Finanza
Il comitato va avanti a oltranza
Giovanna La Porta
Le passeggiate notturne anti-lucciole proseguiranno
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MONTECATINI. «Siamo stati corteggiati da quasi tutte le parti politiche in questa campagna elettorale. Ma a noi non interessa. Siamo cittadini e vogliamo semplicemente che il nostro quartiere torni a essere vivibile». Parole di Cinzia Silvestri, portavoce del comitato spontaneo anti prostituzione nato nella zona mercato coperto. Che aggiunge: «Prima della fine della campagna elettorale vogliamo un confronto tra tutti i candidati a sindaco, per capire quali sono le loro idee». Poi, sui tavoli del bar Rosmady di piazza Battisti, dove è stata convocata una conferenza stampa per ufficializzare un documento che ieri sera è stato consegnato, durante le ormai consuete passeggiate, ai vari politici che si sono presentati per “stare vicini alla cittadinanza”, ha mostrato su un pc portatile una serie di fotografie.
Tutte scattate in pieno giorno in via Garibaldi, via Martini, via Gioberti e così via. «Potete osservare le feci preistoriche dei cani portati a passeggio, i materassi lasciati di fronte ad appartamenti affitati a transessuali, i preservativi e altre chicche. L’angolo di via Garibaldi/via Gioberti che circonda la piazzetta del mercato ortofrutticolo lo abbiamo “deputtanizzato” (termine coniato qualche anno fa da Beppe Grillo in una serata al Tettuccio, ndr) ma siamo pronti a riaffittarlo alla migliore offerente se proprio le cose dovessero andare male. Scherzi a parte, è arrivato il momento che ciascuno faccia la sua parte: in primis forze dell’ordine e Comune». Sul documento si legge che «ora non sono più i cittadini a spiare le signorine ma le decine di signorine preoccupate per il loro futuro. Il comitato ha riscoperto una Montecatini che sembrava morta e sepolta, fatta di persone oneste e laboriose: non c’è né coraggio, né eroismo, ma tanta buona volontà, tenacia e fiducia. Se il contrasto alla prostituzione e alla malavita è appena iniziato, il Comitato può senz’altro annunciare una vittoria forse insperata: la voglia di fare comunità dei residenti, che si sono conosciuti solo in queste sere pur abitando da anni nelle stesse vie e che hanno scoperto o riscoperto il lato positivo del vivere in una piccola città, quando questa soddisfa il bisogno della gente di sentirsi unita e solidale e che porta avanti la volontà di essere protagonista delle scelte compiute nel proprio quartiere».
Insomma, il comitato andrà avanti a oltranza e non con fatica. Al contrario, con la voglia di fare gruppo. Al punto che, a giorni, si costituirà in associazione non a fini di lucro con l’obiettivo di fare da “referente” per tutte le problematiche del quartiere, per sottoporli alla prossima giunta. Con la consapevolezza che si tratta di «un problema comune a tutte le zone della città, anche a quelle residenziali. E da soli non riusciremo a risolverlo. Quello che stiamo facendo segna una svolta epocale in una città che è spesso caduta nell’indifferenza, nell’ipocrisia, nel menefreghismo. Il comitato sta dando prova di notevole responsabilità e senso del dovere. Si è finora sottostimato il grado di intendere e di volere dei cittadini, che presto torneranno ad essere anche elettori: il comitato è apolitico e apartitico, osserva attentamente e si tiene fuori dalle polemiche pre-elettoriali. Gli aderenti hanno idee politiche diverse tra loro. Tra noi ci sono stranieri, inseriti nel tessuto sociale, che reclamano decoro e ordine. Le signorine non hanno paura di nessuno: perfino al vice sindaco Alberto Lapenna, che come pubblico ufficiale ha chiesto di mostrare i documenti, hanno risposto in modo villano. Una, addirittura, si è spogliata».
Tutte scattate in pieno giorno in via Garibaldi, via Martini, via Gioberti e così via. «Potete osservare le feci preistoriche dei cani portati a passeggio, i materassi lasciati di fronte ad appartamenti affitati a transessuali, i preservativi e altre chicche. L’angolo di via Garibaldi/via Gioberti che circonda la piazzetta del mercato ortofrutticolo lo abbiamo “deputtanizzato” (termine coniato qualche anno fa da Beppe Grillo in una serata al Tettuccio, ndr) ma siamo pronti a riaffittarlo alla migliore offerente se proprio le cose dovessero andare male. Scherzi a parte, è arrivato il momento che ciascuno faccia la sua parte: in primis forze dell’ordine e Comune». Sul documento si legge che «ora non sono più i cittadini a spiare le signorine ma le decine di signorine preoccupate per il loro futuro. Il comitato ha riscoperto una Montecatini che sembrava morta e sepolta, fatta di persone oneste e laboriose: non c’è né coraggio, né eroismo, ma tanta buona volontà, tenacia e fiducia. Se il contrasto alla prostituzione e alla malavita è appena iniziato, il Comitato può senz’altro annunciare una vittoria forse insperata: la voglia di fare comunità dei residenti, che si sono conosciuti solo in queste sere pur abitando da anni nelle stesse vie e che hanno scoperto o riscoperto il lato positivo del vivere in una piccola città, quando questa soddisfa il bisogno della gente di sentirsi unita e solidale e che porta avanti la volontà di essere protagonista delle scelte compiute nel proprio quartiere».
Insomma, il comitato andrà avanti a oltranza e non con fatica. Al contrario, con la voglia di fare gruppo. Al punto che, a giorni, si costituirà in associazione non a fini di lucro con l’obiettivo di fare da “referente” per tutte le problematiche del quartiere, per sottoporli alla prossima giunta. Con la consapevolezza che si tratta di «un problema comune a tutte le zone della città, anche a quelle residenziali. E da soli non riusciremo a risolverlo. Quello che stiamo facendo segna una svolta epocale in una città che è spesso caduta nell’indifferenza, nell’ipocrisia, nel menefreghismo. Il comitato sta dando prova di notevole responsabilità e senso del dovere. Si è finora sottostimato il grado di intendere e di volere dei cittadini, che presto torneranno ad essere anche elettori: il comitato è apolitico e apartitico, osserva attentamente e si tiene fuori dalle polemiche pre-elettoriali. Gli aderenti hanno idee politiche diverse tra loro. Tra noi ci sono stranieri, inseriti nel tessuto sociale, che reclamano decoro e ordine. Le signorine non hanno paura di nessuno: perfino al vice sindaco Alberto Lapenna, che come pubblico ufficiale ha chiesto di mostrare i documenti, hanno risposto in modo villano. Una, addirittura, si è spogliata».
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