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Francesca Diniporta i Macchiaioli nel Sol Levante

La storica dell’arte Francesca Dini alla mostra da lei curata a Torino
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La storica dell’arte Francesca Dini alla mostra da lei curata a Torino

Un'infanzia trascorsa tra quadri, mostre e tanti libri. Essere la figlia di un collezionista e conoscitore di pittura italiana dell'Ottocento di fama internazionale può produrre due effetti: il rifiuto totale della materia o la passione che si consolida in un amore eterno

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MONTECATINI. Un'infanzia trascorsa tra quadri, mostre e tanti libri. Essere la figlia di un collezionista e conoscitore di pittura italiana dell'Ottocento di fama internazionale può produrre due effetti: il rifiuto totale della materia o la passione che si consolida in un amore eterno.
Francesca Dini, figlia del noto studioso Piero, si è lasciata travolgere dal secondo sentimento e ne ha fatto la sua professione.
È un'apprezzata storica dell'arte che collabora con la Soprintendenza di Firenze, città dove risiede, e organizza mostre in Italia e all'estero. Quella a cui sta lavorando da almeno due anni, su incarico della Soprintendenza fiorentina e il ministero degli Esteri, sarà inaugurata in Giappone il 3 ottobre al Fukuyama Art Museum e avrà come seconda tappa il Museo Nazionale di Tokyo. Fino ad aprile il paese del Sol Levante ospiterà i 63 quadri che compongono l'esposizione "I Macchiaioli, maestri italiani del realismo", una rassegna incentrata su Fattori, Lega e Signorini che potrebbe approdare anche a New York nella prossima primavera. Una vita per l'arte quella di Francesca Dini, nemo profeta in patria.

Lei è di Montecatini, ma vive a Firenze. Ha mai allestito mostre nella sua città d'origine?
«Mi occupo di arte dal 1990 e non ho mai fatto niente a Montecatini. Mio padre negli anni Ottanta ha organizzato delle grandi mostre, ma siamo molto lontani nel tempo. Posso dire di aver fatto un lavoro di cui sono fiera. E in questo mi sento anche fortunata».

Con un padre come il suo...
«Di sicuro sono stata facilitato come approccio all'argomento. Mio padre non è solo un conoscitore dell'arte, ma anche un collezionista e uno studioso di livello internazionale. Sì, sono stato molto influenzata dalla figura paterna. Il resto lo hanno fatto gli studi accademici».

Un consiglio o un rimprovero di suo padre nell'allestimento di mostre?
«Ormai da tempo vado per conto mio. Ripeto, la sua impronta soprattutto per avvicinarmi alla materia è stata fondamentale. Poi mi sono formata con gli studi».

Perché si interessa proprio dei Macchiaioli?
«Fino a qualche anno fa questi pittori venivano descritti come ignoranti. Niente di più falso. Erano persone colte e preparate. È giusto che vengano apprezzati per quello che meritano».

Una montecatinese che cura mostre in tutto il mondo, ma non "attacca" un quadro nella sua città. Come mai?
«Se mi venisse chiesto di organizzare qualcosa nella mia città ne sarei onorata. Sarebbe molto bello coinvolgere le istituzioni per far entrare Montecatini nel circuito internazionale dell'arte. Penso a un museo stabile in cui racchiudere le ricchezze del territorio, mi viene in mente il liberty, nel quale adibire uno spazio anche per mostre temporanee sull'esempio di quello che facciamo a Castiglioncello».

Un messaggio e una promessa di impegno personale?
«Auspico l'inizio di un dialogo tra la mia famiglia e il Comune. Con mio padre abbiamo un patrimonio di relazioni e conoscenze, oltre a un archivio storico, che potrebbe essere utile per rilanciare Montecatini anche come luogo internazionale di arte e cultura».
Pietro Barghigiani
IL MINISTRO FRATTINI
Un evento di cui andare fieri

La nuova mostra "I Macchaioli, maestri italiani del realismo" presenta un'ampia selezione di opere provenienti da importanti collezioni pubbliche italiane. L'Italia torna così ad offrire un significativo frammento della sua millenaria storia: un capitolo dell'arte figurativa la cui importanza ed originalità è emersa con chiarezza sempre maggiore nel panorama critico degli ultimi decenni.
Sono lieto e convinto di affidare a tali testimoni della nostra storia artistica il compito di rappresentare nel mondo i valori di libertà di cui sono e siamo figli, quanto di promuovere l'immagine dell'Italia e degli italiani, in chiave moderna e anche prospettica.
Franco Frattini ministro degli Affari Esteri

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