La manifestazione
Bellandi-Lapenna: l'ultimo duello
Centrosinistra. Farò quello che ho sempre fatto: ascoltare le persone e proporre progetti di rilancio per la mia città
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MONTECATINI. Il cellulare lo tormenta più del solito da lunedì sera. Chiamate e sms di congratulazioni, ma anche testimonianza d'affetto verso l'uomo più che al politico.
Il day after di Giuseppe Bellandi, candidato sindaco del centrosinistra, inizia all'ospedale di Pescia dove il medico radiologo si è presentato al lavoro dopo la notte magica vissuta con il sogno di poter diventare il primo cittadino di Montecatini. Un sogno che non muore all'alba e verrà coltivato fino all'ultimo secondo dell'ultimo giorno utile per raccogliere una preferenza in più rispetto al suo avversario del Pdl. Da medico declina in politica l'approccio ai problemi: ascolto, diagnosi e terapia. Dove per la cura si intendono i progetti proposti per cambiare in meglio la città.
Lapenna è in vantaggio di 436 voti. Come si muoverà per recuperare i consensi necessari alla vittoria?
«Ci dovremo impegnare su quelle persone che non mi hanno votato. Spero di far arrivare il messaggio di fiducia per Montecatini. E spero anche di rimontare lo svantaggio continuando a lavorare come ho fatto finora. Alla base di tutto c'è l'ascolto. Ho notato in questa campagna elettorale tanti che credono nella persona senza aspettarsi nulla in cambio».
Cosa ha funzionato per strappare un ballottaggio nel quale non tutti credevano?
«Intanto, essere arrivati al ballottaggio è di per sé una vittoria. Siamo contro un certo tipo di politica. Abbiamo dimostrato che facendo politica con progetti seri e senza false promesse si possono ottenere risultati. Al cittadino diciamo: "Ascoltiamo i bisogni e poi proponiamo un progetto per la città". In questo senso le categorie, di cui abbiamo un grande rispetto, e gli investimenti sono fondamentali».
Come intende affrontare il ballottaggio?
«Sarò me stesso come lo sono stato finora. Farò quello che ho sempre fatto ascoltando le persone e cercando di indicare una buona medicina. Nel gergo medico una volta fatta la diagnosi si passa alla terapia. Ecco perché i nostri progetti sono la terapia di cui la città ha bisogno».
Che voto si dà per come è andata finora?
«Diciamo tra il sei e il sette. Ma devo anche sottolineare che la differenza l'ha fatta un gruppo stupendo che ha lavorato come fosse una sola persona. Sono i montecatinesi che vorrei».
E agli altri candidati?
«Si sono comportati tutti in modo corretto e ognuno ha fatto la sua corsa. Non c'è stato il quattro contro uno».
Il day after di Giuseppe Bellandi, candidato sindaco del centrosinistra, inizia all'ospedale di Pescia dove il medico radiologo si è presentato al lavoro dopo la notte magica vissuta con il sogno di poter diventare il primo cittadino di Montecatini. Un sogno che non muore all'alba e verrà coltivato fino all'ultimo secondo dell'ultimo giorno utile per raccogliere una preferenza in più rispetto al suo avversario del Pdl. Da medico declina in politica l'approccio ai problemi: ascolto, diagnosi e terapia. Dove per la cura si intendono i progetti proposti per cambiare in meglio la città.
Lapenna è in vantaggio di 436 voti. Come si muoverà per recuperare i consensi necessari alla vittoria?
«Ci dovremo impegnare su quelle persone che non mi hanno votato. Spero di far arrivare il messaggio di fiducia per Montecatini. E spero anche di rimontare lo svantaggio continuando a lavorare come ho fatto finora. Alla base di tutto c'è l'ascolto. Ho notato in questa campagna elettorale tanti che credono nella persona senza aspettarsi nulla in cambio».
Cosa ha funzionato per strappare un ballottaggio nel quale non tutti credevano?
«Intanto, essere arrivati al ballottaggio è di per sé una vittoria. Siamo contro un certo tipo di politica. Abbiamo dimostrato che facendo politica con progetti seri e senza false promesse si possono ottenere risultati. Al cittadino diciamo: "Ascoltiamo i bisogni e poi proponiamo un progetto per la città". In questo senso le categorie, di cui abbiamo un grande rispetto, e gli investimenti sono fondamentali».
Come intende affrontare il ballottaggio?
«Sarò me stesso come lo sono stato finora. Farò quello che ho sempre fatto ascoltando le persone e cercando di indicare una buona medicina. Nel gergo medico una volta fatta la diagnosi si passa alla terapia. Ecco perché i nostri progetti sono la terapia di cui la città ha bisogno».
Che voto si dà per come è andata finora?
«Diciamo tra il sei e il sette. Ma devo anche sottolineare che la differenza l'ha fatta un gruppo stupendo che ha lavorato come fosse una sola persona. Sono i montecatinesi che vorrei».
E agli altri candidati?
«Si sono comportati tutti in modo corretto e ognuno ha fatto la sua corsa. Non c'è stato il quattro contro uno».
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