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LARCIANO

Il Comune di Larcianocontinua a restare il titolare della propria farmacia

La farmacia comunale di Baccane al centro della polemica
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La farmacia comunale di Baccane al centro della polemica

Una polemica alimentata solo per gettare discredito sull'amministrazione comunale guardando non alla realtà dei fatti, ma solo all'interesse elettorale: è, per il sindaco di Larciano Antonio Pappalardo, quella che si è accesa sulla farmacia comunale

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LARCIANO. Una polemica alimentata solo per gettare discredito sull'amministrazione comunale guardando non alla realtà dei fatti, ma solo all'interesse elettorale: è, per il sindaco di Larciano Antonio Pappalardo, quella che si è accesa sulla farmacia comunale. Farmacia per la cui gestione è stato approvato - nell'ultimo consiglio comunale - un accordo con la società pubblica Farcom. Ma, secondo il gruppo d'opposizione di Alternativa, quell'accordo avrebbe rappresentato di fatto una cessione della farmacia senza alcun vantaggio economico per il Comune che, in questo modo, ne avrebbe perso la titolarità.

«Il Comune di Larciano è e continuerà a essere titolare della propria farmacia comunale e a gestirla nell'interesse dei cittadini»: così esordisce Papparlardo, accusando l'opposizione di disinformazione con lo scopo di gettare discredito.
Quindi il sindaco ripercorre la storia della farmacia: «Alcuni anni fa, grazie all'intuizione e all'impegno dell'amministrazione Beneforti, questo Comune riuscì a diventare titolare di una farmacia comunale, la cui gestione fu affidata da subito alla Farcom, società pubblica di proprietà del Comune di Pistoia che gestiva anche le farmacie degli altri comuni pistoiesi. Da allora il cambiamento della normativa e le indicazioni della giurisprudenza hanno fatto si che, per continuare a mantenere il controllo pubblico delle farmacie, occorresse entrare nella compagine sociale della Farcom. Non trattandosi della vendita della farmacia, ma solo ed esclusivamente dell'affidamento della gestione, l'acquisizione delle azioni Farcom è avvenuta tramite il conferimento del valore della gestione, quindi senza costi a carico dei cittadini, secondo una media ponderata calcolata tra valore del fatturato e utili, in base ad una perizia che verrà avvalorata da un perito nominato dal tribunale. Questo e niente altro è stato deliberato nell'ultimo consiglio comunale. Nessuna farmacia è stata ceduta, nessuna vendita è avvenuta».
«Per questo - continua Pappalardo - chi, come Alternativa, parla di "svendita", non solo non dice il vero, ma soprattutto non fa un buon servizio ai cittadini in quanto non permette loro di venire a conoscenza della verità. Per capire realmente i fatti è giusto che i cittadini si pongano delle domande e si diano delle risposte: se realmente si fosse trattato di una svendita con danno per le casse del Comune e per gli interessi dei cittadini, perchè Alternativa non ha votato contro? Se fosse stato un atto così dannoso perchè Alternativa non ha impedito che fosse discussa la delibera visto che da tempo sapevano che era all'ordine del giorno del consiglio. Se fosse stata una decisione così costosa per il Comune perchè Alternativa non denuncia il fatto alla corte dei conti e alla magistratura?»

«Se fosse stata un'operazione così sbagliata - chiude il sindaco - perchè è stata approvata anche da Quarrata e Pistoia? Perchè Pistoia ha approvato l'operazione anche con l'appoggio di Rifondazione (che con i Verdi sostiene Alternativa)? Ma soprattutto perchè Alternativa si è dichiarata favorevole all'ingresso in una Spa pagando le quote coi soldi dei cittadini anzichè usarli, come preferiamo noi, per le famiglie in difficoltà? Troppe domande rimangono senza una risposta chiara».

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