Sicurezza
Il mercato del sesso si allarga a tutta la città
Ignorati dai clienti i divieti di fermata e il fenomeno cresce
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MONTECATINI. Una quarantina in un'ora (almeno quelle “non occupate” in quel momento): tante le prostitute che abbiamo contato “al lavoro” sulle strade cittadine in un sabato sera d'agosto. Per fare il punto su un fenomeno che non è mai scomparso dai nostri marciapiedi, abbiamo fatto un giro, dall'una alle due di notte del sabato, lungo le strade del sesso, ossia quasi tutte quelle montecatinesi. Nonostante i tanti buoni propositi di agire sui clienti attraverso il codice della strada, il fenomeno non regredisce affatto, anzi. E le auto continuano a fermarsi tranquillamente davanti alle lucciole.
Naturalmente la concentrazione maggiore si è registrata sulle strade “storicamente” legate al fenomeno della prostituzione, ossia via Foscolo e via Bassi, in un paio di passaggi qui si sono contate almeno otto signorine diverse, apparentemente ragazze dell'est. Confermata anche la divisione del territorio per provenienza, con la parte sud di via Marruota dove erano in attesa un paio di ragazze d'origine africana.
Ma ormai la definizione di “area classica” non si ferma più alla ferrovia. Quel confine ideale è stato attraversato da tempo, e anche via Manin e, soprattutto, via Garibaldi (e relative traverse), sono considerate tappe obbligate per chi cerca sesso a pagamento. Tappe ben note ai clienti a giudicare dal flusso di auto degno più di una circonvallazione che non di una strada interna qual è via Garibaldi (e che magari, mettendo la transenna della Ztl all'inizio, potrebbe essere ridotto, per la tranquillità dei residenti). Comunque tra via Manin e via Garibaldi abbiamo contato 11 prostitute sudamericane in attesa (ma visto l'alto passaggio di clienti è sicuramente un numero per difetto).
Un benvenuto particolare in città lo riceve chi entra a Montecatini dal cavalcavia autostradale: in piazza Italia (agli incroci con via Sardegna e via San Marco) è un continuo rinnovarsi di lucciole in attesa (una decina quelle notate in un paio di passaggi). Presenza che continua avvicinandosi al centro, con altre tre belle di notte al “lavoro” su corso Matteotti e una quarta in largo Kennedy.
Ma da tempo le prostitute vengono segnalate anche nella zona nord ovest di Montecatini. Sabato ne abbiamo contate tre, apparentemente tutte ragazze dell'est: una al largo Cacciatori delle Alpi, un'altra all'incrocio tra viale Adua e via Don Facibeni, una terza in zona stadio. Ci poi le “motorizzate”, le prostitute che attendono i clienti direttamente nelle loro auto, magari tenendo lo sportello aperto per mettersi in mostra. Due quello notate sabato scorso: in via dei Colombi e, al confine tra Pieve e Montecatini, sotto il cavalcavia autostradale.
Tante lucciole ma anche tanti clienti, con auto ferme, anche pericolosamente, per contrattare la tariffa: sarebbe vietato, ma di vigili urbani a fare le multe non ne abbiamo trovati.
Ma il tour attraverso ha offerto anche l'occasione per dare una valutazione, seppur empirica, del lavoro svolto dalle altre forze dell'ordine: in un'ora abbiamo incrociato tre pattuglie della polizia e quattro dei carabinieri, non poche, specialmente se si tiene conto degli organici a disposizione e del fatto che il territorio da controllare è assai più vasto rispetto alle sole vie “occupate” dalle lucciole.
Naturalmente la concentrazione maggiore si è registrata sulle strade “storicamente” legate al fenomeno della prostituzione, ossia via Foscolo e via Bassi, in un paio di passaggi qui si sono contate almeno otto signorine diverse, apparentemente ragazze dell'est. Confermata anche la divisione del territorio per provenienza, con la parte sud di via Marruota dove erano in attesa un paio di ragazze d'origine africana.
Ma ormai la definizione di “area classica” non si ferma più alla ferrovia. Quel confine ideale è stato attraversato da tempo, e anche via Manin e, soprattutto, via Garibaldi (e relative traverse), sono considerate tappe obbligate per chi cerca sesso a pagamento. Tappe ben note ai clienti a giudicare dal flusso di auto degno più di una circonvallazione che non di una strada interna qual è via Garibaldi (e che magari, mettendo la transenna della Ztl all'inizio, potrebbe essere ridotto, per la tranquillità dei residenti). Comunque tra via Manin e via Garibaldi abbiamo contato 11 prostitute sudamericane in attesa (ma visto l'alto passaggio di clienti è sicuramente un numero per difetto).
Un benvenuto particolare in città lo riceve chi entra a Montecatini dal cavalcavia autostradale: in piazza Italia (agli incroci con via Sardegna e via San Marco) è un continuo rinnovarsi di lucciole in attesa (una decina quelle notate in un paio di passaggi). Presenza che continua avvicinandosi al centro, con altre tre belle di notte al “lavoro” su corso Matteotti e una quarta in largo Kennedy.
Ma da tempo le prostitute vengono segnalate anche nella zona nord ovest di Montecatini. Sabato ne abbiamo contate tre, apparentemente tutte ragazze dell'est: una al largo Cacciatori delle Alpi, un'altra all'incrocio tra viale Adua e via Don Facibeni, una terza in zona stadio. Ci poi le “motorizzate”, le prostitute che attendono i clienti direttamente nelle loro auto, magari tenendo lo sportello aperto per mettersi in mostra. Due quello notate sabato scorso: in via dei Colombi e, al confine tra Pieve e Montecatini, sotto il cavalcavia autostradale.
Tante lucciole ma anche tanti clienti, con auto ferme, anche pericolosamente, per contrattare la tariffa: sarebbe vietato, ma di vigili urbani a fare le multe non ne abbiamo trovati.
Ma il tour attraverso ha offerto anche l'occasione per dare una valutazione, seppur empirica, del lavoro svolto dalle altre forze dell'ordine: in un'ora abbiamo incrociato tre pattuglie della polizia e quattro dei carabinieri, non poche, specialmente se si tiene conto degli organici a disposizione e del fatto che il territorio da controllare è assai più vasto rispetto alle sole vie “occupate” dalle lucciole.
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