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Montecatini

La febbre è passata ma devono restare chiusi in casa. «Sto tutto il giorno in camera»

Influenza suina: contagiati

I medici dell’unità di crisi attivata dall’Asl 3 per l’emergenza virus H1n1
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I medici dell’unità di crisi attivata dall’Asl 3 per l’emergenza virus H1n1

Quella che ha colpito i due ragazzi è, comunque, una forma lieve dell'influenza che si sta diffondendo in tutto il mondo e che in casi estremi ha portato anche ad epiloghi mortali.

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PIEVE A NIEVOLE. Tocca la Valdinievole l'influenza suina. Due giovani residenti a Pieve a Nievole sono risultati positivi al virus A/H1n1. Tre loro amici che si sono sottoposti alle analisi sono risultati, invece, negativi. Il gruppo era rientrato nei giorni scorsi da una vacanza a Malta insieme ad altri sei amici che ancora devono fare le analisi del sangue.
Quella che ha colpito i due ragazzi è, comunque, una forma lieve dell'influenza che si sta diffondendo in tutto il mondo e che in casi estremi ha portato anche ad epiloghi mortali.
I sintomi. Spiega uno dei due ragazzi costretti alla reclusione domiciliare: «Alla fine della vacanza avevo un po' di tosse, febbre e senso di spossatezza. Quando siamo tornati a casa la febbre è salita anche a 39 gradi. Con gli altri che avevano i miei stessi sintomi abbiamo contattato l'ospedale e siamo andati a fare le analisi al reparto di malattie infettive. Per me e un mio amico è emersa la positività, per altri tre il virus non c'era».
Le cure. Tachipirina e antibiotici a parte ai due contagiati è stato imposto di non avere contatti per almeno una settimana.
«Siamo rientrati sabato - prosegue l'influenzato - e devo dire che il peggio, almeno a livello di febbre, era passato. Devo restare in casa fino a sabato. Da lunedì, però, voglio tornare al lavoro. Piuttosto che passare le giornate senza fare niente preferirei lavorare».
Contatti vietati. Le giornate dei contagiati, ormai sereni per aver imboccato la via della guarigione, offrono anche situazioni curiose. Una ce la spiega il giovane pievarino: «Sto in camera quasi tutto il giorno. Per pranzo e cena mi portano i piatti davanti alla porta, bussano e poi se ne vanno. Quando esco dalla cameretta mi devo mettere la mascherina. Stessa precauzione per i miei genitori quando vengono da me».
Rassicurare. Nonostante il propagarsi del virus, l'intento dell'Asl è quello di tranquillizzare gli abitanti, invitandoli a non invadere le strutture sanitarie pubbliche. Secondo l'azienda sanitaria «questo virus ha una bassa criticità clinica, quindi non c'è assolutamente motivo di allarme. La malattia si presenta come una semplice influenza e quindi non è bene che le persone prendano d'assalto il pronto soccorso o i centralini dell'ospedale. Il percorso da fare prevede di contattare il medico di base, il pediatra o la guardia medica. Attraverso questi professionisti, eventualmente, si costruisce il contatto con il reparto di malattie infettive».
P.B.-F.G.

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