Il Tirreno

Montecatini

Stagionali? Parlano straniero

Giovanna La Porta

Commesse e cameriere vengono dall'estero: «Ma non è un problema di paghe». «I ragazzi italiani non lavorano nei festivi»

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MONTECATINI. Il fenomeno del doppio binario dei lavoratori italiani e stranieri, che negli ultimi anni ha preso campo a livello nazionale, è ormai realtà anche in Valdinievole. E riguarda, in particolare, l'assunzione di dipendenti stagionali nell'indotto turistico-termale. In soldoni, sarebbe maggiore il numero degli extracomunitari che vengono reclutati, soprattutto per ricoprire mansioni più umili (come lavapiatti, facchini, addetti alle pulizie), rispetto agli italiani. Più disponibili. Secondo gli albergatori e i rappresentanti delle categorie economiche, gli stranieri sono più disposti a sacrificarsi, lavorando anche nei giorni festivi.

«E' questa una condizione necessaria nel nostro settore - riflette Giuseppe Boldrini, presidente Apam - purtroppo però viene mal digerita dagli italiani, soprattutto dai giovani che schivano certe occupazioni soprattutto per questa ragione. Ecco perché ripieghiamo sugli stranieri. E si badi bene, non è per una questione di paga. Non è vero che gli extracomunitari costano meno. Con la normativa attuale tutto è equiparato. Fare un'analisi sociologica è piuttosto complicato. Di sicuro, oggi, i ragazzi vengono molto coccolati dalle famiglie e quindi non hanno urgenza di trovare un lavoro come accadeva fino a qualche anno fa. Purtroppo c'è anche da evidenziare la carenza di personale specializzato».

Sulla stessa lunghezza d'onda Carlo Taddei, albergatore e amministratore della società Viale Verdi 26, che si occupa della gestione del caffè Gambrinus. «Quando mettiamo gli annunci di lavoro sul vostro giornale, otto candidati su 10 risultano stranieri. Giocoforza, assumiamo loro. La maggioranza sono rumeni, albanesi, marocchini».
Nei negozi non mancano le ragazze dell'est. «Hanno dei bei modi e sono professionali - racconta Claudio Cimenti, presidente Confesercenti - ecco perché vengono prese volentieri. A proposito del settore alberghiero e della ristorazione, vorrei però dire che nella nostra zona il fenomeno del doppio binario è attenuato dalla presenza della scuola alberghiera. Tanti sono i giovani di età compresa tra i 16 e i 19 anni che cercano lavoro per far pratica nei mesi stagionali».

Più malleabili. Secondo Fabio Capponi (Cgil) e Patrizia Pellegatti (Cisl) «i lavoratori stranieri sono più abituati ad accettare condizioni di lavoro non equiparate al contratto nazionale. In particolare, è più facile inquadrarli con condizioni individuali che non tengono sempre conto di quella che è il ruolo e la mansione che sono chiamati a svolgere. E' vero che gli italiani non lavorano con entusiasmo nei giorni “rossi” ma se il lavoro venisse maggiormente incentivato con retribuzioni serie, probabilmente la musica cambierebbe. Il doppio binario e una maggiore richiesta di disponibilità nei festivi diventano spesso un ricatto psicologico nei confronti di chi cerca lavoro».

Paolo Meacci (Uil) sottolinea che «la questione riguarda maggiormente i lavori più umili. Per le figure specializzate, il problema non sussiste: normalmente le aziende li riconfermano da un anno all'altro. A mio avviso non possiamo paragonarci a zone come la Versilia, dove la precarietà è all'ordine del giorno e dove molte volte vengono assunti giovani extracomunitari laureati piuttosto che italiani, proprio perché l'inquadramento risulta meno impegnativo da parte del datore di lavoro. Qui in Valdinievole sarebbe opportuno, in qualche modo, dare una svolta e puntare maggiormente all'assunzione di personale qualificato e adeguatamente formato. Il che va di pari passo con la filosofia del rilancio».

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