Il Tirreno

Montecatini

Apprezzata la trasparenza sui debiti

David Meccoli

Le categorie: «I numeri erano nell’aria, bene a non nasconderli»

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MONTECATINI. Venghino signori, venghino: non c’è trucco e non c’è inganno. Le Terme stanno per presentare all’assemblea dei soci (Comune e Regione, il 5 luglio) il bilancio 2006, ma già si sa che la perdita d’esercizio sfiora i 3 milioni di euro. Le categorie economiche sembrano però apprezzare il nuovo corso aziendale, che mira ad abbandonare la politica del nascondere la polvere sotto il tappeto per mettere invece la città di fronte alla cruda verità. Nessun trucco o cosmesi di facciata nelle cifre, uguale a piena fiducia nel cda. Ma che si aprano i cantieri è l’esortazione delle categorie.

Apam. «Per un commento definitivo aspettiamo di vedere presentato il bilancio in via definitiva - dice il presidente, Giuseppe Boldrini - ma se fosse davvero questo, non sarebbe altro che la fotografia del disastro lasciato da Santarelli e soci. L’anno scorso tutte le energie sono state spese per riavviare le Terme, senza dimenticare che la Salute era chiusa e le Redi hanno aperto a metà agosto. Un bilancio reale e senza trucchi, plausibile con quanto successo nel 2006».

Assindustria. «Presentare un bilancio senza abbellimenti vari - dice il presidente della sezione turismo, Massimo Puccinelli - è la dimostrazione che questo cda sta lavorando seriamente. Il presidente Baldi ha la nostra piena solidarietà e finalmente si è avuto il coraggio di non fare false promesse o vendere illusioni. Se ci sono problemi nella società, è bene che la città li conosca per intero. Detto questo, è ovviamente triste sapere che le Terme abbiano perso così tanti soldi».

Confesercenti. «Era nell’aria - commenta il presidente, Claudio Chimenti - e si vede anche a occhio, facendo un giro negli stabilimenti tristemente vuoti, che c’è ancora molto da lavorare. Il bicchiere non tira più e queste cifre non ci lasciano sorpresi più di tanto. Una situazione che arriva da lontano, dalla vicenda della privatizzazione. E purtroppo, fintantoché non si apriranno i cantieri per i lavori, vivremo di speranze e non di concretezza».

Ascom. «Sono molto preoccupato - conferma il presidente, Luciano Masini - e con questi numeri non è che si parta con il piede giusto. Tutti si aspettano l’avvio degli investimenti, ma se il bilancio li dovesse in qualche modo frenare sarebbe un disastro per le aspettative e per tutta l’economia del territorio. Se vogliamo trovare un aspetto positivo, è quello di essere finalmente usciti allo scoperto, con una reale presa di coscienza della situazione».

Confcommercio. «Un bilancio così si commenta da solo - dice Salvatore Giangravè, responsabile di zona - ma non ci si poteva certo aspettare un’inversione del trend negativo in così poco tempo. Diciamo che il nostro giudizio resta per ora sospeso, anche se confidiamo che la cura possa dare i primi risultati già nel 2008».

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