Sicurezza
La difesa del Credito Valdinievole nell’inchiesta sull’usura: sempre collaborato con la magistratura
«Massima fiducia nei dipendenti indagati»
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La sede del Credito Cooperativo ValdinievoleMassima fiducia nei dipendenti indagati per concorso in usura aggravata.
La esprime il Credito Cooperativo Valdinievole in merito alla notizia pubblicata nell'edizione di ieri dal nostro giornale circa la richiesta di rinvio a giudizio «di due nostri dipendenti nell'ambito dell'inchiesta della Procura della Repubblica di Udine».
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MONTECATINI. Massima fiducia nei dipendenti indagati per concorso in usura aggravata.
La esprime il Credito Cooperativo Valdinievole in merito alla notizia pubblicata nell'edizione di ieri dal nostro giornale circa la richiesta di rinvio a giudizio «di due nostri dipendenti nell'ambito dell'inchiesta della Procura della Repubblica di Udine».
Si legge in una nota: «Il Credito Cooperativo Valdinievole ribadisce la propria piena estraneità ai fatti oggetto dell'inchiesta rinnovando la più ampia fiducia nei dipendenti coinvolti nell'inchiesta e la totale convinzione della loro completa estraneità ai fatti contestati. Nel precisare inoltre che, all'epoca dei fatti ascritti, il signor Alessandro Giannessi Giorgetti non ricopriva alcuna carica all'interno del consiglio di amministrazione della banca, il Credito Valdinievole rinnova la piena fiducia nell'operato della magistratura con cui ha sempre collaborato e proseguirà a collaborare con estrema correttezza e trasparenza, con la certezza che venga confermato come il Credito Valdinievole e i suoi dipendenti abbiano sempre operato con il massimo rispetto delle normative vigenti».
Al centro dell'indagine, che vede coinvolte undici persone, i bancari che, secondo la Procura, erano a conoscenza che un loro cliente era in mano agli strozzini. Ma anziché segnalare la situazione alle forze dell'ordine ne avevano compromesso il già pesante stato di dissesto finanziario continuando a concedergli soldi spingendolo a uno stato di insolvenza senza ritorno il cui epilogo fu il fallimento dell'attività e la conseguente messa all'asta di immobili e terreni edificabili.
La esprime il Credito Cooperativo Valdinievole in merito alla notizia pubblicata nell'edizione di ieri dal nostro giornale circa la richiesta di rinvio a giudizio «di due nostri dipendenti nell'ambito dell'inchiesta della Procura della Repubblica di Udine».
Si legge in una nota: «Il Credito Cooperativo Valdinievole ribadisce la propria piena estraneità ai fatti oggetto dell'inchiesta rinnovando la più ampia fiducia nei dipendenti coinvolti nell'inchiesta e la totale convinzione della loro completa estraneità ai fatti contestati. Nel precisare inoltre che, all'epoca dei fatti ascritti, il signor Alessandro Giannessi Giorgetti non ricopriva alcuna carica all'interno del consiglio di amministrazione della banca, il Credito Valdinievole rinnova la piena fiducia nell'operato della magistratura con cui ha sempre collaborato e proseguirà a collaborare con estrema correttezza e trasparenza, con la certezza che venga confermato come il Credito Valdinievole e i suoi dipendenti abbiano sempre operato con il massimo rispetto delle normative vigenti».
Al centro dell'indagine, che vede coinvolte undici persone, i bancari che, secondo la Procura, erano a conoscenza che un loro cliente era in mano agli strozzini. Ma anziché segnalare la situazione alle forze dell'ordine ne avevano compromesso il già pesante stato di dissesto finanziario continuando a concedergli soldi spingendolo a uno stato di insolvenza senza ritorno il cui epilogo fu il fallimento dell'attività e la conseguente messa all'asta di immobili e terreni edificabili.
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