La manifestazione
Derby interrotto: sette ultrà denunciati
Pietro Barghigiani
Il commissariato chiede al questore il provvedimento del Daspo
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MONTECATINI. Li hanno filmati riprendendo i gesti della vergogna con le telecamere mentre lanciano sassi, tentano di aggredire i tifosi avversari, tirano sul parquet rotoli di carta igienica, ma anche bottiglie, aste e monetine. Li hanno identificati tra quelli più decisi e, alla fine capaci, a trasformare il derby del 6 aprile in una gazzarra costata la sconfitta a tavolino per l’Agricola Gloria e la squalifica del campo per due giornate. Sono sette i giovani, dai 17 ai 34 anni, denunciati dal commissariato per le violazioni all’articolo 6 bis della legge 401/89 integrata dalla 41/2007 per lancio di materiale pericoloso, scavalcamento delle recinzioni e turbativa di manifestazioni sportive. Attori di un film dove sono comparsi nel ruolo di protagonisti in negativo. Per i sette, alcuni dei quali originari di Lucca e tutti residenti in Valdinievole, la polizia ha proposto al questore anche l’emissione del Daspo. Rischiano da un minimo di 18 mesi a un massimo di 3 anni di divieto di assistere a eventi sportivi andando a firmare dai carabinieri o al commissariato durante lo svolgimento delle partite.
«I provvedimenti sono stati presi dopo aver concluso l’esame dei filmati attribuendo ai sette azioni specifiche e definite» spiega il vice questore aggiunto Giuseppe Picariello, dirigente del commissariato di Montecatini. Le contestazioni mosse ai giovani ultrà sono tre. La prima riguarda il tentativo, non andato a buon fine, di entrare in contatto con i supporter pistoiesi durante il cosiddetto filtraggio all’ingresso del Palamadigan. Qualcuno cercò di colpire i tifosi avversari lanciando pietre e sassi. Gli autori del tentato assalto non sapevano di essere ripresi e proseguirono sugli spalti la contestazione alla squadra e contro Pistoia con i modi indegni condannati dal resto del pubblico e dalla società rossoblù. E dentro il palazzetto si è consumata la seconda violazione riscontrata dalla polizia, quella del tentativo di entrare nel settore dei pistoiesi scavalcando la recinzione con la quale erano state divise le tifoserie. Erano gli stessi che fuori avevano lanciato i sassi dando il via a un clima da teppismo da stadio sconosciuto finora nell’ambiente del basket termale.
Infine, la terza mossa che ha inchiodato i facinorosi. Quando dalla curva ovest sono partiti i rotoli di carta igienica in quantità industriale e quando, sempre dallo stesso settore, sono volate sul parquet aste, accendini e monetine con bottiglie di plastica e una anche di vetro mettendo a repentaglio l’incolumità dei disabili in carrozzina schierati a bordo campo. «Il lancio di carta igienica ha avuto anche un’aggravante con la sospensione della partita» chiosa il dirigente della polizia. I proposti per il Daspo dovranno ora spiegare le loro ragioni agli inquirenti prima dell’eventuale emissione del provvedimento a firma del questore. Tra i sette deferiti uno aveva già ricevuto un Daspo. La lezione non gli è servita.
«I provvedimenti sono stati presi dopo aver concluso l’esame dei filmati attribuendo ai sette azioni specifiche e definite» spiega il vice questore aggiunto Giuseppe Picariello, dirigente del commissariato di Montecatini. Le contestazioni mosse ai giovani ultrà sono tre. La prima riguarda il tentativo, non andato a buon fine, di entrare in contatto con i supporter pistoiesi durante il cosiddetto filtraggio all’ingresso del Palamadigan. Qualcuno cercò di colpire i tifosi avversari lanciando pietre e sassi. Gli autori del tentato assalto non sapevano di essere ripresi e proseguirono sugli spalti la contestazione alla squadra e contro Pistoia con i modi indegni condannati dal resto del pubblico e dalla società rossoblù. E dentro il palazzetto si è consumata la seconda violazione riscontrata dalla polizia, quella del tentativo di entrare nel settore dei pistoiesi scavalcando la recinzione con la quale erano state divise le tifoserie. Erano gli stessi che fuori avevano lanciato i sassi dando il via a un clima da teppismo da stadio sconosciuto finora nell’ambiente del basket termale.
Infine, la terza mossa che ha inchiodato i facinorosi. Quando dalla curva ovest sono partiti i rotoli di carta igienica in quantità industriale e quando, sempre dallo stesso settore, sono volate sul parquet aste, accendini e monetine con bottiglie di plastica e una anche di vetro mettendo a repentaglio l’incolumità dei disabili in carrozzina schierati a bordo campo. «Il lancio di carta igienica ha avuto anche un’aggravante con la sospensione della partita» chiosa il dirigente della polizia. I proposti per il Daspo dovranno ora spiegare le loro ragioni agli inquirenti prima dell’eventuale emissione del provvedimento a firma del questore. Tra i sette deferiti uno aveva già ricevuto un Daspo. La lezione non gli è servita.
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