Sicurezza
Montecatini
Ballottaggi: nel primo rounda vincere è l'astensionismo
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Sopra Giuseppe BellandiNegli altri comuni seggi pressoché deserti al voto del referendum
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MONTECATINI. A vincere è soprattutto l'astensione, e nettamente. Nei due Comuni interessati meno, molto meno, della metà degli elettori si è presentata alle urne nel primo giorno di ballottaggi: 7.571 elettori a Montecatini (il 45,6%), e addirittura appena 6.964 a Pescia (il 42,39%). Cifre basse che si prestano a prime analisi, da parte dei diretti interessati, per cercare di prevedere l'esito finale.
Una scarsa affluenza che si è manifestata da subito. Adesso restano altre 8 ore (dalle 7 alle 15 di oggi) per votare.
Il confronto. C'è da dire che non esistono criteri di riferimento esatti, visto che al primo turno si votava in giornate e con orari diversi (così come anche alle amministrative di 5 anni fa). L'unico confronto può essere fatto con le politiche 2008. Un confronto impietoso, visto che, pur tenendo conto dei bocciati al primo turno e potenzialmente disinteressati a rivotare, l'anno scorso alle 22 di domenica aveva votato il 63,9% degli elettori a Montecatini e il 65,1% a Pescia.
Le previsioni. Da parte di candidati e segreterie sono già partite le letture di questi primi dati, per cercare di intuire come andrà a finire. A Pescia una bassa affluenza sembrerebbe avvantaggiare il candidato del Pdl Roberta Marchi, che contava un vantaggio di circa 1.300 voti su Antonio Abenante, del Pd. La bassa affluenza fa pensare a una scarsa partecipazione dei dissidenti del centrosinistra, sui cui voti da recuperare punta il sindaco in carica. Più difficile l'analisi a Montecatini, dove tra Alberto Lapenna del Pdl (che ha votato ieri alle 11 alle Casciani) e Giuseppe Bellandi del Pd (al seggio alle 19 alle Pascoli), vi erano stati appena 436 voti di differenza, e le urne disertate si prestano a ogni interpretazione.
Il referendum. Cifre da temperatura invernale per quanto riguarda il referendum, dove il raggiugimento del quorum appare una chimera. L'effetto traino del ballottaggio ha fatto sì che solo a Pescia (al voto per il primo quesito il 37,7%) e Montecatini (40,1%) si toccassero dati percentuali accettabili, comunque inferiori a quelli dei partecipanti al voto per il sindaco (segno che molti hanno rifiutato la scheda). Tra le curiosità: leggermente più alta l'adesione al terzo quesito rispetto ai primi due, ma comunque sempre molto bassa. In Valdinievole (Pescia e Montecatini esclusi) il dato più basso - il riferimento è al terzo quesito - è quello di Chiesina (11,18%), il più "alto" a Massa Cozzile (il 14,68%).
Curiosità. La provincia di Pistoia è stata tra le primissime in Italia, insieme a Sondrio, Trieste e Matera, ad avere i dati definitivi sull'affluenza sul sito del ministero dell'Interno.
Una scarsa affluenza che si è manifestata da subito. Adesso restano altre 8 ore (dalle 7 alle 15 di oggi) per votare.
Il confronto. C'è da dire che non esistono criteri di riferimento esatti, visto che al primo turno si votava in giornate e con orari diversi (così come anche alle amministrative di 5 anni fa). L'unico confronto può essere fatto con le politiche 2008. Un confronto impietoso, visto che, pur tenendo conto dei bocciati al primo turno e potenzialmente disinteressati a rivotare, l'anno scorso alle 22 di domenica aveva votato il 63,9% degli elettori a Montecatini e il 65,1% a Pescia.
Le previsioni. Da parte di candidati e segreterie sono già partite le letture di questi primi dati, per cercare di intuire come andrà a finire. A Pescia una bassa affluenza sembrerebbe avvantaggiare il candidato del Pdl Roberta Marchi, che contava un vantaggio di circa 1.300 voti su Antonio Abenante, del Pd. La bassa affluenza fa pensare a una scarsa partecipazione dei dissidenti del centrosinistra, sui cui voti da recuperare punta il sindaco in carica. Più difficile l'analisi a Montecatini, dove tra Alberto Lapenna del Pdl (che ha votato ieri alle 11 alle Casciani) e Giuseppe Bellandi del Pd (al seggio alle 19 alle Pascoli), vi erano stati appena 436 voti di differenza, e le urne disertate si prestano a ogni interpretazione.
Il referendum. Cifre da temperatura invernale per quanto riguarda il referendum, dove il raggiugimento del quorum appare una chimera. L'effetto traino del ballottaggio ha fatto sì che solo a Pescia (al voto per il primo quesito il 37,7%) e Montecatini (40,1%) si toccassero dati percentuali accettabili, comunque inferiori a quelli dei partecipanti al voto per il sindaco (segno che molti hanno rifiutato la scheda). Tra le curiosità: leggermente più alta l'adesione al terzo quesito rispetto ai primi due, ma comunque sempre molto bassa. In Valdinievole (Pescia e Montecatini esclusi) il dato più basso - il riferimento è al terzo quesito - è quello di Chiesina (11,18%), il più "alto" a Massa Cozzile (il 14,68%).
Curiosità. La provincia di Pistoia è stata tra le primissime in Italia, insieme a Sondrio, Trieste e Matera, ad avere i dati definitivi sull'affluenza sul sito del ministero dell'Interno.
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