Attenzione
MONTECATINI
Poste, risparmi spariti
Pietro Barghigiani
Indagini su un ammanco di almeno 200mila euro
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MASSA COZZILE. Un correntista si presenta all’ufficio postale per prelevare una piccola somma. L’impiegata controlla sul computer e gela il risparmiatore: «Spiacente, ma sul suo conto non ci sono soldi». Il cliente trasecola, chiede spiegazioni che l’operatrice non è in grado di fornire. Lui ancora non lo sa. Ma quello che potrebbe sembrare un disguido contabile è destinato ad innescare una serie di controlli interni che portano a una scoperta sgradita a decine di affezionati correntisti postali: i risparmi sono spariti.
L’ammanco. Non esiste una somma ufficiale. Anche se una stima prudenziale indicherebbe in almeno 200mila euro i soldi prelevati in modo illegittimo. I conteggi e le ricostruzioni di movimenti e prelievi sono ancora in corso da parte di Poste Italiane e carabinieri. Succede nel piccolo ufficio postale di Massa. Pochi metri quadrati incastonati nel centro storico accanto al palazzo comunale. Un dedalo di viuzze conduce a quello che, stando ai primi riscontri degli investigatori, sarebbe stato il luogo dove un’impiegata, nel frattempo sostituita da una collega, avrebbe messo in pratica il sistematico storno di soldi dai risparmi di numerosi e, fino a qualche giorno fa, ignari clienti.
Le indagini. Prima dei carabinieri degli ammanchi si erano occupati gli ispettori interni di Poste Italiane. Ricevuta la segnalazione i responsabili del servizio hanno trascorso intere mattinate nell’ufficio per riannodare i fili di una girandola di operazioni che portano alla stessa conclusione, quella che le somme depositate sul conto non ci sono più. Le verifiche interne risalgono ad alcune settimane fa.
In contemporanea sono partite le denunce a polizia e carabinieri da parte di chi ha perso tutto o in parte i propri risparmi. Da una decina di giorni, invece, l’impiegata, residente in Valdinievole, non è più in servizio a Massa. Dove siano finiti i soldi e, soprattutto, perché sono stati presi sono gli obiettivi su cui stanno lavorando gli investigatori. Resta un mistero, sempre che sia provata la responsabilità della donna, cosa possa aver spinto un’impiegata modello, affidabile e disponibile con la clientela ad escogitare un metodo capace di drenare soldi dai conti di una moltitudine di risparmiatori.
L’impiegata. Le attenzioni dei carabinieri si sono concentrate sull’impiegata alla quale i clienti si rivolgevano per aprire conti e fare investimenti di qualche migliaia di euro. Dal racconto di chi la conosce è una persona stimata sia sul lavoro che in paese la protagonista di una storia in cui i militari procedono per truffa e appropriazione indebita. Irreprensibile in ufficio e con tanti anni di carriera immacolata alle spalle, chi ha avuto modo di frequentarla non si capacita che possa essere sospettata dei fatti di cui viene accusata da una schiera di risparmiatori alleggeriti del conto alla posta.
«Ci avrei messo la mano sul fuoco sull’onestà di quella persona» commenta un avventore del circolo di piazza Cavour, dove l’impiegata ogni mattina andava a prendere il caffè. Che riuscisse ad ottenere la fiducia dei clienti lo testimonia il fatto che un librettino o un piccolo investimento erano stati sottoscritti anche da persone non residenti nel borgo massese. Poi un giorno un cittadino si è presentato per ritirare una parte dei suoi risparmi. E da quel momento chi conosceva l’impiegata perfetta che ispirava fiducia ha cominciato a mettere a fuoco anche la sua parte oscura e, finora, indecifrabile.
L’ammanco. Non esiste una somma ufficiale. Anche se una stima prudenziale indicherebbe in almeno 200mila euro i soldi prelevati in modo illegittimo. I conteggi e le ricostruzioni di movimenti e prelievi sono ancora in corso da parte di Poste Italiane e carabinieri. Succede nel piccolo ufficio postale di Massa. Pochi metri quadrati incastonati nel centro storico accanto al palazzo comunale. Un dedalo di viuzze conduce a quello che, stando ai primi riscontri degli investigatori, sarebbe stato il luogo dove un’impiegata, nel frattempo sostituita da una collega, avrebbe messo in pratica il sistematico storno di soldi dai risparmi di numerosi e, fino a qualche giorno fa, ignari clienti.
Le indagini. Prima dei carabinieri degli ammanchi si erano occupati gli ispettori interni di Poste Italiane. Ricevuta la segnalazione i responsabili del servizio hanno trascorso intere mattinate nell’ufficio per riannodare i fili di una girandola di operazioni che portano alla stessa conclusione, quella che le somme depositate sul conto non ci sono più. Le verifiche interne risalgono ad alcune settimane fa.
In contemporanea sono partite le denunce a polizia e carabinieri da parte di chi ha perso tutto o in parte i propri risparmi. Da una decina di giorni, invece, l’impiegata, residente in Valdinievole, non è più in servizio a Massa. Dove siano finiti i soldi e, soprattutto, perché sono stati presi sono gli obiettivi su cui stanno lavorando gli investigatori. Resta un mistero, sempre che sia provata la responsabilità della donna, cosa possa aver spinto un’impiegata modello, affidabile e disponibile con la clientela ad escogitare un metodo capace di drenare soldi dai conti di una moltitudine di risparmiatori.
L’impiegata. Le attenzioni dei carabinieri si sono concentrate sull’impiegata alla quale i clienti si rivolgevano per aprire conti e fare investimenti di qualche migliaia di euro. Dal racconto di chi la conosce è una persona stimata sia sul lavoro che in paese la protagonista di una storia in cui i militari procedono per truffa e appropriazione indebita. Irreprensibile in ufficio e con tanti anni di carriera immacolata alle spalle, chi ha avuto modo di frequentarla non si capacita che possa essere sospettata dei fatti di cui viene accusata da una schiera di risparmiatori alleggeriti del conto alla posta.
«Ci avrei messo la mano sul fuoco sull’onestà di quella persona» commenta un avventore del circolo di piazza Cavour, dove l’impiegata ogni mattina andava a prendere il caffè. Che riuscisse ad ottenere la fiducia dei clienti lo testimonia il fatto che un librettino o un piccolo investimento erano stati sottoscritti anche da persone non residenti nel borgo massese. Poi un giorno un cittadino si è presentato per ritirare una parte dei suoi risparmi. E da quel momento chi conosceva l’impiegata perfetta che ispirava fiducia ha cominciato a mettere a fuoco anche la sua parte oscura e, finora, indecifrabile.
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