Finanza
Bellandi prende Montecatini dopo 10 anni
Dopo dieci anni di governo del centrodestra, Montecatini torna nelle mani del centrosinistra. A compiere l’impresa Giuseppe Bellandi, 60 anni, candidato del Pd, primario di radiologia all’ospedale di Pescia
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MONTECATINI. Il nuovo che avanza è lui. È Giuseppe Bellandi il sindaco che riconsegna Montecatini al centrosinistra dopo 10 anni. Un successo dalle proporzioni inimmaginabili per il primario radiologo. Al ballotaggio Bellandi ha distanziato Lapenna di 1.513 voti.
Una rimonta nata in due settimane, se è vero che Bellandi al primo turno aveva ottenuto 436 voti in meno rispetto al rivale. Sommati ai 1.513 di ieri, fanno quasi 2.000. Un dato, il suo 57,5%, che non ammette repliche in un lunedì piovoso, proprio come 10 anni fa, quando Severi spostò la prima volta gli equilibri politici in città. C’è voluta ancora la pioggia per mutare gli orizzonti.
Effetto Bellandi. La vittoria della sinistra a Montecatini si è basata sull’effetto Bellandi. Un nome e un volto nuovo per la politica, un uomo conosciutissimo e apprezzato da sempre: tanto da ottenere un risultato storico con soli quattro mesi di campagna elettorale. Pesante, per Lapenna, a conti fatti, anche l’astensionismo: oltre il 12% in meno di affluenza rispetto al primo turno che ha aggravato la situazione del Pdl, rovesciando il risultato in 12 sezioni su 19. Bellandi aveva vinto in 5 seggi al primo turno, ieri ne ha presi addirittura 17, perdendo solo alle Pascoli, alla sezione 9, e alle Chini, di un voto, alla sezione 10.
Il nuovo sindaco. «Montecatini mi vuole bene», ha esordito con una battuta Giuseppe Bellandi, mentre la festa nel suo comitato elettorale già impazzava. «L’emozione in questo momento è troppa, ma non dimentico che dietro questa dimostrazione di fiducia, ci dovrà essere da parte mia una grande responsabilità - ha poi aggiunto - Governerò la mia città nell’unico modo che conosco. Quello di chi crede in certi valori, delle persone che restano se stesse. Io sarò sempre così».
L’analisi sul voto, a caldo, non sembra andare distante dal vero. «La gente ha votato per me, quel “Beppe” che ha sempre conosciuto. Ho vinto in alcune sezioni dove al primo turno ero sotto di oltre 100 voti. Significa che dall’altra parte qualcuno si è astenuto, ma c’è anche chi ha cambiato voto».
Una rimonta nata in due settimane, se è vero che Bellandi al primo turno aveva ottenuto 436 voti in meno rispetto al rivale. Sommati ai 1.513 di ieri, fanno quasi 2.000. Un dato, il suo 57,5%, che non ammette repliche in un lunedì piovoso, proprio come 10 anni fa, quando Severi spostò la prima volta gli equilibri politici in città. C’è voluta ancora la pioggia per mutare gli orizzonti.
Effetto Bellandi. La vittoria della sinistra a Montecatini si è basata sull’effetto Bellandi. Un nome e un volto nuovo per la politica, un uomo conosciutissimo e apprezzato da sempre: tanto da ottenere un risultato storico con soli quattro mesi di campagna elettorale. Pesante, per Lapenna, a conti fatti, anche l’astensionismo: oltre il 12% in meno di affluenza rispetto al primo turno che ha aggravato la situazione del Pdl, rovesciando il risultato in 12 sezioni su 19. Bellandi aveva vinto in 5 seggi al primo turno, ieri ne ha presi addirittura 17, perdendo solo alle Pascoli, alla sezione 9, e alle Chini, di un voto, alla sezione 10.
Il nuovo sindaco. «Montecatini mi vuole bene», ha esordito con una battuta Giuseppe Bellandi, mentre la festa nel suo comitato elettorale già impazzava. «L’emozione in questo momento è troppa, ma non dimentico che dietro questa dimostrazione di fiducia, ci dovrà essere da parte mia una grande responsabilità - ha poi aggiunto - Governerò la mia città nell’unico modo che conosco. Quello di chi crede in certi valori, delle persone che restano se stesse. Io sarò sempre così».
L’analisi sul voto, a caldo, non sembra andare distante dal vero. «La gente ha votato per me, quel “Beppe” che ha sempre conosciuto. Ho vinto in alcune sezioni dove al primo turno ero sotto di oltre 100 voti. Significa che dall’altra parte qualcuno si è astenuto, ma c’è anche chi ha cambiato voto».
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