Attenzione
Stefano Pucci può fare l'assessore
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Il sindaco Giuseppe BellandiLa "questione Pucci" è già stata «sottoposta ai consulenti di fiducia del Comune che hanno rassicurato sull'insussistenza di motivi di incompatibilità» e, comunque, per eliminare ogni sospetto di conflitto d'interessi
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MONTECATINI. La "questione Pucci" è già stata «sottoposta ai consulenti di fiducia del Comune che hanno rassicurato sull'insussistenza di motivi di incompatibilità» e, comunque, per eliminare ogni sospetto di conflitto d'interessi, «assessori e consiglieri eviteranno di prender parte a discussioni e votazioni di deliberazioni di loro interesse»: così il sindaco, Giuseppe Bellandi, interviene dopo il problema sollevato dal nostro giornale circa il doppio ruolo di Stefano Pucci, neoassessore allo sport, ma anche in causa con l'amministrazione in veste di albergatore.
«L'articolo apparso ieri sul Tirreno sulla nomina dell'assessore Pucci - dice Bellandi - costituisce a mio avviso un buon esempio, purtroppo non molto seguito di questi tempi, del diritto-dovere di informare i cittadini ponendo, proprio nel loro interesse, e al tempo stesso agli amministratori, rigorosi interrogativi circa i motivi che hanno determinato i loro provvedimenti e le loro scelte. È un rapporto franco e leale nel quale l'intera giunta, a partire dal sottoscritto, si riconosce, augurandosene anche per il futuro l'impermeabilità a condizionamenti esterni da una parte o dall'altra».
«Quando, cedendo alle nostre pressioni - prosegue il sindaco - Stefano Pucci ci ha manifestato la sua disponibilità a ricoprire la carica di assessore, ci ha anche informati dell'esistenza di un contenzioso pendente tra il Comune e una società da lui partecipata (sia pure in via indiretta); contenzioso peraltro iniziato nel 1981, ben 25 anni prima dell'acquisizione da parte della famiglia Pucci del controllo della società. Abbiamo quindi prontamente sottoposto la questione ai nostri consulenti di fiducia che ci hanno rassicurato sull'insussistenza di motivi di incompatibilità; come, del resto, nello stesso articolo ci viene dato atto».
«Altra cosa, naturalmente - dice Bellandi - è quella di un potenziale conflitto di interessi che peraltro potrebbe riguardare l'assessore Pucci come qualunque altro amministratore, perché destinatario della norma è chiunque prenda parte alla discussione o votazione di deliberazioni riguardanti interessi propri o di parenti o affini. Trattasi di un importante principio ordinamentale (introdotto in Italia sin dal 1915) connotativo di ogni forma di democrazia, l'articolo pubblicato sul Tirreno ci offre l'opportunità di confermare ai cittadini che intendiamo applicarlo in maniera anche più estesa di quanto potrebbe rendere necessario la lettera della legge. Poiché, infatti, il nostro scopo è quello di eliminare effettivamente (e questa è la novità) e non solo formalmente simili patologie amministrative. Cureremo che tutti i nostri assessori e consiglieri non solo evitino di prender parte alla discussione e votazione di deliberazioni di loro interesse (anche indiretto), ma anche che si astengano dal partecipare direttamente o indirettamente a sequenze procedimentali che riguardino atti di loro interesse e che non chiedano al riguardo informazioni a dirigenti o funzionari (così scongiurandosi ogni forma di pressione, anche solo psicologica».
«Chiederemo naturalmente anche ai consiglieri di opposizione - continua il sindaco - di tenere lo stesso comportamento e in proposito ci aspettiamo da loro (al di là di ogni facile ironia circa l'operato di alcuni uomini di governo e, ultimamente, anche di alcuni giudici costituzionali) un ulteriore contributo esplicativo di come, nel corso delle precedenti amministrazioni, abbiano operato per evitare effettivamente e non solo formalmente situazioni di conflitto d'interesse».
«Spero - conclude Bellandi - di aver sufficientemente chiarito i presupposti e le "regole d'ingaggio" che impegnano sotto questo importante aspetto non solo Pucci, ma tutti i componenti della giunta e che, se correttamente applicati, ci consentiranno di poter continuare a descrivere la nostra amministrazione come una casa di vetro».
«L'articolo apparso ieri sul Tirreno sulla nomina dell'assessore Pucci - dice Bellandi - costituisce a mio avviso un buon esempio, purtroppo non molto seguito di questi tempi, del diritto-dovere di informare i cittadini ponendo, proprio nel loro interesse, e al tempo stesso agli amministratori, rigorosi interrogativi circa i motivi che hanno determinato i loro provvedimenti e le loro scelte. È un rapporto franco e leale nel quale l'intera giunta, a partire dal sottoscritto, si riconosce, augurandosene anche per il futuro l'impermeabilità a condizionamenti esterni da una parte o dall'altra».
«Quando, cedendo alle nostre pressioni - prosegue il sindaco - Stefano Pucci ci ha manifestato la sua disponibilità a ricoprire la carica di assessore, ci ha anche informati dell'esistenza di un contenzioso pendente tra il Comune e una società da lui partecipata (sia pure in via indiretta); contenzioso peraltro iniziato nel 1981, ben 25 anni prima dell'acquisizione da parte della famiglia Pucci del controllo della società. Abbiamo quindi prontamente sottoposto la questione ai nostri consulenti di fiducia che ci hanno rassicurato sull'insussistenza di motivi di incompatibilità; come, del resto, nello stesso articolo ci viene dato atto».
«Altra cosa, naturalmente - dice Bellandi - è quella di un potenziale conflitto di interessi che peraltro potrebbe riguardare l'assessore Pucci come qualunque altro amministratore, perché destinatario della norma è chiunque prenda parte alla discussione o votazione di deliberazioni riguardanti interessi propri o di parenti o affini. Trattasi di un importante principio ordinamentale (introdotto in Italia sin dal 1915) connotativo di ogni forma di democrazia, l'articolo pubblicato sul Tirreno ci offre l'opportunità di confermare ai cittadini che intendiamo applicarlo in maniera anche più estesa di quanto potrebbe rendere necessario la lettera della legge. Poiché, infatti, il nostro scopo è quello di eliminare effettivamente (e questa è la novità) e non solo formalmente simili patologie amministrative. Cureremo che tutti i nostri assessori e consiglieri non solo evitino di prender parte alla discussione e votazione di deliberazioni di loro interesse (anche indiretto), ma anche che si astengano dal partecipare direttamente o indirettamente a sequenze procedimentali che riguardino atti di loro interesse e che non chiedano al riguardo informazioni a dirigenti o funzionari (così scongiurandosi ogni forma di pressione, anche solo psicologica».
«Chiederemo naturalmente anche ai consiglieri di opposizione - continua il sindaco - di tenere lo stesso comportamento e in proposito ci aspettiamo da loro (al di là di ogni facile ironia circa l'operato di alcuni uomini di governo e, ultimamente, anche di alcuni giudici costituzionali) un ulteriore contributo esplicativo di come, nel corso delle precedenti amministrazioni, abbiano operato per evitare effettivamente e non solo formalmente situazioni di conflitto d'interesse».
«Spero - conclude Bellandi - di aver sufficientemente chiarito i presupposti e le "regole d'ingaggio" che impegnano sotto questo importante aspetto non solo Pucci, ma tutti i componenti della giunta e che, se correttamente applicati, ci consentiranno di poter continuare a descrivere la nostra amministrazione come una casa di vetro».
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