capisco la logica della ditta».

Che per inciso, nell'ultima riunione con i sindacati del 24 luglio si era impegnata a versare i 28.000 euro mancanti del mese di aprile entro il 31 luglio. «Una data che non è stata rispettata, mentre ancora deve essere accettata la cassa integrazione e le commesse sono ferme. Noi non lavoriamo più dagli inizi di luglio e non sappiamo cosa accadrà».
Il passaparola tra i dipendenti della azienda di call center, ha agitato un po' le acque. «Solo parlando tra noi abbiamo capito che la seconda quindicina di aprile era stata pagata quasi a tutti - prosegue il 31 enne dipendente - così siamo andati in banca per verificare se i bonifici fossero in arrivo, ma a circa un quarto di noi è stato risposto che non sono mai partiti. Non credo che questo sia un modo giusto di trattare chi ha lavorato».

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