Il dolore
E’ morto Giuseppe Baldo, l’ultimo dei ragazzi d’oro
Pietro Barghigiani
Nel 1936 vinse il titolo olimpico con la Nazionale di calcio guidata da Vittorio Pozzo. A Berlino la finale con l’Austria. Aveva 93 anni
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MONTECATINI. L’ultimo dei ragazzi d’oro di Berlino 1936 se ne è andato. Giuseppe Baldo, classe 1914, venerdì scorso aveva compiuto 93 anni e ieri mattina ha chiuso gli occhi per sempre nella sua casa di via Baragiola. Sono stati i familiari a comunicare la notizia del decesso dell’olimpionico che ai giochi di Berlino di 71 anni fa scese in campo agli ordini del mitico commissario tecnico Vittorio Pozzo per conquistare l’oro contro l’Austria, vincendo 2-1 con 2 reti di Frossi. Una squadra che il tempo ha decimato fino ad arrivare all’ultimo giocatore superstite di un gruppo formidabile. Uno di quelli che parlando di Olimpiadi poteva dire: «Io c’ero e ho anche vinto una medaglia d’oro». Ma era troppo modesto per vantarsene, a meno che qualcuno non glielo ricordasse e allora lo scrigno della memoria di Baldo tornava ad aprirsi per regalare attimi struggenti di un calcio antico e, per certi versi, eroico.
Padovano di origine, ma montecatinese a tutti gli effetti e legatissimo alla città dove ha abitato per più di trent’anni con la moglie Iris scomparsa a marzo, alla vigilia della finale dei mondiali a Berlino rievocando per il nostro giornale la sera del 15 agosto 1936 nell’Olympia Stadion confidò con un velo di commozione: «Sono cose che ti trasformano la vita, lasciano il segno dentro un individuo, specie a me che ho vissuto tutta la vita nello sport come funzionario del Coni. Negli ultimi tempi la salute aveva cominciato ad abbandonarlo. La parabola biologica aveva imboccato una strada senza ritorno. Poco alla volta il campione ha cominciato a spegnersi. Ma al traguardo dei 90 anni Baldo era arrivato in grande forma. Non si faceva mancare tennis e nuoto e, ogni tanto, assaggiava volentieri le acque termali. Spirito allegro e pronto alla battuta, l’ex calciatore e dirigente del Coni amava molto il calcio, ma anche e soprattutto lo sport in generale. La sua vita in campo e fuori ne è stato un esempio. In occasione dei suoi 90 anni tornò con la memoria al periodo olimpico raccontando di come il ct Pozzo lo aveva scelto.
«Un suo osservatore mi segnalò quando giocavo nella Lazio - spiegò al Tirreno Baldo -. Pozzo era un personaggio eccezionale che ha contribuito con i suoi insegnamenti alla nostra maturazione. È stato un maestro di vita oltre che di sport. Quando siamo partiti eravamo tutti giovani impreparati a traguardi mondiali. Poi alla fine siamo tornati da campioni olimpici». L’ultimo saluto al calciatore d’oro verrà portato oggi alle 16 nella chiesa di Sant’Antonio.
Padovano di origine, ma montecatinese a tutti gli effetti e legatissimo alla città dove ha abitato per più di trent’anni con la moglie Iris scomparsa a marzo, alla vigilia della finale dei mondiali a Berlino rievocando per il nostro giornale la sera del 15 agosto 1936 nell’Olympia Stadion confidò con un velo di commozione: «Sono cose che ti trasformano la vita, lasciano il segno dentro un individuo, specie a me che ho vissuto tutta la vita nello sport come funzionario del Coni. Negli ultimi tempi la salute aveva cominciato ad abbandonarlo. La parabola biologica aveva imboccato una strada senza ritorno. Poco alla volta il campione ha cominciato a spegnersi. Ma al traguardo dei 90 anni Baldo era arrivato in grande forma. Non si faceva mancare tennis e nuoto e, ogni tanto, assaggiava volentieri le acque termali. Spirito allegro e pronto alla battuta, l’ex calciatore e dirigente del Coni amava molto il calcio, ma anche e soprattutto lo sport in generale. La sua vita in campo e fuori ne è stato un esempio. In occasione dei suoi 90 anni tornò con la memoria al periodo olimpico raccontando di come il ct Pozzo lo aveva scelto.
«Un suo osservatore mi segnalò quando giocavo nella Lazio - spiegò al Tirreno Baldo -. Pozzo era un personaggio eccezionale che ha contribuito con i suoi insegnamenti alla nostra maturazione. È stato un maestro di vita oltre che di sport. Quando siamo partiti eravamo tutti giovani impreparati a traguardi mondiali. Poi alla fine siamo tornati da campioni olimpici». L’ultimo saluto al calciatore d’oro verrà portato oggi alle 16 nella chiesa di Sant’Antonio.
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