Sicurezza
di Luigi Spinosi
Un'attesa di sette ore per poter essere visitata al pronto soccorso
◗
Sopra il primario del reparto Fabio Daviddi In alto l’arrivo di un paziente al pronto soccorsoI lavori dovranno partire a breve, è stato annunciato appena pochi giorni fa in una conferenza stampa, così come sono state previste le tanto attese assunzioni di personale medico. Ma, intanto, al pronto soccorso dell'ospedale di Pescia, proseguono i problemi di superlavoro, e si sprecano le proteste dei pazienti costretti a lunghe attese prima di poter essere visitati.
2 MINUTI DI LETTURA
PESCIA. I lavori dovranno partire a breve, è stato annunciato appena pochi giorni fa in una conferenza stampa, così come sono state previste le tanto attese assunzioni di personale medico. Ma, intanto, al pronto soccorso dell'ospedale di Pescia, proseguono i problemi di superlavoro, e si sprecano le proteste dei pazienti costretti a lunghe attese prima di poter essere visitati.
Una situazione che si fa particolarmente grave alla sera, quando, alle 20, scatta il turno notturno (che, tradotto, vuol dire un solo medico per il reparto). Un disagio - per usare un eufemismo - per i pazienti, ma anche per gli stessi dottori, costretti ad affrontare una grossa mole di lavoro.
Con il nuovo reparto più ampio, e con le nuove assunzioni, tutto questo dovrebbe migliorare, ma sarà bene fare in fretta, perché, intanto, ogni giorno (e soprattutto ogni notte) la situazione si fa sempre più insostenibile.
L'ultima testimonianza, l'ennesima, riguarda una paziente monsummanese, che dopo un incidente automobilistico accusava forti dolori al collo e vomitava. Con lei il padre, che rimasto sconvolto da quell'esperienza ha deciso di rivolgersi al nostro gionale per sollevare il problema e stimolare una soluzione. «Siamo arrivati lunedì sera intorno alle 19 - racconta - e alle 19,30 ci è stato assegnato il codice, ma da quel momento è iniziata l'attesa. Dopo 2-3 ore vedevo che non succedeva nulla. Sono arrivate delle ambulanze, e l'attesa cresceva. Ancora tre, quattro ore, e non succedeva niente. Tra le persone in sala d'attesa c'era chi si era addormentato. Alla fine, finalmente, mia figlia è stata visitata, e siamo usciti dal pronto soccorso alle 2 e mezza di notte». Insomma sette ore per una visita.
«Una volta - conclude il padre - potevamo almeno andare al Santa Rita, o al pronto soccorso di Montecatini. Ma hanno chiuso anche queste strutture, e non ci sono alternative». Il risultato è che ogni caso confluisce al Cosma e Damiano. Niente di male, se però, almeno, si procedesse finalmente con i più volte annunciati potenziamenti di personale. Altrimente attese e proteste continueranno.
Una situazione che si fa particolarmente grave alla sera, quando, alle 20, scatta il turno notturno (che, tradotto, vuol dire un solo medico per il reparto). Un disagio - per usare un eufemismo - per i pazienti, ma anche per gli stessi dottori, costretti ad affrontare una grossa mole di lavoro.
Con il nuovo reparto più ampio, e con le nuove assunzioni, tutto questo dovrebbe migliorare, ma sarà bene fare in fretta, perché, intanto, ogni giorno (e soprattutto ogni notte) la situazione si fa sempre più insostenibile.
L'ultima testimonianza, l'ennesima, riguarda una paziente monsummanese, che dopo un incidente automobilistico accusava forti dolori al collo e vomitava. Con lei il padre, che rimasto sconvolto da quell'esperienza ha deciso di rivolgersi al nostro gionale per sollevare il problema e stimolare una soluzione. «Siamo arrivati lunedì sera intorno alle 19 - racconta - e alle 19,30 ci è stato assegnato il codice, ma da quel momento è iniziata l'attesa. Dopo 2-3 ore vedevo che non succedeva nulla. Sono arrivate delle ambulanze, e l'attesa cresceva. Ancora tre, quattro ore, e non succedeva niente. Tra le persone in sala d'attesa c'era chi si era addormentato. Alla fine, finalmente, mia figlia è stata visitata, e siamo usciti dal pronto soccorso alle 2 e mezza di notte». Insomma sette ore per una visita.
«Una volta - conclude il padre - potevamo almeno andare al Santa Rita, o al pronto soccorso di Montecatini. Ma hanno chiuso anche queste strutture, e non ci sono alternative». Il risultato è che ogni caso confluisce al Cosma e Damiano. Niente di male, se però, almeno, si procedesse finalmente con i più volte annunciati potenziamenti di personale. Altrimente attese e proteste continueranno.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
