La manifestazione
Rogo distrugge tre auto nella notte
Pietro Barghigiani
I proprietari: «Mai ricevuto minacce, è un atto vandalico»
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PONTE BUGGIANESE. Non era ancora l’alba quando i bagliori delle fiamme hanno illuminato un tratto interno di via Cavour. Il fuoco stavano divorando tre auto di proprietà di due famiglie che vivono nel condominio di fronte al parcheggio dove si è consumato il falò divampato intorno alle 4 di mattina. Una Fiat 500, una Matiz e una Fiat Panda sono state ridotte a scheletri, arse dal rogo sulle cui cause è forte l’ipotesi del dolo. I danneggiati, un artigiano, sua figlia e una casalinga, hanno riferito agli investigatori di non aver mai avuto problemi o discussioni tali da poter generare in simili episodi. Così come nessuno nei giorni passati si sarebbe fatto avanti per intimidire o avanzare richieste minacciose. Nell’area vigili del fuoco e carabinieri non hanno trovato materiale infiammabile. Accertata l’eventuale natura dolosa, è quella dell’atto vandalico la pista più accreditata per spiegare il gesto che ha provocato almeno 25mila euro di danni. Le fiamme. Ad accorgersi dell’incendio è stata la proprietaria della Matiz. Ha sentito lo strepitio provenire dalla strada e quando si è affacciata alla finestra le fiamme si erano già levate alte arrivando a lambire la sommità degli alberi vicini. È scesa in strada e ha dato l’allarme svegliando i condòmini.
A quel punto anche Luciano Tesi, titolare della Nuova Ponte Formaggi di Casabianca, e la figlia Stella, si sono resi conto che a bruciare erano anche loro le macchine, una delle quali, la 500, intestata alla ditta di famiglia. «Dopo essere stati avvertiti dalla vicina siamo scesi in strada - raccontano padre e figlia -. Sentivamo lo scoppio delle gomme, ma non abbiamo potuto fare niente. Il fuoco si era alzato per una decina di metri raggiungendo anche i rami più alti degli alberi». L’intervento. Dalla caserma sulla Camporcioni sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno lavorato per circa 3 ore nel circoscrivere il rogo. Inutili i tentativi di salvare le tre auto aggredite dalle fiamme che in pochi minuti hanno scarnificato interni e carrozzeria. Le altre vetture parcheggiate in zona sono state rimosse evitando un bilancio ancora più dannoso. «Gesto da stupidi». La sezione di polizia giudiziaria dei vigili del fuoco ha ricevuto una prima relazione dell’episodio firmata dal caposquadra che ha diretto le operazioni di spegnimento. La cautela è d’obbligo, anche se la matrice dolosa trova poche alternative percorribili.
Da capire ancora se il rogo è partito da una sola auto e poi si è esteso alle altre (la Panda era al centro delle tre macchine andate in fumo, ndr) o sei i veicoli sono stati incendiati in sequenza senza lasciare tracce del materiale usato dai probabili piromani. «È una storia che per come si è svolta è davvero destabilizzante - riflette Stella Tesi -. Avessimo avuto delle minacce avrei potuto capire. Ma così senza un perché o un motivo plausibile lascia sconcertati». Aggiunge il padre Luciano: «In zona da tempo si verificano danneggiamenti da parte di teppisti, ma fino a questo punto non eravamo mai arrivati. Non avendo ricevuto minacce, né avvertimenti ritengo sia stato un atto vandalico commesso da qualcuno che si è voluto divertire in un modo stupido».
A quel punto anche Luciano Tesi, titolare della Nuova Ponte Formaggi di Casabianca, e la figlia Stella, si sono resi conto che a bruciare erano anche loro le macchine, una delle quali, la 500, intestata alla ditta di famiglia. «Dopo essere stati avvertiti dalla vicina siamo scesi in strada - raccontano padre e figlia -. Sentivamo lo scoppio delle gomme, ma non abbiamo potuto fare niente. Il fuoco si era alzato per una decina di metri raggiungendo anche i rami più alti degli alberi». L’intervento. Dalla caserma sulla Camporcioni sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno lavorato per circa 3 ore nel circoscrivere il rogo. Inutili i tentativi di salvare le tre auto aggredite dalle fiamme che in pochi minuti hanno scarnificato interni e carrozzeria. Le altre vetture parcheggiate in zona sono state rimosse evitando un bilancio ancora più dannoso. «Gesto da stupidi». La sezione di polizia giudiziaria dei vigili del fuoco ha ricevuto una prima relazione dell’episodio firmata dal caposquadra che ha diretto le operazioni di spegnimento. La cautela è d’obbligo, anche se la matrice dolosa trova poche alternative percorribili.
Da capire ancora se il rogo è partito da una sola auto e poi si è esteso alle altre (la Panda era al centro delle tre macchine andate in fumo, ndr) o sei i veicoli sono stati incendiati in sequenza senza lasciare tracce del materiale usato dai probabili piromani. «È una storia che per come si è svolta è davvero destabilizzante - riflette Stella Tesi -. Avessimo avuto delle minacce avrei potuto capire. Ma così senza un perché o un motivo plausibile lascia sconcertati». Aggiunge il padre Luciano: «In zona da tempo si verificano danneggiamenti da parte di teppisti, ma fino a questo punto non eravamo mai arrivati. Non avendo ricevuto minacce, né avvertimenti ritengo sia stato un atto vandalico commesso da qualcuno che si è voluto divertire in un modo stupido».
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