Sicurezza
La tragedia. Il piccino venne al mondo al SS Cosma e Damiano, il suo cuore cessò di battere al Meyer
Neonato morto, quattro assoluzioni
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Neonati in un reparto di ostetriciaDue assolti perché il fatto non sussiste e altri due perché non costituisce reato. È verdetto letto in tribunale a Pescia per due ginecologi e altrettante ostetriche. Per tutti l'accusa era di omicidio colposo: un neonato era morto due giorni dopo il parto avvenuto all'ospedale il 29 gennaio 2004
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PESCIA. Due assolti perché il fatto non sussiste e altri due perché non costituisce reato. È verdetto letto in tribunale a Pescia per due ginecologi e altrettante ostetriche. Per tutti l'accusa era di omicidio colposo: un neonato era morto due giorni dopo il parto avvenuto all'ospedale il 29 gennaio 2004.
Assoluzione (giudice Eugenio Di Falco, pm Emiliano Raganella) per la ginecologa Maria Lussoria Demura, 55 anni, (assistita dall'avvocato Francesco Bevacqua), il collega Raffaele Finiani (difeso dal professor Giovanni Flora e dall'avvocato Simonetta Innocenti) e le ostetriche Simonetta Tenoni, di 57 (avvocato Giovanna Andreini) e Anna Maria Baldi (avvocato Maria Bitonte).
I genitori del piccolo sopravvissuto solo due giorni e a cui era stato dato il nome di Simone si erano costituiti parte civile con l'avvocato Fausto Malucchi. Il legale ha rinunciato all'appello, ma proseguirà la sua battaglia in sede civile. A suo dire le perizie discusse in tribunale proverebbe quella negligenza che a livello penale non è stata riscontrata.
La vicenda conclusa in tragedia ebbe inizio il 29 gennaio 2004 nel reparto di ostetricia e ginecologia del Ss Cosma e Damiano di Pescia dove Denise Ancillotti, di Lamporecchio, era stata ricoverata dopo essere arrivata alla 38ª settimana di gravidanza. La donna era arrivata all'ospedale e venne fatta visitare dal ginecologo di fiducia che in quel momento era di turno all'ospedale. Il medico notò che c'erano dei problemi, il feto era in sofferenza. Allora mise sotto controllo Denise con il tracciato e il monitoraggio del battito cardiaco del piccino dicendole che l'avrebbe fatta partorire in modo naturale. Al momento di smontare, nel primo pomeriggio, affidò le consegne ai colleghi del turno successivo. La situazione precipitò e inutile si rivelò il ricovero al Meyer del piccino che morì due giorni dopo.
Assoluzione (giudice Eugenio Di Falco, pm Emiliano Raganella) per la ginecologa Maria Lussoria Demura, 55 anni, (assistita dall'avvocato Francesco Bevacqua), il collega Raffaele Finiani (difeso dal professor Giovanni Flora e dall'avvocato Simonetta Innocenti) e le ostetriche Simonetta Tenoni, di 57 (avvocato Giovanna Andreini) e Anna Maria Baldi (avvocato Maria Bitonte).
I genitori del piccolo sopravvissuto solo due giorni e a cui era stato dato il nome di Simone si erano costituiti parte civile con l'avvocato Fausto Malucchi. Il legale ha rinunciato all'appello, ma proseguirà la sua battaglia in sede civile. A suo dire le perizie discusse in tribunale proverebbe quella negligenza che a livello penale non è stata riscontrata.
La vicenda conclusa in tragedia ebbe inizio il 29 gennaio 2004 nel reparto di ostetricia e ginecologia del Ss Cosma e Damiano di Pescia dove Denise Ancillotti, di Lamporecchio, era stata ricoverata dopo essere arrivata alla 38ª settimana di gravidanza. La donna era arrivata all'ospedale e venne fatta visitare dal ginecologo di fiducia che in quel momento era di turno all'ospedale. Il medico notò che c'erano dei problemi, il feto era in sofferenza. Allora mise sotto controllo Denise con il tracciato e il monitoraggio del battito cardiaco del piccino dicendole che l'avrebbe fatta partorire in modo naturale. Al momento di smontare, nel primo pomeriggio, affidò le consegne ai colleghi del turno successivo. La situazione precipitò e inutile si rivelò il ricovero al Meyer del piccino che morì due giorni dopo.
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