Il dolore
Assenze per malattia, calo record
David Meccoli
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Il municipio di Montecatini e il ministro BrunettaEffetto Brunetta anche in Valdinievole sui dipendenti pubblici
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MONTECATINI. L'effetto Brunetta si fa sentire in Valdinievole e nelle strutture provinciali, dove, a differenza di molti altri comuni toscani, il calo dell'assenteismo nei posti pubblici è generalizzato. Con punte che sfiorano il 90 per cento a Pieve a Nievole per ben due mesi, un calo pressoché costante a Montecatini e un andamento più altalenante a Monsummano. I dati sono stati pubblicati dal ministero della Pubblica amministrazione e dell'innovazione.
Questi hanno rilevato che le assenze dei dipendenti pubblici risultano in calo in tutta la Toscana, con variazioni rispetto allo scorso anno talvolta notevoli. Poche le eccezioni e tra queste (tenendo conto che il ministero ha preso in considerazione solo quelle amministrazioni che contano più di cinquanta dipendenti) si segnalano Campiglia Marittima, Portoferraio e Camaiore, ma nessun comune della Provincia di Pistoia.
Dove, anzi, i dipendenti pubblici sembrano essere tornati a scoppiare di salute. Semplice fare uno più uno e attribuire il merito di questa improvvisa voglia di tornare a lavorare al cosiddetto metodo Brunetta "antifannulloni". In altre parole, i risultati sarebbero la riprova che dietro al certificato per malattia si nascondeva nel passato la fuga al mare o l'uscita anticipata per andare a fare la spesa, con tutto il rosario aneddotico sul dipendente pubblico scansafatiche. Ma non dovrebbero essere scartate del tutto anche versioni alternative: chi per paura di essere bollato come "fannullone" ha preferito, seppure veramente malato, far registrare l'assenza dal lavoro con varie forme di permesso; oppure chi ha scelto di optare per le ferie arretrate anziché per una convalescenza post-operatoria per non vedersi decurtata la busta paga. In ogni caso il risultato è sempre quello: molti più lavoratori (improvvisamente) ligi al dovere.
Fatto sta che la diminuzione delle assenze per malattia rispetto all'anno precedente è innegabilmente calata in tutti e cinque gli enti pubblici messi sotto la lente d'ingrandimento, e questo nel corso dell'intero periodo marzo-giugno. Notevole il calo a Pieve a Nievole, dove a marzo e aprile si è sfiorato il 90 per cento in meno, salvo poi "ricredersi" a maggio con un ben più limitato meno 20 per cento. A Montecatini e Monsummano la variazione percentuale è cresciuta costantemente nei primi tre mesi (con punte più alte toccate dal primo Comune), ma è poi notevolmente calata fino a toccare addirittura "solo" il meno 6,3 a giugno a Monsummano.
Non sono andate diversamente le cose a livello provinciale, dove l'amministrazione ha visto oscillare il calo delle assenze da un minimo del 10,8% in marzo a un massimo del 39,3% in giugno, e la Asl ha toccato il meno 41% a maggio. Limitandoci al solo mese di giugno, la Provincia di Pistoia ha fatto registrare una diminuzione di assenze dal lavoro più alta rispetto alla media delle altre amministrazioni toscane: percentuali più elevate sono arrivate solo da Lucca (- 56,2), da Massa Carrara (- 64) e da Livorno (- 76,2).
Questi hanno rilevato che le assenze dei dipendenti pubblici risultano in calo in tutta la Toscana, con variazioni rispetto allo scorso anno talvolta notevoli. Poche le eccezioni e tra queste (tenendo conto che il ministero ha preso in considerazione solo quelle amministrazioni che contano più di cinquanta dipendenti) si segnalano Campiglia Marittima, Portoferraio e Camaiore, ma nessun comune della Provincia di Pistoia.
Dove, anzi, i dipendenti pubblici sembrano essere tornati a scoppiare di salute. Semplice fare uno più uno e attribuire il merito di questa improvvisa voglia di tornare a lavorare al cosiddetto metodo Brunetta "antifannulloni". In altre parole, i risultati sarebbero la riprova che dietro al certificato per malattia si nascondeva nel passato la fuga al mare o l'uscita anticipata per andare a fare la spesa, con tutto il rosario aneddotico sul dipendente pubblico scansafatiche. Ma non dovrebbero essere scartate del tutto anche versioni alternative: chi per paura di essere bollato come "fannullone" ha preferito, seppure veramente malato, far registrare l'assenza dal lavoro con varie forme di permesso; oppure chi ha scelto di optare per le ferie arretrate anziché per una convalescenza post-operatoria per non vedersi decurtata la busta paga. In ogni caso il risultato è sempre quello: molti più lavoratori (improvvisamente) ligi al dovere.
Fatto sta che la diminuzione delle assenze per malattia rispetto all'anno precedente è innegabilmente calata in tutti e cinque gli enti pubblici messi sotto la lente d'ingrandimento, e questo nel corso dell'intero periodo marzo-giugno. Notevole il calo a Pieve a Nievole, dove a marzo e aprile si è sfiorato il 90 per cento in meno, salvo poi "ricredersi" a maggio con un ben più limitato meno 20 per cento. A Montecatini e Monsummano la variazione percentuale è cresciuta costantemente nei primi tre mesi (con punte più alte toccate dal primo Comune), ma è poi notevolmente calata fino a toccare addirittura "solo" il meno 6,3 a giugno a Monsummano.
Non sono andate diversamente le cose a livello provinciale, dove l'amministrazione ha visto oscillare il calo delle assenze da un minimo del 10,8% in marzo a un massimo del 39,3% in giugno, e la Asl ha toccato il meno 41% a maggio. Limitandoci al solo mese di giugno, la Provincia di Pistoia ha fatto registrare una diminuzione di assenze dal lavoro più alta rispetto alla media delle altre amministrazioni toscane: percentuali più elevate sono arrivate solo da Lucca (- 56,2), da Massa Carrara (- 64) e da Livorno (- 76,2).
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