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Droga, banda in manette

Francesco Nocentini
Un agente mostra il nascondiglio nell’auto dove era stata occultata la cocaina
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Un agente mostra il nascondiglio nell’auto dove era stata occultata la cocaina

Quell'arresto in autostrada nel gennaio 2008 non fu un episodio occasionale. Partendo dalle manette strette dalla polizia di Montecatini a Ivanov Hristov, 37 anni, bulgaro domiciliato a Firenze, beccato con 2,5 kg di cocaina nell'auto, la divisione investigativa antimafia di Firenze, ha macinato indagini e trovato riscontri sfociati nell'operazione Mutri

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MONTECATINI. Quell'arresto in autostrada nel gennaio 2008 non fu un episodio occasionale. Partendo dalle manette strette dalla polizia di Montecatini a Ivanov Hristov, 37 anni, bulgaro domiciliato a Firenze, beccato con 2,5 kg di cocaina nell'auto, la divisione investigativa antimafia di Firenze, ha macinato indagini e trovato riscontri sfociati nell'operazione Mutri.
Tutto filava liscio tra i clan bulgari del narcotraffico. Droga a fiumi, per tutti.
Guadagni milionari, pace e ricchezza per tutte le cosche, un tempo rivali in patria. In queste ultime settimane gli investigatori della Dia hanno spezzato la rotta che dal Marocco, attraverso Spagna e Francia, arrivava in Toscana. Bulgari i venditori ed i corrieri, marocchini i collaboratori, italiani gli acquirenti.
Il bilancio dell'operazione Mutri parla di quattro persone finite in manette, di 60 chili di hashish e 8 di cocaina sequestrati. Tra i capi della presunta organizzazione c'è anche un ex sportivo bulgaro, atleta di lotta greco romana, che negli anni Ottanta avrebbe avuto anche qualche fortuna nel sumo in Giappone.
Una ventina gli indagati: tra questi, 4 sono stati arrestati in flagranza, 4 in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare; 3 i ricercati, tra i quali un importante trafficante marocchino. In base a quanto emerso dalle indagini, coordinate dal pm Tommaso Coletta la droga era proveniente dal Marocco e, attraverso la Spagna, veniva portata negli altri Paesi europei: 31 i chili di cocaina che sarebbero stati commercializzati, 30 quelli di hashish.
Secondo la ricostruzione degli investigatori gli stupefacenti viaggiavano anche nei portabagagli di autobus di linea, lungo la tratta Spagna-Bulgaria. Un traffico che andava avanti da anni e che neppure gli arresti dello scorso anno, sempre da parte della Dia, aveva interrotto del tutto. I bulgari, legati a organizzazioni mafiose del loro Paese, erano impegnati nel traffico di cocaina; i marocchini in quello di hashish. In Italia, la droga era diretta in Liguria, Lombardia, dove viveva l'ex lottatore, e in Toscana. Sull'A11, tra Altopascio e Montecatini, era stato arrestato l'altro bulgaro, tuttora in carcere per scontare 8 anni e a cui confiscarono l'auto, considerato tra i capi della banda.
L'altra cattura è avvenuta a Castelfiorentino, dove viveva uno dei "distributori" degli stupefacenti. Sequestrati anche 110 mila euro veri, 20 mila euro falsi e persino un microchip elettronico per la duplicazione delle carte di credito.
Il giudice che ha firmato i provvedimenti non ha dubbi: dietro le sbarre sono finiti «elementi di assoluta pericolosità», personaggi di «spicco della criminalità in Bulgaria», un Paese definito «crocevia delle rotte della droga ad alto livello».

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