Sicurezza
Dopo la vittoria passeggiata festosa degli elettori di centrosinistra per le vie della città
Una folla schierata davanti al municipio
Matteo Baccellini
◗
Il sindaco Bellandi con Federica Fratoni«Beppe, Beppe». Il coro stavolta i suoi sostenitori gliel'hanno intonato sulle scale del Municipio. E poi ancora «Montecatini, Montecatini».
2 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. «Beppe, Beppe». Il coro stavolta i suoi sostenitori gliel'hanno intonato sulle scale del Municipio. E poi ancora «Montecatini, Montecatini». Erano le 22,40 di lunedì sera.
Una giornata storica, che sarà ricordata anche per la gente festante del neo sindaco Bellandi. Quella che ha occupato pacificamente viale Verdi, posizionandosi sulla scalinata del Comune.
Qualcuno, ironicamente, l'ha definita la presa della Bastiglia.
Una frase buttata là, in mezzo agli applausi e ai tanti abbracci per l'uomo che ha sconvolto la geografia politica di Montecatini. Poi un discorso, solo accennato, che nell'emozione del dopo vittoria in pratica non c'è stato. «Forse non ci crederete - ha detto Bellandi di fronte a oltre 300 persone - ma in una serata come questa, non so cosa dire. Scusatemi, ma non vi vengono davvero le parole».
La stanchezza, l'adrenalina che piano piano se ne va, gli indici del primo cittadino che indicano il Municipio. «Questa è la vostra casa». Forse la frase più bella, non perché gli sia uscita dalla bocca la sera del trionfo, ma perché l'ha ripetuta tante volte in campagna elettorale. Dovrà mantenere i patti anche nei momenti più difficili del suo governo, che arriveranno inevitabili. Ma tutto questo Bellandi sembra saperlo bene.
Spontanea, non improvvisata, come solo certe cose sanno esserlo, è partita subito dopo una passeggiata lungo le vie principali della città. Un corteo simbolico, ma di grande effetto. Bellandi ha ricevuto un'altra ovazione in piazza del Popolo, godendosi la vittoria a braccia alzate. Poi il serpente umano ha proseguito per via Don Minzoni, piazza XX Settembre, viale Matteotti, via Cavallotti, arrivando fino alla Salute. Erano passate da diversi minuti le 23, quando i "superstiti" di una giornata estenuante hanno raggiunto lo stabilimento Tettuccio, decisamente poco illuminato. Ma poco importava, a quel punto, per il popolo del sindaco Bellandi.
Una giornata storica, che sarà ricordata anche per la gente festante del neo sindaco Bellandi. Quella che ha occupato pacificamente viale Verdi, posizionandosi sulla scalinata del Comune.
Qualcuno, ironicamente, l'ha definita la presa della Bastiglia.
Una frase buttata là, in mezzo agli applausi e ai tanti abbracci per l'uomo che ha sconvolto la geografia politica di Montecatini. Poi un discorso, solo accennato, che nell'emozione del dopo vittoria in pratica non c'è stato. «Forse non ci crederete - ha detto Bellandi di fronte a oltre 300 persone - ma in una serata come questa, non so cosa dire. Scusatemi, ma non vi vengono davvero le parole».
La stanchezza, l'adrenalina che piano piano se ne va, gli indici del primo cittadino che indicano il Municipio. «Questa è la vostra casa». Forse la frase più bella, non perché gli sia uscita dalla bocca la sera del trionfo, ma perché l'ha ripetuta tante volte in campagna elettorale. Dovrà mantenere i patti anche nei momenti più difficili del suo governo, che arriveranno inevitabili. Ma tutto questo Bellandi sembra saperlo bene.
Spontanea, non improvvisata, come solo certe cose sanno esserlo, è partita subito dopo una passeggiata lungo le vie principali della città. Un corteo simbolico, ma di grande effetto. Bellandi ha ricevuto un'altra ovazione in piazza del Popolo, godendosi la vittoria a braccia alzate. Poi il serpente umano ha proseguito per via Don Minzoni, piazza XX Settembre, viale Matteotti, via Cavallotti, arrivando fino alla Salute. Erano passate da diversi minuti le 23, quando i "superstiti" di una giornata estenuante hanno raggiunto lo stabilimento Tettuccio, decisamente poco illuminato. Ma poco importava, a quel punto, per il popolo del sindaco Bellandi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
