Il Tirreno

Montecatini

Rischia l’ergastolo per le accuse del fratello

Pietro Barghigiani
Rischia l’ergastolo per le accuse del fratello

Samuele scarica su Maurizio la responsabilità dei colpi letali all'anziano

2 MINUTI DI LETTURA





MONSUMMANO. Ergastolo e 18 mesi di isolamento per Maurizio Roviezzo, 26 anni per il fratello Samuele. In Corte d'Assise il pubblico ministero Ornella Galeotti ha formulato la richiesta di condanna per i due fratelli, gli ultimi ad essere giudicati, finiti sotto processo con l'accusa di rapina e omicidio pluriaggravato in concorso del pensionato Michele Galdi, ucciso a 84 anni la sera del 21 febbraio 2008 nel cortile della sua abitazione in via del Fossetto.
 Il giudice Enrico Ognibene ha rinviato a martedì 28 aprile l'udienza per le repliche del pm e delle difese.
 Dopo di che la corte si riunirà in camera di consiglio per la sentenza.
 Fratelli contro. Il fatto nuovo che aggrava la posizione di Maurizio Roviezzo, 38 anni, di Monsummano, è la dichiarazione del fratello Samuele, 36 anni. Una versione dei fatti che rischia di costare l'ergastolo al fratello maggiore. Secondo Samuele dopo che l'albanese minorenne (3 anni in comunità e poi il reato sarà estinto, ndr) colpì con un tubo di metallo alla testa l'anziano, rimasto in piedi e ancora in forze, sarebbe stato Maurizio a dargli una ginocchiata per farlo cadere. A quel punto sempre Maurizio, nel racconto del fratello minore, sarebbe saltato sul corpo di Galdi provocandogli lo sfondamento della cassa toracica. Non è una novità assoluta l'accusa di Samuele a Maurizio. Nei giorni successivi all'arresto il più piccolo dei Roviezzo aveva riferito al gip in sede di convalida del fermo che era stato Maurizio a sferrare il colpo mortale con la sbarra alla testa del pensionato. Stavolta, viene modificato il come sia stato messo in condizione di non nuocere l'anziano, ma il responsabile, sempre secondo Samuele, rimane Maurizio.
 Le difese. Per Samuele l'avvocato Lorenzo Magrini ha chiesto l'assoluzione o, in subordine, il solo favoreggiamento, ritenendo il ruolo del suo assistito marginale rispetto all'aggressione mortale di cui fu vittima il Galdi. Per l'avvocato Alessandro Mencarelli, difensore di Maurizio, siamo, invece, in presenza di un omicidio preterintenzionale e non certo volontario. Ha spiegato alla corte che si è trattato di una rapina finita in tragedia nella quale nessuno si è presentato in via del Fossetto con l'intenzione di uccidere.
 La prima condanna. Martedì, col rito abbreviato, il palo della banda, Gennaro Fastella, 46 anni, di Monsummano, è stato condannato a 20 anni. Rimase in auto per tutto il tempo della rapina e dell'assalto a Galdi. Poi, saputo della tragedia, telefonò al 118 per mandare un'ambulanza. La mattina dopo i carabinieri riconobbero la voce e nel giro di qualche ora scattarono gli arresti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa