Sicurezza
montecatini
Velocità, i dossi della discordia
Pietro Barghigiani
◗
Uno degli attraver- samenti pedonali installati sulle principali vie di scorrimentoArriveranno altri attraversamenti per i pedoni
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MONTECATINI. Una delizia per i residenti capace di trasformarsi in una croce per gli automobilisti. Non sono dossi, ma attraversamenti pedonali rialzati. L'effetto è identico: rallentare la velocità di auto e moto. Sono apparsi in alcune strade residenziali e in altre di maggiore scorrimento. Ne verranno installati ancora come deterrente a chi ha l'abitudine di viaggiare con il piede pesante sul pedale dell'acceleratore. Ma più di un automobilista ha storto il naso.
Tra imprecazioni e pareri legali pronti a diventare cause, sulla regolarità dei dissuasori di velocità. Alcuni incidenti con scooteristi finiti sull'asfalto hanno dato il senso di quanto le "novità" siano ancora poco digerite da chi percorre le strade della cintura cittadina su quattro o due ruote.
Installazioni. Sono stati fissati al suolo due attraversamenti pedonali a nord e a sud di Largo Cacciatori delle Alpi lungo il viale Adua.
Altri sono apparsi in via Colombo, viale Marconi, via Marruota, via Merlini, via Carlo Alberto Dalla Chiesa.
In previsione altri attraversamenti andranno a segnare le carreggiate dove i residenti lamentano pericoli.
«Le ordinanze fatte finora per gli attraversamenti - spiega il comandante dei vigili urbani, Michela Cupini - arrivano dopo aver ricevuto segnalazioni da parte dei cittadini».
In prossimità dei "dossi" è necessario rallentare, come indicato dai cartelli stradali già installati, fino a 30 chilometri orari.
C'è chi dice no. I residenti ringraziano. Per loro attraversare la strada non è più un rischio. Chi, invece, affronta i "dossi" con la consueta velocità si trova a fronteggiare un improvviso effetto decollo, quando non è costretto a fermarsi dopo aver urtato il sotto dell'auto. Il motivo? La gobba pedonale è troppo alta.
«È un quesito che ci eravamo posti - prosegue la dottoressa Cupini -. Abbiamo chiesto all'ufficio tecnico un parere e ci è stato riposto che le installazioni, a differenze dei dossi, non devono avere un'altezza massima. Sono comunque regolamentari rispetto al codice della strada».
Secondo le cartografie dell'ufficio tecnico la rampa di raccordo è di circa 80 centimetri, mentre il piano zebrato è sui tre metri. L'altezza nel punto massimo è di 8 centimetri.
Chi le supera ha, comunque, l'impressione di trovarsi di fronte un ostacolo ben più impegnativo degli 8 centimetri di altezza anticipati da un abbrivio di quasi un metro.
Strade sì, strade no. L'altro punto da mal di pancia è l'opportunità di mettere gli attraversamenti pedonali in strada ad alta viabilità come viale Adua.
Risponde il comandante della polizia municipale Michela Cupini: «Abbiamo chiesto un parere alla prefettura e anche il codice della strada lo dice con chiarezza: se ci sono strade alternative è possibile installare dossi e attraversamenti».
Tra imprecazioni e pareri legali pronti a diventare cause, sulla regolarità dei dissuasori di velocità. Alcuni incidenti con scooteristi finiti sull'asfalto hanno dato il senso di quanto le "novità" siano ancora poco digerite da chi percorre le strade della cintura cittadina su quattro o due ruote.
Installazioni. Sono stati fissati al suolo due attraversamenti pedonali a nord e a sud di Largo Cacciatori delle Alpi lungo il viale Adua.
Altri sono apparsi in via Colombo, viale Marconi, via Marruota, via Merlini, via Carlo Alberto Dalla Chiesa.
In previsione altri attraversamenti andranno a segnare le carreggiate dove i residenti lamentano pericoli.
«Le ordinanze fatte finora per gli attraversamenti - spiega il comandante dei vigili urbani, Michela Cupini - arrivano dopo aver ricevuto segnalazioni da parte dei cittadini».
In prossimità dei "dossi" è necessario rallentare, come indicato dai cartelli stradali già installati, fino a 30 chilometri orari.
C'è chi dice no. I residenti ringraziano. Per loro attraversare la strada non è più un rischio. Chi, invece, affronta i "dossi" con la consueta velocità si trova a fronteggiare un improvviso effetto decollo, quando non è costretto a fermarsi dopo aver urtato il sotto dell'auto. Il motivo? La gobba pedonale è troppo alta.
«È un quesito che ci eravamo posti - prosegue la dottoressa Cupini -. Abbiamo chiesto all'ufficio tecnico un parere e ci è stato riposto che le installazioni, a differenze dei dossi, non devono avere un'altezza massima. Sono comunque regolamentari rispetto al codice della strada».
Secondo le cartografie dell'ufficio tecnico la rampa di raccordo è di circa 80 centimetri, mentre il piano zebrato è sui tre metri. L'altezza nel punto massimo è di 8 centimetri.
Chi le supera ha, comunque, l'impressione di trovarsi di fronte un ostacolo ben più impegnativo degli 8 centimetri di altezza anticipati da un abbrivio di quasi un metro.
Strade sì, strade no. L'altro punto da mal di pancia è l'opportunità di mettere gli attraversamenti pedonali in strada ad alta viabilità come viale Adua.
Risponde il comandante della polizia municipale Michela Cupini: «Abbiamo chiesto un parere alla prefettura e anche il codice della strada lo dice con chiarezza: se ci sono strade alternative è possibile installare dossi e attraversamenti».
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