La manifestazione
Terme, bilancio in rosso per 3 milioni
David Meccoli
Ecco per la prima volta i numeri della società senza restyling contabili
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MONTECATINI. Fuksas ci ha fatto sognare, i numeri ci riportano alla realtà. E questa dice che nel 2006 le Terme hanno perso quasi 3 milioni di euro. Una voragine nel bilancio che però, dopo un’inevitabile iniziale fase di choc, merita di essere approfondita. E allora si scopre che per la prima volta si è preferito abbandonare il vizietto di nascondere la polvere sotto il tappeto e di uscire allo scoperto. Che le Terme, così come sono concepite, non tirino più, lo sappiamo da tempo. Ora conosciamo anche la profondità del crepaccio. Senza nessun trucco di cosmesi. Freddi numeri. Il 2006 si chiude con una perdita d’esercizio di 2 milioni 993.667 euro. Ma forse a chi mastica bilanci quotidianamente interessa più sapere dell’andamento del margine operativo lordo (Mol): è questo il principale indicatore dello stato di salute di una società, in quanto non tiene conto di tutto ciò che è stato fatto in via straordinaria in un ’azienda (ragionando per paradossi, se fosse stato venduto il Tettuccio, il bilancio forse sarebbe stato positivo, ma il Mol avrebbe rivelato che, oltre a cedere il bene più importante, la società avrebbe avuto un risultato gestionale comunque negativo).
In altre (e più povere) parole: il Mol è quanto si è prodotto meno quanto si è speso per produrlo. Ebbene il Mol è pari a -807.448 euro, ottenuto da un conto economico che tiene in considerazione ricavi termali (4.330.219), ricavi immobiliari (970.205) e tutta una serie di costi le cui due voci principali sono quelli del personale (oltre 3 milioni) e dei servizi (2.307.653). Se al Mol aggiungiamo ammortamenti, svalutazioni e oneri finanziari arriviamo al risultato gestionale che è di - 1.662.018. Aspetti politici. Letti i numeri, è il caso di provare a commentarli. E confrontando i bilanci degli anni precedenti non si può non sottolineare un paio di cose. Uno: lo stesso confronto è una forzatura, in quanto nel 2005 (quando addirittura ci fu un utile di 24.915 euro) l’Immobiliare aveva solo una gestione...immobiliare. Ovvero, essendo l’azienda data in gestione esterna, non c’erano costi di personale e neanche ricavi termali. Due: forse per la prima volta le Terme comunicano la cruda verità, senza ricorrere a più o meno nascosti (ancorché legittimi da un punto di vista legale) maquillage. E si legga, per chi se ne intende, con operazioni di spin-off. Ora la città sa come stanno le cose: nessuna operazione di abbellimento che migliora il bilancio, ma che è ininfluente sul Mol. Il quale, a conferma di tutto ciò, è negativo da tanti anni.
Via dal vortice. Detto questo cerchiamo di analizzare il perché si è arrivati a questa perdita d’esercizio. Azzardiamo tre ipotesi (che devono essere sommate): una perdita strutturale dovuta a un prodotto per certi versi insufficiente da un punto di vista dell’appeal; una perdita dovuta a spese straordinarie che nel 2006 hanno voluto dire notule da svariate migliaia di euro per il contenzioso legale e svalutazioni nella partecipazione (il famoso 10% che l’Immobiliare aveva nella ex società di gestione); perdite dovute alla mancanza di programmazione (all’attuale cda si deve concedere l’attenuante di essersi insediato solo in maggio). Come si esce da questa spirale? Le ultime due ipotesi non si sono ripetute nel 2007, ma l’attuale modello di business è per troppi versi ormai insostenibile e il prodotto offerto deve essere cambiato urgentemente. Non è una novità, ma deve essere attuata subito. Tettuccio aperto. Da domenica il Tettuccio rimarrà aperto, tutti i giorni dalle 7,30 alle 19. Il biglietto di ingresso per la cura idropinica, valido per l’intera giornata, rimarrà invariato al prezzo di 13 euro. Il biglietto di ingresso per visita, pari a 5 euro, permetterà di rimanere all’interno della struttura dalle 11 alle 19. Anche lo storico bar Tettuccio rimarrà a disposizione di tutti coloro che vorranno consumare un light lunch o un aperitivo, con vantaggiose offerte, tutte da scoprire.
In altre (e più povere) parole: il Mol è quanto si è prodotto meno quanto si è speso per produrlo. Ebbene il Mol è pari a -807.448 euro, ottenuto da un conto economico che tiene in considerazione ricavi termali (4.330.219), ricavi immobiliari (970.205) e tutta una serie di costi le cui due voci principali sono quelli del personale (oltre 3 milioni) e dei servizi (2.307.653). Se al Mol aggiungiamo ammortamenti, svalutazioni e oneri finanziari arriviamo al risultato gestionale che è di - 1.662.018. Aspetti politici. Letti i numeri, è il caso di provare a commentarli. E confrontando i bilanci degli anni precedenti non si può non sottolineare un paio di cose. Uno: lo stesso confronto è una forzatura, in quanto nel 2005 (quando addirittura ci fu un utile di 24.915 euro) l’Immobiliare aveva solo una gestione...immobiliare. Ovvero, essendo l’azienda data in gestione esterna, non c’erano costi di personale e neanche ricavi termali. Due: forse per la prima volta le Terme comunicano la cruda verità, senza ricorrere a più o meno nascosti (ancorché legittimi da un punto di vista legale) maquillage. E si legga, per chi se ne intende, con operazioni di spin-off. Ora la città sa come stanno le cose: nessuna operazione di abbellimento che migliora il bilancio, ma che è ininfluente sul Mol. Il quale, a conferma di tutto ciò, è negativo da tanti anni.
Via dal vortice. Detto questo cerchiamo di analizzare il perché si è arrivati a questa perdita d’esercizio. Azzardiamo tre ipotesi (che devono essere sommate): una perdita strutturale dovuta a un prodotto per certi versi insufficiente da un punto di vista dell’appeal; una perdita dovuta a spese straordinarie che nel 2006 hanno voluto dire notule da svariate migliaia di euro per il contenzioso legale e svalutazioni nella partecipazione (il famoso 10% che l’Immobiliare aveva nella ex società di gestione); perdite dovute alla mancanza di programmazione (all’attuale cda si deve concedere l’attenuante di essersi insediato solo in maggio). Come si esce da questa spirale? Le ultime due ipotesi non si sono ripetute nel 2007, ma l’attuale modello di business è per troppi versi ormai insostenibile e il prodotto offerto deve essere cambiato urgentemente. Non è una novità, ma deve essere attuata subito. Tettuccio aperto. Da domenica il Tettuccio rimarrà aperto, tutti i giorni dalle 7,30 alle 19. Il biglietto di ingresso per la cura idropinica, valido per l’intera giornata, rimarrà invariato al prezzo di 13 euro. Il biglietto di ingresso per visita, pari a 5 euro, permetterà di rimanere all’interno della struttura dalle 11 alle 19. Anche lo storico bar Tettuccio rimarrà a disposizione di tutti coloro che vorranno consumare un light lunch o un aperitivo, con vantaggiose offerte, tutte da scoprire.
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