Italia
Petizione a difesa del mercato copertoIn sessanta chiedono una commissione
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Un banco durante una manifestazione al mercato copertoSalvate il mercato coperto. Una petizione con una sessantina di firme è stata depositata sul tavolo del sindaco Giuseppe Bellandi per denunciare che con «il suo progressivo depauperamento commerciale si tocca con mano l'indebolimento di tutte le categorie commerciali e artigianali in genere»
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MONTECATINI. Salvate il mercato coperto. Una petizione con una sessantina di firme è stata depositata sul tavolo del sindaco Giuseppe Bellandi per denunciare che con «il suo progressivo depauperamento commerciale si tocca con mano l'indebolimento di tutte le categorie commerciali e artigianali in genere».
I sessanta firmatari, in massima parte operatori del mercato e negozianti della zona, sottolineano che «vi sono oramai da diversi anni situazioni che non permettono più di usufruire in maniera chiara e semplice da parte di operatori e clienti di questa storica struttura. Un problema per tutti è quello del parcheggio: non vi è strada limitrofa che disponga di parcheggi liberi, anche con disco orario, che permettano di sostare per fare la spesa. E' risaputo che in prossimità di centri commerciali privati (Esselunga, Coop, Conad, Ipercoop) vi è ampia disponibilità di parcheggio per fini ovvi. Ed è altrettanto evidente che in questo modo andremo incontro a un peggioramento commerciale inesorabile, a maggior ragione in questo caso in quanto i prodotti commerciati sono per lo più prodotti ortofrutticoli, alle volte molto ingombranti o pesanti. Il tutto contribuisce in maniera negativa anche alla perdita di un'identità storica, punto di riferimento della città».
«Sicuramente - proseguono - essendo la struttura operante anche la mattina presto, contribuisce sensibilmente, almeno in quelle ore, anche ad arginare alcuni fenomeni delittuosi o osceni, come lo spaccio di droghe e il meretricio».
Altre problematiche sono legate «alla presenza sul mercato in determinati periodo dell'anno di tanti improvvisati agricoltori che non solo non pagano il suolo pubblico, ma che nemmeno garantiscono salubrità e igiene degli alimenti venduti, sia in rapporto alle norme Haccp che al corretto uso dei fitofarmaci. Per non parlare di vendita non autorizzata di derrate non provenienti dalle proprie coltivazioni».
Inoltre, la fatiscente struttura fatta con tralicci di metallo e coperta con lastre di eternit, non consente a chi vi sta sotto una sicura e decorosa permanenza anche se per poche ore (ampi sbalzi termici e pericolo di venire a contatto con le fibre di amianto della copertura). «Gli stessi banchi di appoggio per i prodotti, "le panche", necessiterebbero di una loro sostituzione con strutture mobili che si possono adattare anche ad altre necessità. Tipo manifestazioni anche a carattere culturale e socio-ludico-ricreative da proporre nei momenti pomeridiani e notturni al fine di sfruttare in pieno questa grande risorsa».
Alla luce di tutto questo i firmatari chiedono la costituzione di una commissione comunale tecnico consultiva per la riqualificazione e la gestione del mercato coperto e delle sue immediate pertinenze. Composta oltre che dai politici di ambo le parti e dai tecnici comunali, «anche dai rappresentanti degli operatori del mercato in misura da quattro a sei membri dai rappresentanti degli esercizi commerciali, artigianali e degli studi professionali limitrofi nella misura di tre membri».
I sessanta firmatari, in massima parte operatori del mercato e negozianti della zona, sottolineano che «vi sono oramai da diversi anni situazioni che non permettono più di usufruire in maniera chiara e semplice da parte di operatori e clienti di questa storica struttura. Un problema per tutti è quello del parcheggio: non vi è strada limitrofa che disponga di parcheggi liberi, anche con disco orario, che permettano di sostare per fare la spesa. E' risaputo che in prossimità di centri commerciali privati (Esselunga, Coop, Conad, Ipercoop) vi è ampia disponibilità di parcheggio per fini ovvi. Ed è altrettanto evidente che in questo modo andremo incontro a un peggioramento commerciale inesorabile, a maggior ragione in questo caso in quanto i prodotti commerciati sono per lo più prodotti ortofrutticoli, alle volte molto ingombranti o pesanti. Il tutto contribuisce in maniera negativa anche alla perdita di un'identità storica, punto di riferimento della città».
«Sicuramente - proseguono - essendo la struttura operante anche la mattina presto, contribuisce sensibilmente, almeno in quelle ore, anche ad arginare alcuni fenomeni delittuosi o osceni, come lo spaccio di droghe e il meretricio».
Altre problematiche sono legate «alla presenza sul mercato in determinati periodo dell'anno di tanti improvvisati agricoltori che non solo non pagano il suolo pubblico, ma che nemmeno garantiscono salubrità e igiene degli alimenti venduti, sia in rapporto alle norme Haccp che al corretto uso dei fitofarmaci. Per non parlare di vendita non autorizzata di derrate non provenienti dalle proprie coltivazioni».
Inoltre, la fatiscente struttura fatta con tralicci di metallo e coperta con lastre di eternit, non consente a chi vi sta sotto una sicura e decorosa permanenza anche se per poche ore (ampi sbalzi termici e pericolo di venire a contatto con le fibre di amianto della copertura). «Gli stessi banchi di appoggio per i prodotti, "le panche", necessiterebbero di una loro sostituzione con strutture mobili che si possono adattare anche ad altre necessità. Tipo manifestazioni anche a carattere culturale e socio-ludico-ricreative da proporre nei momenti pomeridiani e notturni al fine di sfruttare in pieno questa grande risorsa».
Alla luce di tutto questo i firmatari chiedono la costituzione di una commissione comunale tecnico consultiva per la riqualificazione e la gestione del mercato coperto e delle sue immediate pertinenze. Composta oltre che dai politici di ambo le parti e dai tecnici comunali, «anche dai rappresentanti degli operatori del mercato in misura da quattro a sei membri dai rappresentanti degli esercizi commerciali, artigianali e degli studi professionali limitrofi nella misura di tre membri».
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