Il Tirreno

Montecatini

Scantinati e garage allagatiDopo il nubifragio sale la protesta in via Marconi

Luca Signorini
Viale Marconi trasformato in fiume durante l’acquazzone che domenica scorsa ha investito la Valdinievole
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Viale Marconi trasformato in fiume durante l’acquazzone che domenica scorsa ha investito la Valdinievole

Venti centimetri nel seminterrato, quasi mezzo metro in strada. Fossi fognari sporchi e maleodoranti. Questa volta l'acqua, da risorsa, è diventata un problema. Un problema sentito, che ha impegnato un buon numero di persone per tutta la giornata di domenica, quando la Valdinievole è stata bombardata dalla pioggia

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PESCIA. Venti centimetri nel seminterrato, quasi mezzo metro in strada. Fossi fognari sporchi e maleodoranti. Questa volta l'acqua, da risorsa, è diventata un problema. Un problema sentito, che ha impegnato un buon numero di persone per tutta la giornata di domenica, quando la Valdinievole è stata bombardata dalla pioggia. Siamo a Pescia, lungo via Marconi, una delle arterie più trafficate e importanti della "città del fiore". Ed è proprio tra i residenti di questa strada che - dopo l'acquazzone - è scoppiata la protesta.
Su questa via si affacciano alcuni esercizi commerciali, una parte del polo scolastico pesciatino (2 scuole e una palestra), la stazione ferroviaria e un supermarket. Qui due popolosi condomini si raggiungono con una viuzza laterale, e diverse case e appartamenti sorgono lungo il tratto stradale. Un centro vivo e pulsante che necessiterebbe di servizi efficienti. Eppure, c'è qualcosa che non va: la rete fognaria e di smaltimento delle acque.
Il nubifragio che ha investito la Valdinievole domenica scorsa, ha evidenziato la mancanza di un sistema valido di deflusso. L'acqua è scesa dal cielo in quantità impressionante per circa un'ora, tanto è bastato a far sorgere preoccupazioni e incertezze. Via Marconi, tra il ponte della ferrovia e il centro commerciale, era invasa dal liquame marrone fuoriuscito dalle bocche fognarie che, una volta in superficie, si è unito alla pioggia. Notevoli i disagi per pedoni e automobilisti, tra persone in difficoltà a superare il manto stradale e vetture bloccate per la troppa acqua. Poi le abitazioni. La situazione più grave viene registrata nel condomino al numero civico 75 A. Un enorme caseggiato di 50 unità, cinque piani, un seminterrato (con 50 cantine e 20 garage) e un parcheggio esterno (a cui si accede tramite una rampa in discesa). Garage e depositi erano inutilizzabili, così come l'ascensore (tutt'ora bloccato al terzo piano) e l'impianto elettrico (sostituito da un gruppo elettrogeno installato per casi simili). Il seminterrato era completamente ricoperto d'acqua (a distanza di 3 giorni compaiono ancora qua e là alcune pozze), le due pompe per smaltire la pioggia erano colme e non più utilizzabili.
I residenti si sono fin da subito messi al lavoro: secchi alla mano hanno cercato di far defluire l'acqua, l'operazione è durata per tutto il giorno.
«Abbiamo mobili, vestiti e altri oggetti custoditi nei depositi, tutti rovinati - commentano alcuni di loro - la rete è sporca e insufficiente, nessuno viene a controllarla. Ci hanno detto che la società che gestisce la manutenzione è Acque Spa, ma loro non possono fare nulla per risolvere la situazione, qui servono lavori di ristrutturazione e ampliamento. Comune, Provincia e Consorzio: questi tre enti hanno il dovere di intervenire sulla rete, noi continueremo a farci sentire».

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