Il Tirreno

Montecatini

Pd soddisfatto, Popolo della Libertà raggiante

Lapenna: «Alle prossime amministrative giochi aperti in molti Comuni»

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MONTECATINI. Se il Partito Democrativo si dichiara tutto sommato soddisfatto il Popolo della Libertà è raggiante, mentre l’amarezza arriva dall’Udc diventa quasi disperazione nella Sinistra Arcobaleno. Questi gli stati d’animo dei rappresentanti locali dei diversi partiti, chiamati a fare un’analisi del voto che guardi anche alla realtà locale, chiamata, tra un anno, a rinnovare ben dieci amministrazioni in Valdinievole. E la partita, adesso, appare aperta in molti Comuni, e chiusa nell’unico (Montecatini) già governato dal centrodestra. «Un risultato ottimo» commenta Alberto Lapenna. Il coordinatore provinciale di Forza Italia, oltre a ringraziare gli elettori, sottolinea come «il risultato sia ottimo in tutta la Provincia, dove il Pdl ha guadagnato ancor di più rispetto al resto della Toscana». In chiave più montecatinese l’analisi del coordinatore cittadino di Forza Italia Andrea Bonvicini: «Era un test importante anche in chiave locale. Non solo a Montecatini il centrodestra ha tenuto, ma ha anche guadagnato consensi. Mi dispiace per il risultato dell’Udc, che ha ottenuto sostanzialmente lo stesso numero di voti della Lega. Evidentemente le scelte fatte a livello nazionale e locale non hanno pagato, adesso dobbiamo lavorare per recuperare il rapporto».

Anche il sindaco Ettore Severi sottolinea come, dal voto, emerga una “non protesta” verso la sua amministrazione: «l’unico voto che può essere letto come protesta è interno alla coalizione, ed è rappresentato dall’ottimo risultato della Lega che ci deve imporre delle riflessioni». Guarda i dati del Pd, e li commenta con soddisfazione, anche Franco Pazzaglini, coordinatore del Partito Democratico di Montecatini. «Rispetto all’Ulivo del 2006 c’è un abisso - esordisce l’esponente del Pd - Al Senato avemmo il 26,5 per cento e ora siamo al 33,7 per cento. È evidente che come formula il Pd ha funzionato. Non ci possiamo lamentare. Quello che non mi immaginavo è la tenuta del Pdl in città. L’obiettivo adesso di riuscire, in vista delle prossime amministrative, a migliorare ancora. Siamo lontani dal Pdl, ma l’impegno per le iniziative fatte e le tante persone che si sono spese per il Pd ci inducono all’ottimismo e alla voglia di fare». Obiettivo mancato - restando in casa Pd - per il sindaco di Uzzano, Rossella Pappalardo, in corsa alla Camera dei Deputati. «Non ce l’abbiamo fatta - dichiara in serata - in termini di partito nuovo è un buon risultato. Ma serve un consolidamento nell’elettorato e per questo ci vuole tempo.

L’obiettivo era ambizioso, ma non è stato raggiunto. Dobbiamo lavorare per il prossimo appuntamento». Indice puntato contro una campagna mediatica che ha messo in primo piano i due principali schieramenti per Simeone Clamori, coordinatore comunale dell’Udc. Al Senato il partito di Pierferdinando Casini ha raccolto il 3,49 per cento. «Speravo in qualcosa di più - afferma Clamori - di sicuro abbiamo pagato una campagna che a livello mediatico ci ha visto schiacciati da chi non solo lottava contro l’avversario principale, ma invitava anche al voto utile. Una demonizzazione che ci ha penalizzato. Pensavo che a Montecatini non venisse seguito il dato nazionale. Non è stato così. Non ci scoraggiamo. Tra un anno, alle amministrative, conteranno le persone. Proporremo facce che diano la garanzia di risolvere i problemi della città». La definizione di amareggiato è sicuramente eufemistica per Giacomo Pasqui, portavoce per la Valdinievole della Sinistra Arcobaleno, sicuramente la sorpresa negativa di questo voto. Un risultato che, secondo Pasqui, deve far riflettere anche il Pd: «Per quanto ci riguarda siamo stati “frantumati” dal cosiddetto voto utile.

Tutti i nostri voti sono stati assorbiti dal Pd, ma questo vuol dire che il Partito Democratico non è cresciuto, anzi, ha perso consensi. Basta considerare i suoi voti di partenza e quelli provenienti dai nostri elettori. Insomma, il paese ha svoltato a destra. Noi dobbiamo continuare per la nostra strada, senza andare al traino di nessuno e condurre la nostra politica tra la gente e per la gente».

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