Il dolore
Semafori truccati, sequestri in Comune
Le Fiamme Gialle bloccano i pagamenti alla Centro Servizi Srl
3 MINUTI DI LETTURA
LARCIANO. Finanza in Comune per bloccare i pagamenti dell'ente nei confronti della società coinvolta nell'inchiesta milanese sui semafori truccati.
Le Fiamme Gialle hanno bussato in municipio di primo mattino per eseguire il sequestro delle somme che il Comune doveva versare alla Centro Servizi Srl di Larciano, vincitrice dell'appalto per l'installazione del T-Red all'incrocio di via Gramsci. Analogo blitz è stato concluso dalla Guardia di Finanza in altri 26 enti locali nell'ambito dell'indagine su scala nazionale che ipotizza il reato di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d'asta, in relazione alla fornitura di apparecchiature per la rilevazione di infrazioni semaforiche.
«Soldi già bloccati». Non è sorpreso il sindaco Roberta Beneforti dell'arrivo della finanza.
«Ci è stato notificato un atto di sequestro cautelativo per circa 7mila euro - spiega il primo cittadino larcianese -. È normale che in casi del genere ci siano simili provvedimenti. Al tempo degli arresti abbiamo provveduto di nostra iniziativa a bloccare i pagamenti alla Centro Servizi in attesa che la situazione si chiarisse». I finanzieri hanno congelato i soldi da liquidare alla società come corrispettivo delle mensilità da settembre a dicembre.
L'inchiesta. Il 17 settembre scorso le Fiamme Gialle arrestarono quattro tra imprenditori e manager, tra i quali Simone Zari, 43 anni, nato a Fucecchio e residente a Larciano, socio e amministratore di fatto della larcianese Centro Servizi Srl. L'imprenditore è ancora ai domiciliari. Per le Fiamme Gialle le società attive nel settore autovelox e T-Red si sarebbero accordate per vincere appalti pubblici con l'aiuto di funzionari compiacenti. Per gli inquirenti il sistema era quello di invitare sempre le solite ditte o di inserire nei capitolati delle gare requisiti posseduti solo dalle aziende che poi risultavano vincitrici. Tra gli indagati anche il comandante della polizia municipale, Stefano Bonaccorsi, coinvolto in qualità di dirigente del settore che aveva bandito la gara d'appalto per il T-Red.
Canone fisso. Aggiunge il sindaco: «A differenza di altri Comuni non abbiamo stipulato contratti con una percentuale sulle multe. La gara vinta dalla Centro Servizi prevedeva un canone mensile di affitto da versare alla ditta di 1.500 euro più Iva che abbiamo sospeso dal giorno degli arresti». In totale ogni anno erano 21.600 euro a decorrere dal primo gennaio di quest'anno con scadenza 11 agosto 2009.
Le ammissioni. Nei giorni scorsi uno degli imprenditori arrestati, Raul Cairoli, 38 anni, titolare della Ci.Ti.Esse, ha messo a verbale alcune ammissioni parlando di accordi per dividersi gli appalti e di intese con i Comuni interessati ad incassare più soldi possibile grazie ai semafori-vampiro (T-Red) in strade con grande traffico. Ha detto Cairoli al pm: «Tra me e altri imprenditori c'era un accordo nel senso che ciascuna società avrebbe dovuto essere favorita per le gare bandite dai Comuni in relazione alla fornitura delle apparecchiature. Ciascuno di noi era consapevole di quello che faceva».
Le Fiamme Gialle hanno bussato in municipio di primo mattino per eseguire il sequestro delle somme che il Comune doveva versare alla Centro Servizi Srl di Larciano, vincitrice dell'appalto per l'installazione del T-Red all'incrocio di via Gramsci. Analogo blitz è stato concluso dalla Guardia di Finanza in altri 26 enti locali nell'ambito dell'indagine su scala nazionale che ipotizza il reato di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d'asta, in relazione alla fornitura di apparecchiature per la rilevazione di infrazioni semaforiche.
«Soldi già bloccati». Non è sorpreso il sindaco Roberta Beneforti dell'arrivo della finanza.
«Ci è stato notificato un atto di sequestro cautelativo per circa 7mila euro - spiega il primo cittadino larcianese -. È normale che in casi del genere ci siano simili provvedimenti. Al tempo degli arresti abbiamo provveduto di nostra iniziativa a bloccare i pagamenti alla Centro Servizi in attesa che la situazione si chiarisse». I finanzieri hanno congelato i soldi da liquidare alla società come corrispettivo delle mensilità da settembre a dicembre.
L'inchiesta. Il 17 settembre scorso le Fiamme Gialle arrestarono quattro tra imprenditori e manager, tra i quali Simone Zari, 43 anni, nato a Fucecchio e residente a Larciano, socio e amministratore di fatto della larcianese Centro Servizi Srl. L'imprenditore è ancora ai domiciliari. Per le Fiamme Gialle le società attive nel settore autovelox e T-Red si sarebbero accordate per vincere appalti pubblici con l'aiuto di funzionari compiacenti. Per gli inquirenti il sistema era quello di invitare sempre le solite ditte o di inserire nei capitolati delle gare requisiti posseduti solo dalle aziende che poi risultavano vincitrici. Tra gli indagati anche il comandante della polizia municipale, Stefano Bonaccorsi, coinvolto in qualità di dirigente del settore che aveva bandito la gara d'appalto per il T-Red.
Canone fisso. Aggiunge il sindaco: «A differenza di altri Comuni non abbiamo stipulato contratti con una percentuale sulle multe. La gara vinta dalla Centro Servizi prevedeva un canone mensile di affitto da versare alla ditta di 1.500 euro più Iva che abbiamo sospeso dal giorno degli arresti». In totale ogni anno erano 21.600 euro a decorrere dal primo gennaio di quest'anno con scadenza 11 agosto 2009.
Le ammissioni. Nei giorni scorsi uno degli imprenditori arrestati, Raul Cairoli, 38 anni, titolare della Ci.Ti.Esse, ha messo a verbale alcune ammissioni parlando di accordi per dividersi gli appalti e di intese con i Comuni interessati ad incassare più soldi possibile grazie ai semafori-vampiro (T-Red) in strade con grande traffico. Ha detto Cairoli al pm: «Tra me e altri imprenditori c'era un accordo nel senso che ciascuna società avrebbe dovuto essere favorita per le gare bandite dai Comuni in relazione alla fornitura delle apparecchiature. Ciascuno di noi era consapevole di quello che faceva».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google