Sicurezza
Piero Regini
Comicent, solo con i fiori non può sopravvivereNuove idee per il rilancio
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Fiori in vendita al Comicent Gli enti locali stanno ripensando la destinazione della struttura non più redditizia solo con il mercato florealeQuale futuro per il Centro di commercializzazione dei fiori per l'Italia centrale (Comicent) di Pescia. La domanda è stata al centro dell'incontro fra le commissioni Affari istituzionali ed Agricoltura del consiglio regionale, presiedute rispettivamente da Ilio Pasqui (Pd) ed Aldo Manetti (Rc), il sindaco, Roberta Marchi, ed il commissario liquidatore del Comicent, Vittorio Capello.
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PESCIA. Quale futuro per il Centro di commercializzazione dei fiori per l'Italia centrale (Comicent) di Pescia. La domanda è stata al centro dell'incontro fra le commissioni Affari istituzionali ed Agricoltura del consiglio regionale, presiedute rispettivamente da Ilio Pasqui (Pd) ed Aldo Manetti (Rc), il sindaco, Roberta Marchi, ed il commissario liquidatore del Comicent, Vittorio Capello.
Le due commissioni consiliari hanno sul tavolo una proposta di legge per trasferire al Comune la proprietà dell'area: nove ettari di terreno, quarantamila metri quadrati coperti, tra i quali una sala di diecimila metri quadrati, alta sedici metri, senza pilastri o colonne all'interno.
La struttura. Si tratta di una struttura imponente, realizzata negli anni '70 a sostegno del mercato floricolo locale. Un mercato che adesso non è in grado di sostenerne, da solo, i costi di gestione. È stato il ministero dell'agricoltura, nel 2006, a trasferire la proprietà all'amministrazione regionale, la quale adesso sta pensando ad un trasferimento all'amministrazione comunale.
Per questo le due commissioni consiliari hanno deciso un sopralluogo e l'incontro odierno.
Nuovo utilizzo. «È necessario instaurare un rapporto proficuo tra Regione ed enti locali - ha affermato il presidente della commissione Affari istituzionali, Ilio Pasqui - bisogna trovare una strada migliore di quella che ci lasciamo alle spalle. È necessario un progetto di sviluppo che ne raccolga la storia, ma comprenda anche altro».
«Sono beni che devono avere una funzione pubblica, senza per questo essere necessariamente gestiti dalla Regione - ha aggiunto il presidente della commissione agricoltura, Aldo Manetti - è una struttura pensata per un mercato di quarant'anni fa che adesso non c'è più».
Il rilancio. La precedente amministrazione comunale nel maggio scorso ha siglato un protocollo d'intesa con la Regione, con un'ipotesi di progetto di rilancio, al quale la nuova è chiamata a dare attuazione. «Il mercato dei fiori non giustifica e non può sostenere questo complesso - ha affermato il sindaco Roberta Marchi - la giunta, appena insediata, sta già lavorando ad un progetto di polo multifunzionale per renderlo redditizio. Accettiamo la sfida della Regione e presenteremo il progetto in tempi brevi per verificare tutti insieme se la strada è percorribile».
Porte porte ai privati. Secondo la consigliera regionale Daniela Belliti (Pd) occorre «muoversi su un doppio livello: il livello patrimoniale, ma anche nella programmazione delle politiche regionali di settore, su cui ci sono state criticità». Ha concluso Angela Notaro (An-Pdl): «La salvaguardia della funzione pubblica rimane essenziale. Se però ci sono privati disponibili a dare il loro contributo ad un progetto di rilancio, porte aperte».
Le due commissioni consiliari hanno sul tavolo una proposta di legge per trasferire al Comune la proprietà dell'area: nove ettari di terreno, quarantamila metri quadrati coperti, tra i quali una sala di diecimila metri quadrati, alta sedici metri, senza pilastri o colonne all'interno.
La struttura. Si tratta di una struttura imponente, realizzata negli anni '70 a sostegno del mercato floricolo locale. Un mercato che adesso non è in grado di sostenerne, da solo, i costi di gestione. È stato il ministero dell'agricoltura, nel 2006, a trasferire la proprietà all'amministrazione regionale, la quale adesso sta pensando ad un trasferimento all'amministrazione comunale.
Per questo le due commissioni consiliari hanno deciso un sopralluogo e l'incontro odierno.
Nuovo utilizzo. «È necessario instaurare un rapporto proficuo tra Regione ed enti locali - ha affermato il presidente della commissione Affari istituzionali, Ilio Pasqui - bisogna trovare una strada migliore di quella che ci lasciamo alle spalle. È necessario un progetto di sviluppo che ne raccolga la storia, ma comprenda anche altro».
«Sono beni che devono avere una funzione pubblica, senza per questo essere necessariamente gestiti dalla Regione - ha aggiunto il presidente della commissione agricoltura, Aldo Manetti - è una struttura pensata per un mercato di quarant'anni fa che adesso non c'è più».
Il rilancio. La precedente amministrazione comunale nel maggio scorso ha siglato un protocollo d'intesa con la Regione, con un'ipotesi di progetto di rilancio, al quale la nuova è chiamata a dare attuazione. «Il mercato dei fiori non giustifica e non può sostenere questo complesso - ha affermato il sindaco Roberta Marchi - la giunta, appena insediata, sta già lavorando ad un progetto di polo multifunzionale per renderlo redditizio. Accettiamo la sfida della Regione e presenteremo il progetto in tempi brevi per verificare tutti insieme se la strada è percorribile».
Porte porte ai privati. Secondo la consigliera regionale Daniela Belliti (Pd) occorre «muoversi su un doppio livello: il livello patrimoniale, ma anche nella programmazione delle politiche regionali di settore, su cui ci sono state criticità». Ha concluso Angela Notaro (An-Pdl): «La salvaguardia della funzione pubblica rimane essenziale. Se però ci sono privati disponibili a dare il loro contributo ad un progetto di rilancio, porte aperte».
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