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Montecatini

Residenza solo con un reddito minimo

Residenza solo con un reddito minimo

Ordinanza del sindaco: obbligatorio anche vivere in alloggi salubri

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MONTECATINI. Sei immigrato e vuoi la residenza? Dimostra di lavorare, di avere un reddito minimo e di vivere in una casa provvista di abitabilità. Lo prevede l’ordinanza firmata dal sindaco Ettore Severi con la quale l’amministrazione, sull’esempio di Cittadella (Padova), cerca di stringere le maglie dei requisiti prima e dei controlli poi per contrastare il fenomeno dell’immigrazione irregolare. Spiega il sindaco: «Abbiamo atteso che il Tar si pronunciasse sul ricorso presentato dal prefetto contro l’ordinanza del Comune di Cittadella prima agire. Stiamo anche aspettando di verificare, a livello di legislazione nazionale, quali poteri potranno essere dati ai sindaci per assumere altre iniziative».

Redditi minimi. Nell’ordinanza - dieci pagine fitte di riferimenti giuridici, in particolare il decreto legislativo 30/2007 - viene fissata per gli immigrati la soglia di 5.142 euro l’anno, come reddito minimo garantito per abitare in città. Vale per un solo richiedente o, in alternativa, con un familiare; il tetto sale a 10mila 285 euro per richiedente più due o tre familiari; infine, per il richiedente con quattro o più familiari l’importo passa a 15mila 428 euro.

La busta paga. Extracomunitari e cittadini dell’Unione Europea per iscriversi all’anagrafe devono presentare l’ultima busta paga se lavoratori dipendenti o la documentazione attestante l’attività autonoma esercitata. Per i cittadini rumeni e bulgari le richieste aumentano. Per diventare cittadini di Montecatini dovranno esibire anche il nulla osta rilasciato dallo sportello unico per l’immigrazione. Un documento che non verrà richiesto a chi già dal gennaio 2007 soggiornava in Italia. Per gli autonomi basterà il certificato di iscrizione alla Camera di Commercio o la partita Iva rilasciata dall’Agenzia delle Entrate.

Case sane e sicure. L’altro aspetto trattato dall’ordinanza è quello della salubrità degli spazi in cui gli stranieri dichiarano di abitare. L’esperienza ha insegnato, durante i controlli per l’esame della domanda, che i casi di sovraffollamento sono frequenti con ripercussioni sull’igiene e le condizioni sanitarie di chi vive in promiscuità. E allora l’ordinanza stabilisce come criterio per il via libera alla residenza le superfici minime per vano. Per una persona 9 metri quadrati; per due persone 14 metri quadrati. Non possono essere presenti più di 6 persone per alloggio a prescindere dalla superficie e dall’età delle persone.

I controlli. «I controlli prima e dopo la la residenza ci sono sempre stati - afferma Severi -. Ora verranno intensificati. L’accordo con la Guardia di Finanza va in questo senso. Segnaleremo situazioni anomale per quanto riguarda redditi, autocertificazione Isee e affitti».

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