Il Tirreno

Montecatini

LA SCUOLA DELL’INFANZIA

Ottanta bambininon saranno accolti al nido comunale

Giovanna La Porta
Ottanta bambininon saranno accolti al nido comunale

Sono 81 i bimbi di età compresa tra 0 e 3 anni che resteranno fuori dall'unico asilo nido comunale, quello di via Merlini. Oltre due terzi delle domande di iscrizione presentate agli appositi uffici rimarranno inevase. Una situazione che merita, in qualche modo, di essere risolta

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MONTECATINI. Sono 81 i bimbi di età compresa tra 0 e 3 anni che resteranno fuori dall'unico asilo nido comunale, quello di via Merlini. Oltre due terzi delle domande di iscrizione presentate agli appositi uffici rimarranno inevase. Una situazione che merita, in qualche modo, di essere risolta. Due bandi regionali, in scadenza a settembre, offrono contributi agli enti locali per finanziare la realizzazione di nuovi asili in grado di accogliere le domande in esubero che riempiono le liste d'attesa. Ai due bandi parteciperanno molto probabilmente sia il Comune di Pistoia che la Provincia. E quasi certamente il Comune di Montecatini. «Sto studiando proprio in questi giorni la documentazione - spiega Ennio Rucco, assessore all'istruzione e ai servizi sociali - per vedere a quali bandi possiamo partecipare con l'obiettivo di allargare, ovviamente non dall'anno scolastico ormai alle porte, il numero di posti disponibili. Che attualmente sono 51 su un totale di tre sezioni».

Sottovoce. In pochi lo sanno ma il nido comunale è un fiore all'occhiello dell'amministrazione. Il tam-tam è di quelli sommessi, senza promozioni o pubblicità particolari. A passarsi parola sono le mamme, sulla base dell'esperienza vissuta. Grazie alla professionalità delle educatrici e all'impegno dei funzionari e dei dirigenti, il complesso viene gestito in modo eccellente, nonostante la scarsa disponibilità di risorse finanziarie del settore. Una sezione accoglie i lattanti, l'altra i divezzi mentre la terza è sperimentale. In base a una convenzione stipulata anni fa con il Comune di Massa e Cozzile, una decina di posti sono riservati ai bimbi di quel Comune. «E' una questione di priorità - commenta Rucco - e posso assicurare che, da ora in avanti, lavoreremo per potenziare i servizi all'infanzia e, più in generale, i servizi sociali. Un comparto che, negli ultimi anni, era stato progressivamente depauperato. Con tagli necessari per far quadrare i conti altrove».

Alternative. L'unica soluzione possibile per le famiglie escluse sono gli asili nido privati. Di questi, però, uno solo (La Giostra degli Orsi di via Dante Alighieri) è accreditato per accedere al contributo regionale previsto per dare una mano ai nuclei familiari a far fronte a questo costo. «Una possibilità - spiega Daniela Silvestri, funzionaria dell'istruzione - per quei genitori che non possono usufruire del servizio comunale. A fronte di una documentazione piuttosto complessa, la Regione rimborsa fino a 3mila euro». In altre realtà (come Pistoia) c'è anche la possibilità di ottenere il risarcimento assumendo una baby sitter che figuri nell'albo di educatori professionali autorizzate dal Comune. Formate con un apposito corso, è possibile contattarle attraverso gli uffici della pubblica istruzione. «A settembre - assicura Rucco - porteremo in esame in consiglio comunale l'iter da affrontare per poterci dotare anche di questa opportunità. La strada per implementare i servizi è lunga. Ma c'è la volontà politica di costruire le basi, anno per anno. Qualche fondo per migliorare i servizi e la ristrutturazione degli edifici era già stato individuato dal mio predecessore Sartoni».

Reddito. «Dobbiamo dotarci con urgenza - chiosa l'assessore ai servizi sociali - di un serio regolamento per stabilire i criteri di accesso sia al nido che ad altri servizi, come "Città Amica" del Pronto soccorso, nata per aiutare gli anziani. In particolare, dovremo valutare la rendita delle famiglie. Finora questo aspetto non veniva considerato. Invece è opportuno garantire una giustizia sociale. Anche per il pagamento delle rette, con il tempo introdurremo varie fasce riconducibili sempre alle entrate familiari».

I costi. La retta del nido, attualmente, è di 250 euro (compresi i pasti) fino alle 13 e 290 fino alle 16 per le sezioni dei lattanti e dei divezzi. Allo sperimentale, il costo è di 170 euro mensili più i buoni pasto (3 euro l'uno). L'uscita è, in questo caso, alle 14. Ma sono tariffe uguali per tutti. Comparandole a quelle di altri nido di città toscane, non figura tra i più cari. A Pisa, per il tempo lungo, la tariffa massima è 370 euro, a Firenze 353, a Lucca 326. Ma sono previste fasce più basse, calcolate in base all'Isee.

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