Il dolore
Arrestato a Venezia l’accoltellatore
Pietro Barghigiani
È un rumeno di 29 anni, la donna colpita dopo il rifiuto di fare sesso. In carcere anche la moglie, in fuga per tornare in Romania.
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MONTECATINI. Accoltellata solo perché non voleva fare sesso. La fuga dell’aggressore è durata poco più di tre giorni prima di vedersi stringere le manette ai polsi con l’accusa di tentato omicidio. Gli agenti della squadra mobile e quelli del commissariato hanno arrestato mercoledì sera a Venezia Florin Cutas, 29 anni, carpentiere rumeno residente in via Gioberti. È stato riconosciuto dalla nigeriana ancora in prognosi riservata a Pescia come l’accoltellatore che domenica intorno alle 5 in piazza Gramsci l’ha avvicinata chiedendole un rapporto sessuale e al suo rifiuto non ha esitato a colpirla con due fendenti. Misura cautelare in carcere anche per la compagna dell’uomo, Maria Ardelean, 43 anni, accusata di favoreggiamento. La coppia era ospite della sorella della donna e stava per lasciare l’Italia e rientrare in Romania.
L’arresto del rumeno è arrivato al termine di una serie di indagini coordinate dal procuratore capo Renzo Dell’Anno che, partite con le tecniche dell’investigazione tradizionale, si sono poi affinate con la tecnologia delle intercettazioni telefoniche. Coordinamento. Sono stati il vice questore vicario, Mauro Ciavardini, il capo della squadra mobile, Antonio Fusco e il vice questore Giuseppe Picariello, dirigente del commissariato, a illustrare le modalità del fermo dopo il fatto di sangue avvenuto al termine di una notte vissuta tra altri accoltellamenti e risse in pub. «La collaborazione tra la mobile e il commissariato è stata fondamentale - ha esordito Ciavardini -. Prima le investigazioni classiche e poi la tecnologia hanno contribuito alla soluzione del caso». La fuga. Cutas lascia Montecatini da solo la domenica mattina poche ore dopo l’accoltellamento in piazza Gramsci. Senza un perché fa tappa a Grosseto. Poi risale la penisola e si ferma a Padova. Da qui, con la convivente che nel frattempo lo ha raggiunto, arriva Venezia dove vive la sorella della compagna.
Individuato grazie alle intercettazioni, Catus, nascosto nei giardini della zona del Sestriere Castello a due passi da piazza San Marco, viene arrestato mercoledì intorno alle 21,30. Le indagini. La descrizione fornita dalla 22enne nigeriana, domiciliata a Pistoia, e da una lucciola che aveva assistito all’aggressione e che aveva accompagnato la ferita al Soccorso Pubblico, è stata la base di partenza dalla quale i poliziotti del commissariato hanno costruito l’identikit dell’accoltellatore. I tratti somatici e la conoscenza di chi bazzica la città sono stati sufficienti agli investigatori per delineare una prima rosa di possibili sospetti. Domenica pomeriggio sono scattati i controlli. Tutti avevano un alibi e comunque erano ancora in città. Florin Cutas, invece, era sparito.
Di qui la richiesta di intercettargli il telefonino per poterlo localizzare. Intuizione felice che si è tradotta nell’arresto. Orologio e coltello. Sul luogo dell’aggressione i poliziotti domenica avevano trovato l’orologio che Cutas, durante la colluttazione con la lucciola nigeriana, aveva lasciato sull’asfalto. Nei controlli nell’area della stazione piccola era stato rinvenuto, tra i binari, anche il coltello di 12 centimetri con il quale l’uomo ha ferito gravemente la donna. Due affondi sferrati d’impulso solo perché la prostituta aveva respinto le sue richieste sessuali. Cutas è in carcere a Venezia e a breve verrà trasferito al S. Caterina.
L’arresto del rumeno è arrivato al termine di una serie di indagini coordinate dal procuratore capo Renzo Dell’Anno che, partite con le tecniche dell’investigazione tradizionale, si sono poi affinate con la tecnologia delle intercettazioni telefoniche. Coordinamento. Sono stati il vice questore vicario, Mauro Ciavardini, il capo della squadra mobile, Antonio Fusco e il vice questore Giuseppe Picariello, dirigente del commissariato, a illustrare le modalità del fermo dopo il fatto di sangue avvenuto al termine di una notte vissuta tra altri accoltellamenti e risse in pub. «La collaborazione tra la mobile e il commissariato è stata fondamentale - ha esordito Ciavardini -. Prima le investigazioni classiche e poi la tecnologia hanno contribuito alla soluzione del caso». La fuga. Cutas lascia Montecatini da solo la domenica mattina poche ore dopo l’accoltellamento in piazza Gramsci. Senza un perché fa tappa a Grosseto. Poi risale la penisola e si ferma a Padova. Da qui, con la convivente che nel frattempo lo ha raggiunto, arriva Venezia dove vive la sorella della compagna.
Individuato grazie alle intercettazioni, Catus, nascosto nei giardini della zona del Sestriere Castello a due passi da piazza San Marco, viene arrestato mercoledì intorno alle 21,30. Le indagini. La descrizione fornita dalla 22enne nigeriana, domiciliata a Pistoia, e da una lucciola che aveva assistito all’aggressione e che aveva accompagnato la ferita al Soccorso Pubblico, è stata la base di partenza dalla quale i poliziotti del commissariato hanno costruito l’identikit dell’accoltellatore. I tratti somatici e la conoscenza di chi bazzica la città sono stati sufficienti agli investigatori per delineare una prima rosa di possibili sospetti. Domenica pomeriggio sono scattati i controlli. Tutti avevano un alibi e comunque erano ancora in città. Florin Cutas, invece, era sparito.
Di qui la richiesta di intercettargli il telefonino per poterlo localizzare. Intuizione felice che si è tradotta nell’arresto. Orologio e coltello. Sul luogo dell’aggressione i poliziotti domenica avevano trovato l’orologio che Cutas, durante la colluttazione con la lucciola nigeriana, aveva lasciato sull’asfalto. Nei controlli nell’area della stazione piccola era stato rinvenuto, tra i binari, anche il coltello di 12 centimetri con il quale l’uomo ha ferito gravemente la donna. Due affondi sferrati d’impulso solo perché la prostituta aveva respinto le sue richieste sessuali. Cutas è in carcere a Venezia e a breve verrà trasferito al S. Caterina.
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