Finanza
Montecatini Alto progetta il rilancio
David Meccoli
Le armi: l'identità del territorio e la Bandiera arancione del Touring
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MONTECATINI. Montecatini Alto avvolta da una bandiera arancione. È il sogno della Pro Loco, che nell'ultima assemblea ha approvato un ordine del giorno che mira a ottenere questo importante riconoscimento dal Touring Club Italiano.
«E un'idea che abbiamo maturato col tempo - spiega Fabio Ciampi, da dicembre presidente della Pro Loco - e che abbiamo approfondito in un recente convegno dedicato all'identità del nostro territorio. Quella stessa identità che vorremmo ritrovare anche attraverso la bandiera arancione».
Trentadue, finora, le località toscane che hanno ottenuto il riconoscimento, due sole in Provincia di Pistoia: Cutigliano e Collodi. Si tratta di un marchio di qualità turistico-ambientale destinato alle piccole città dell'entroterra che si distinguono per un'offerta di eccellenza e un'accoglienza di qualità. Il marchio - come viene spiegato nel sito del Tci - intende stimolare una crescita economica e sociale attraverso lo sviluppo sostenibile del turismo. In particolare, gli obiettivi sono: valorizzazione delle risorse locali, sviluppo della cultura dell'accoglienza, stimolo dell'artigianato e delle produzioni tipiche, impulso all'imprenditoria, rafforzamento dell'identità locale. Per il turista la bandiera arancione è un elemento di scelta che garantisce la possibilità di vivere un'esperienza di qualità, alla scoperta di luoghi di cultura e tradizioni, fuori dai flussi turistici tradizionali.
Caratteristiche, queste, che si possono ritrovare in Montecatini Alto? «Il nostro obiettivo - risponde Ciampi - è da sempre quello di dare un'identità al centro storico della città termale. Ma per noi non sarebbe tanto importante l'esposizione della bandiera, quanto la possibilità di riqualificare il territorio».
Ciampi parla poi dei punti a favore e di quelli a sfavore del Castello. «Abbiamo buone attività ricettive, ristoranti, luoghi di alto valore. Problemi potrebbero sorgere con la struttura del Paradiso, l'assenza dei servizi minimi di assistenza sanitaria, l'insufficienza di cartelli turistici e di pannelli informativi. Ma non ci vuole molto per cambiare le cose. A settembre, finito il ciclo delle manifestazioni estive, riprenderemo in mano la pratica, contatteremo il Comune, che per ora si è detto disposto a sostenerci, e presenteremo la candidatura. Dopodiché dovremo compilare una scheda con indicatori generali e il Tci effettuerà una verifica sul luogo. La risposta la avremo nel 2008».
«E un'idea che abbiamo maturato col tempo - spiega Fabio Ciampi, da dicembre presidente della Pro Loco - e che abbiamo approfondito in un recente convegno dedicato all'identità del nostro territorio. Quella stessa identità che vorremmo ritrovare anche attraverso la bandiera arancione».
Trentadue, finora, le località toscane che hanno ottenuto il riconoscimento, due sole in Provincia di Pistoia: Cutigliano e Collodi. Si tratta di un marchio di qualità turistico-ambientale destinato alle piccole città dell'entroterra che si distinguono per un'offerta di eccellenza e un'accoglienza di qualità. Il marchio - come viene spiegato nel sito del Tci - intende stimolare una crescita economica e sociale attraverso lo sviluppo sostenibile del turismo. In particolare, gli obiettivi sono: valorizzazione delle risorse locali, sviluppo della cultura dell'accoglienza, stimolo dell'artigianato e delle produzioni tipiche, impulso all'imprenditoria, rafforzamento dell'identità locale. Per il turista la bandiera arancione è un elemento di scelta che garantisce la possibilità di vivere un'esperienza di qualità, alla scoperta di luoghi di cultura e tradizioni, fuori dai flussi turistici tradizionali.
Caratteristiche, queste, che si possono ritrovare in Montecatini Alto? «Il nostro obiettivo - risponde Ciampi - è da sempre quello di dare un'identità al centro storico della città termale. Ma per noi non sarebbe tanto importante l'esposizione della bandiera, quanto la possibilità di riqualificare il territorio».
Ciampi parla poi dei punti a favore e di quelli a sfavore del Castello. «Abbiamo buone attività ricettive, ristoranti, luoghi di alto valore. Problemi potrebbero sorgere con la struttura del Paradiso, l'assenza dei servizi minimi di assistenza sanitaria, l'insufficienza di cartelli turistici e di pannelli informativi. Ma non ci vuole molto per cambiare le cose. A settembre, finito il ciclo delle manifestazioni estive, riprenderemo in mano la pratica, contatteremo il Comune, che per ora si è detto disposto a sostenerci, e presenteremo la candidatura. Dopodiché dovremo compilare una scheda con indicatori generali e il Tci effettuerà una verifica sul luogo. La risposta la avremo nel 2008».
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