Gioco
MONTECATINI
Lavoro, otto licenziati al giorno
David Meccoli
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Un corteo di lavoratori mentre sfila in viale VerdiMillequattrocentocinquanta posti di lavoro in fumo nei primi sei mesi in Valdinievole. Una media di 8 licenziamenti al giorno. E il peggio sul fronte dell'occupazione potrebbe arrivare con un autunno quanto mai "caldo", se è vero che in tale periodo molte aziende vedranno terminare la possibilità di ricorrere alla cassa integrazione (ordinaria o in deroga)
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MONTECATINI. Millequattrocentocinquanta posti di lavoro in fumo nei primi sei mesi in Valdinievole. Una media di 8 licenziamenti al giorno. E il peggio sul fronte dell'occupazione potrebbe arrivare con un autunno quanto mai "caldo", se è vero che in tale periodo molte aziende vedranno terminare la possibilità di ricorrere alla cassa integrazione (ordinaria o in deroga). È il grido d'allarme della Cgil: «L'intero sistema della piccola e media impresa è in seria difficoltà».
Ottobre rovente. Secondo il coordinatore della Valdinievole per la Cgil, Vincenzo Scotellaro, non è tanto al rientro dalle ferie estive che si deve guardare per mettere sotto la lente la crisi del mondo del lavoro, quanto al prossimo autunno.
«Fare previsioni anche a breve termine - dice il sindacalista - è complicato. Il trend occupazionale negativo è purtroppo da tempo in atto, ma per settembre non ci aspettiamo brutte sorprese, al di là di quel che già sappiamo. Altrettanto non si può però dire per ottobre o novembre. In questo periodo, infatti, molte aziende finiranno la possibilità di ricorrere alla cassa integrazione ordinaria e verranno a mancare, a meno di ulteriori rifinanziamenti, i soldi per la cassa integrazione in deroga. A quel punto le aziende, specie le più piccole, rischieranno di dover affrontare seri problemi».
Manifatturiero. Scotellaro passa poi in rassegna i vari settori economici del territorio.
«Il manifatturiero - spiega - è il segmento produttivo che finora ha pagato di più, in Valdinievole. Forti ristrutturazioni sono state compiute nei calzaturifici di Monsummano, dove nel futuro più prossimo la crisi si farà ancora sentire pesantemente: gli ordini di settembre sono, infatti, bassi a causa di un mercato interno che stenta a riprendersi e delle difficoltà internazionali. A oggi non si registrano situazioni che possano far pensare a chiusure, ma i contoterzisti sono in sofferenza e ricorrono spesso alla cassa integrazione».
Metalmeccanico. «In questo settore - dice Scotellaro - si è verificato un forte incremento del ricorso alla cassa integrazione ed è qui che i problemi potrebbero nascere in autunno. Si può, infatti, richiedere la cassa integrazione per un massimo di 52 settimane in un biennio e tale periodo sta per terminare per molte imprese. Per le aziende artigiane le cose non vanno meglio, visto che hanno ottenuto la possibilità di ricorrere alla cassa integrazione in deroga, ma da febbraio non hanno visto un euro».
Articoli per la casa. Per la Cgil questo comparto, sviluppato in particolare nell'area Lamporecchio-Larciano, non sta vivendo una situazione di grossa difficoltà, se paragonato ad altri comparti.
Agroalimentare. «Questo - dice Scotellaro - è stato fino a non molto tempo fa un settore d'eccellenza e in salute in Valdinievole. La crisi si è pertanto fatta sentire più tardi. Ciononostante le difficoltà legate al mercato domestico hanno determinato una flessione negli ordini e alcune aziende sono ricorse alla cassa integrazione».
Cartai e cartotecnici. Anche questo settore, sviluppato soprattutto nel pesciatino, ha fatto registrare diverse richieste di cassa integrazione.
Ottobre rovente. Secondo il coordinatore della Valdinievole per la Cgil, Vincenzo Scotellaro, non è tanto al rientro dalle ferie estive che si deve guardare per mettere sotto la lente la crisi del mondo del lavoro, quanto al prossimo autunno.
«Fare previsioni anche a breve termine - dice il sindacalista - è complicato. Il trend occupazionale negativo è purtroppo da tempo in atto, ma per settembre non ci aspettiamo brutte sorprese, al di là di quel che già sappiamo. Altrettanto non si può però dire per ottobre o novembre. In questo periodo, infatti, molte aziende finiranno la possibilità di ricorrere alla cassa integrazione ordinaria e verranno a mancare, a meno di ulteriori rifinanziamenti, i soldi per la cassa integrazione in deroga. A quel punto le aziende, specie le più piccole, rischieranno di dover affrontare seri problemi».
Manifatturiero. Scotellaro passa poi in rassegna i vari settori economici del territorio.
«Il manifatturiero - spiega - è il segmento produttivo che finora ha pagato di più, in Valdinievole. Forti ristrutturazioni sono state compiute nei calzaturifici di Monsummano, dove nel futuro più prossimo la crisi si farà ancora sentire pesantemente: gli ordini di settembre sono, infatti, bassi a causa di un mercato interno che stenta a riprendersi e delle difficoltà internazionali. A oggi non si registrano situazioni che possano far pensare a chiusure, ma i contoterzisti sono in sofferenza e ricorrono spesso alla cassa integrazione».
Metalmeccanico. «In questo settore - dice Scotellaro - si è verificato un forte incremento del ricorso alla cassa integrazione ed è qui che i problemi potrebbero nascere in autunno. Si può, infatti, richiedere la cassa integrazione per un massimo di 52 settimane in un biennio e tale periodo sta per terminare per molte imprese. Per le aziende artigiane le cose non vanno meglio, visto che hanno ottenuto la possibilità di ricorrere alla cassa integrazione in deroga, ma da febbraio non hanno visto un euro».
Articoli per la casa. Per la Cgil questo comparto, sviluppato in particolare nell'area Lamporecchio-Larciano, non sta vivendo una situazione di grossa difficoltà, se paragonato ad altri comparti.
Agroalimentare. «Questo - dice Scotellaro - è stato fino a non molto tempo fa un settore d'eccellenza e in salute in Valdinievole. La crisi si è pertanto fatta sentire più tardi. Ciononostante le difficoltà legate al mercato domestico hanno determinato una flessione negli ordini e alcune aziende sono ricorse alla cassa integrazione».
Cartai e cartotecnici. Anche questo settore, sviluppato soprattutto nel pesciatino, ha fatto registrare diverse richieste di cassa integrazione.
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