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«È stato un piromane che voleva divertirsiMai avuto problemi»

«È un atto doloso compiuto da un piromane che poi magari ha anche assistito alle opere di spegnimento dell'incendio. Non abbiamo mai avuto problemi, né richieste di soldi»

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MASSA COZZILE. «È un atto doloso compiuto da un piromane che poi magari ha anche assistito alle opere di spegnimento dell'incendio. Non abbiamo mai avuto problemi, né richieste di soldi».
Non ha dubbi Roberto Curradi, da vent'anni amministratore della Bamaplast di via Galvani (produzione di vasi per piante e fiori) nella zona industriale di Massa Cozzile, sull'origine del rogo che poco le 19 di sabato ha danneggiato parte del capannone e divorato, oltre agli imballaggi di plastica, un venti per cento del prodotto finito pronto per essere consegnato. Stamani è previsto un sopralluogo della sezione di polizia giudiziaria dei vigili del fuoco di Pistoia che ha messo sotto sequestro l'area. Ma per come si sono svolti i fatti l'ipotesi che qualcuno abbia appiccato l'incendio acquista un credito anche sul fronte investigativo condotto dai carabinieri.
I danni. È ancora prematuro indicare l'importo esatto dei danni provocati dalle fiamme. Al momento la proprietà indica in una cifra superiore ai 200mila euro il costo finale di quello che viene ritenuto un atto vandalico.
«Il fuoco ha fatto pochi danni all'interno del capannone - spiega Paola Mazzoncini, la figlia della titolare Maria Canepari -. I macchinari più importanti sono salvi e nel giro di una decina di giorni siamo pronti a ripartire. All'esterno oltre al materiale stoccato sono stati bruciati alcuni compressori».
Gli orari. La fabbrica, che impiega una quindicina di dipendenti, è stata chiusa alle 6 di sabato mattina. Finito il turno di notte gli operai se ne sono andati. Dopo circa 11 ore la combustione capace di oscurare il cielo ammorbato e annerito dalla plastica fusa. Uno scenario spettrale rischiarato solo dalle lingue di fuoco arrivate a decine di metri di altezza e visibili in tutta la Valdinievole. Il piromane non avrebbe avuto difficoltà ad avvicinarsi alla rete e gettare del liquido infiammabile sulla catasta di plastica che in un lampo si è accesa estendendo il rogo anche al fabbricato.
«Nessun pericolo». Intanto, l'Asl rassicura la cittadinanza circa gli eventuali pericoli per i fumi che si sono propagati nell'aria a causa del rogo. Dopo una serie di controlli e campionamenti azienda sanitaria e Arpat escludono l'esistenza di rischi per la salute della popolazione.
Pietro Barghigiani

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