Il dolore
MONTECATINI
Iscrizione alla Camera di commercio,il "buco" dei morosi è di quattro milioni
Pietro Barghigiani
C'è chi non ha pagato, chi lo ha fatto oltre la scadenza e chi non ha versato l'importo completo. Sono 23mila le posizioni, spalmate sul triennio 2005-2007, per le quali la Camera di commercio ha inviato a Equitalia la richiesta di recuperare le tasse di iscrizione per un totale di 4 milioni di euro
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MONTECATINI. C'è chi non ha pagato, chi lo ha fatto oltre la scadenza e chi non ha versato l'importo completo. Sono 23mila le posizioni, spalmate sul triennio 2005-2007, per le quali la Camera di commercio ha inviato a Equitalia la richiesta di recuperare le tasse di iscrizione per un totale di 4 milioni di euro.
E dalla concessionaria di riscossione dei tributi sono già partite le cartelle esattoriali dirette a quelle aziende tra il Pistoiese e la Valdinievole, la cui condizione di morosità ha spinto l'ente camerale a procedere con il recupero forzoso dei soldi. Superata la sospensione fiscale estiva di agosto, a settembre un'altra corposa tornata di ingiunzioni finirà nelle cassette delle lettere delle società iscritte alla Camera di commercio che conta circa 38mila imprese.
Non è improbabile che fra i destinatari vi sia qualche morto. Fino al 2001 le imprese inattive (cessate ma non cancellate dagli albi camerali) non erano tenute a versare i diritti camerali. Dopo sì. Ma fino al 2005 la Camera di Commercio non poteva emettere ruoli, cioè richiedere il pagamento dei diritti arretrati. Adesso non solo può, ma deve. Se non lo facesse, la Corte dei conti potrebbe chiamarla a rispondere di un danno erariale, essendo la Camera di commercio un ente pubblico.
Per la fine dell'anno l'ente conta di mettersi in pari per le annualità 2005-2006-1007. Gli uffici sono al lavoro per redigere l'elenco dei morosi del 2008 che nei primi mesi del prossimo anno potrebbero già ricevere le missive targate Equitalia.
Non manca una quota di evasori - ditte regolarmente attive che hanno scelto di non pagare - ma la casistica più frequente è quella dell'impresa cessata ma non cancellata che non sapeva di dover versare i diritti camerali. Una situazione che può essere fonte di malintesi ed equivoci: eredi chiamati a pagare per ditte chiuse da anni, pensionati costretti a rispolverare la documentazione aziendale a caccia di prove di pagamento, gente che non ne vuol sapere perché non ha più l'impresa.
Il diritto di iscrizione minimo, pagabile come gli altri con l'acconto della dichiarazione dei redditi, è di 80 euro per i piccoli imprenditori. L'importo sale a 170 euro per le società di persone Snc e Sas e arriva a 370 per le società di capitali, Srl e Spa, con un'ulteriore differenza sulla base del fatturato.
Chi riceve la cartella esattoriale ha sessanta giorni di tempo per impugnare l'atto chiedendo il riesame di autotutela alla Camera di commercio.
E dalla concessionaria di riscossione dei tributi sono già partite le cartelle esattoriali dirette a quelle aziende tra il Pistoiese e la Valdinievole, la cui condizione di morosità ha spinto l'ente camerale a procedere con il recupero forzoso dei soldi. Superata la sospensione fiscale estiva di agosto, a settembre un'altra corposa tornata di ingiunzioni finirà nelle cassette delle lettere delle società iscritte alla Camera di commercio che conta circa 38mila imprese.
Non è improbabile che fra i destinatari vi sia qualche morto. Fino al 2001 le imprese inattive (cessate ma non cancellate dagli albi camerali) non erano tenute a versare i diritti camerali. Dopo sì. Ma fino al 2005 la Camera di Commercio non poteva emettere ruoli, cioè richiedere il pagamento dei diritti arretrati. Adesso non solo può, ma deve. Se non lo facesse, la Corte dei conti potrebbe chiamarla a rispondere di un danno erariale, essendo la Camera di commercio un ente pubblico.
Per la fine dell'anno l'ente conta di mettersi in pari per le annualità 2005-2006-1007. Gli uffici sono al lavoro per redigere l'elenco dei morosi del 2008 che nei primi mesi del prossimo anno potrebbero già ricevere le missive targate Equitalia.
Non manca una quota di evasori - ditte regolarmente attive che hanno scelto di non pagare - ma la casistica più frequente è quella dell'impresa cessata ma non cancellata che non sapeva di dover versare i diritti camerali. Una situazione che può essere fonte di malintesi ed equivoci: eredi chiamati a pagare per ditte chiuse da anni, pensionati costretti a rispolverare la documentazione aziendale a caccia di prove di pagamento, gente che non ne vuol sapere perché non ha più l'impresa.
Il diritto di iscrizione minimo, pagabile come gli altri con l'acconto della dichiarazione dei redditi, è di 80 euro per i piccoli imprenditori. L'importo sale a 170 euro per le società di persone Snc e Sas e arriva a 370 per le società di capitali, Srl e Spa, con un'ulteriore differenza sulla base del fatturato.
Chi riceve la cartella esattoriale ha sessanta giorni di tempo per impugnare l'atto chiedendo il riesame di autotutela alla Camera di commercio.
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