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Montecatini

Caso Perini: assolto Scaramucci

L’ex amministratore delegato delle Terme Mauro Scaramucci
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L’ex amministratore delegato delle Terme Mauro Scaramucci

Si è chiusa martedì, al tribunale di Teramo, la vicenda giudiziaria legata al fallimento della Fratelli Perini Srl, e che vedeva coinvolto l'ex amministratore delegato delle Terme di Montecatini Mauro Scaramucci

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MONTECATINI. Si è chiusa martedì, al tribunale di Teramo, la vicenda giudiziaria legata al fallimento della Fratelli Perini Srl, e che vedeva coinvolto l'ex amministratore delegato delle Terme di Montecatini Mauro Scaramucci. L'imprenditore ascolano, per il quale il pubblico ministero aveva chiesto 3 anni e mezzo di reclusione, è stato assolto con formula piena.
La vicenda era iniziata oltre 10 anni fa, con il fallimento della società e la successiva denuncia, da parte del suo titolare Claudio Perini (nel frattempo scomparso), di Mauro Scaramucci e di tutti i suoi familiari e collaboratori (pure loro alla fine assolti), per truffa e bancarotta fraudolenta e preferenziale, oltre a una serie di reati minori. Da quella denuncia erano partite le indagini, chiuse nel 2005 con la richiesta, da parte dei procuratori Barrasso e Mancini di archiviazione della maggior parte dei reati ipotizzati. Richiesta che fu respinta dal Gip Giovanni Cirillo. Da qui il processo, conclusosi ieri con l'assoluzione di Mauro Scaramucci e, con lui, dei suoi familiari e collaboratori coinvolti: Rosito Scaramucci, Vilma Tomassetti, Monica Pontani, Valerio Cordoni, Andrea Piersanti, Alfredo Zampetti, Gaetano Memmola e Franco Giacomini.
Claudio Perini aveva denunciato Mauro Scaramucci e gli altri sostenendo di essere stato truffato e che l'ex ad delle Terme, attraverso una serie di operazioni societarie, avesse commesso (in concorso con gli amministratori di alcune società di cui lui e la sua famiglia erano soci) operazioni commerciali illecite a danno della Perini Srl (società di cui Scaramucci era divenuto amministratore nel 1998). Nel frattempo la maggior parte dei reati contestati (tranne la bancarotta fraudolenta) si erano estinti per prescrizione.
Dopo la requisitoria del Pm è iniziata l'arringa difensiva dei legali di Scaramucci, Sara Pagnoni e Francesco Voltattorni, che, tra le altre cose, hanno parlato di macroscopiche contraddizioni in cui la Procura sarebbe incappata nel contestare ipotesi di reato a persone e società che, nelle date in questione, non erano riconducibili alla famiglia Scaramucci. Tesi difensiva che è stata accolta in pieno dal tribunale di Teramo, che ha assolto tutti gli imputati dal reato di truffa perché il fatto non sussiste, dal reato di turbativa d'asta per non aver commesso il fatto, e dai reati di bancarotta preferenziale e fraudolenta perché il fatto non costituisce reato. Tra i reati chiusi con l'assoluzione dunque, anche quelli che sarebbero andati comunque assolti.
«Sono soddisfatto della sentenza - ha detto alla fine Mauro Scaramucci - ho apprezzato il coraggio del tribunale che, di fronte alla chiarezza e fondatezza delle tesi dei miei legali, ha ritenuto di smentire in toto l'operato della procura e le denunce di Claudio Perini. Resta il rammarico del tempo trascorso a smentire nefandezze di ogni tipo sul mio conto per questa vicenda che, peraltro, furbescamente è stata utilizzata recentemente da Fineco Capital».
Il riferimento va a un'altra vicenda giudiziaria, quella Fineco Capital appunto, in cui Mauro Scaramucci si presenta come parte lesa. Resta ancora aperta l'altra vicenda giudiziaria, quella che vede lo stesso Scaramucci, insieme ad alcuni funzionari della Bnl, accusato di appropriazione indebita per aver "stornato" verso la sua società Vitawell, 10 milioni di euro delle Terme.

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