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Respinto dal Tar il ricorso dei proprietari

Requisite le case abusive

Il sequestro del cantiere dove stavano costruendo 17 appartamenti
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Il sequestro del cantiere dove stavano costruendo 17 appartamenti

L'abuso edilizio dei privati si trasforma in un tesoretto improvviso per il Comune.
Sono i 17 appartamenti, con tanto di box auto, in località Rocconi che l'amministrazione ha acquisito dopo che il Tar ha respinto il ricorso della società Bonelli Costruzioni Immobiliari

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PESCIA. L'abuso edilizio dei privati si trasforma in un tesoretto improvviso per il Comune.
Sono i 17 appartamenti, con tanto di box auto, in località Rocconi che l'amministrazione ha acquisito dopo che il Tar ha respinto il ricorso della società Bonelli Costruzioni Immobiliari contro il verbale di inadempimento all'ordinanza di demolizione emessa dal sindaco per ripristinare lo stato dei luoghi.
L'ente, rappresentato dallo studio legale Turco di Pistoia, si è difeso in giudizio resistendo al ricorso dei privati, assistiti dall'avvocato Gianfranco Tiengo.
Il no del tribunale amministrativo può sempre essere appellato al Consiglio di Stato, ma la legge in casi come questi consente ai Comuni di acquisire il bene oggetto dell'abuso edilizio non rimosso.
E così l'amministrazione si ritrova proprietaria di un complesso immobiliare, ancora al grezzo, sulla cui destinazione dovrà pronunciarsi il consiglio comunale.
Al momento il Comune non prende iniziative, anche in vista dell'eventuale ricorso al secondo grado di giudizio dei privati.
Di sicuro c'è l'inserimento del bene nel patrimonio dell'ente che potrà vendere gli appartamenti, ultimarli e utilizzarli come alloggi popolari o fare quello che non hanno fatto i proprietari: abbatterli.
Il blitz della polizia municipale risale al gennaio scorso. Il cascinale e il fienile oggetto dell'intervento potevano essere ristrutturati a livello conservativo per ricavarci al massimo due appartamenti. Ma i proprietari avevano sbancato il terreno, ampliato le volumetrie con opere in cemento armato e modificato la tipologia dell'operazione per realizzare alla fine 17 appartamenti con box auto.
Dopo un'ordinanza di sospensione e una di demolizione firmate dalla polizia municipale ma non rispettate da proprietari e committenti dell'opera, per il cantiere di via Romana, in località Rocconi, arrivarono i sigilli del tribunale.
Gli stessi immobili vennero sequestrati nel dicembre 2002 dalla Forestale sempre per problemi di natura edilizia.
Anche in quel caso le carte bollate innescarono i processi arrivati fino in Corte di Cassazione e conclusi nel 2004.
Nonostante questo la proprietà era ripartita con i lavori in una zona vincolata, sia a livello stradale che agricolo, andando oltre le autorizzazioni.
Ricevuta l'ordinanza di demolizione, la società non aveva ottemperato.
Di qui il ricorso al Tar contro il verbale che attestava il mancato rispetto del provvedimento che ha consegnato, per ora, gli immobili al Comune.
P.B.

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