Sicurezza
Sul palco del Verdi gli attori Ghini e Bocci nei ruoli visti al cinema con Serrault e Tognazzi
Equivoci e diversità, si ride con "Il vizietto"
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Gli interpreti de Il vizietto Cesare Bocci e Massimo Ghini 2 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. Atteso dopo il successo del suo debutto al Teatro Sistina di Roma, il nuovo musical "Il vizietto - La Cage Aux Folles", diretto da Massimo Romeo Piparo e interpretato tra gli altri da Massimo Ghini e Cesare Bocci (a tutti noto come Mimì Augello, il vice del commissario Montalbano), arriva in prima regionale al Teatro Verdi mercoledì alle 21. Una commedia esilarante dal ritmo incessante che diverte, commuove, sorprende, "Il vizietto" è uno degli spettacoli più amati in tutto il mondo: una commovente storia d'amore, ambientata in un locale della Costa Azzurra in pieni anni '70, (La Cage aux Folles), piena di glamour anni '70, un mix di trasgressione e classicità, rigore e stravaganza. Diventato prima film nel '78 e poi musical nel 1983, "Il vizietto" ha già vinto diversi premi a Broadway e a Londra, e finalmente viene prodotto in Italia con lo sfarzo e l'eleganza che si addicono a un capolavoro del genere. Per la prima volta sul palco 14 uomini che ballano su tacchi a spillo e cantano con voce da soprano. E poi un'orchestra dal vivo con 18 elementi e le fantastiche coreografie del grande Bill Goodson scateneranno una schiera di sorprendenti Cagelles e di temibili Drag Queen. Un grande ritorno in teatro per Massimo Ghini: «Affronto un personaggio che in un certo senso è il sogno di ogni attore: un ruolo che ti impegna a renderti credibile vestendo panni completamente diversi dai tuoi. È una sfida e il volermi mettere continuamente in gioco è un po' la mia colonna sonora, fa parte della mia natura d'artista». L'attore romano veste i panni del tenero Albin, che nel celebre film fu interpretato da Michel Serrault: «Albin è un personaggio tragicamente sopra le righe, un uomo che riafferma ciò che è e lo vuole gridare al mondo». Per Cesare Bocci «è un'esperienza eccitante, perché lo spettacolo ha un plot perfetto e i personaggi hanno una caratterizzazione divertente. Poi il tema è ancora oggi talmente attuale che bisogna dare atto agli autori di essere stati molto avanti con le proprie idee». Cesare Bocci è Renato, un memorabile Ugo Tognazzi nel film omonimo. «Avere un riferimento come Tognazzi - dice Bocci - potrebbe essere un'eredità pesante, ma io ho cercato una mia via per interpretare il personaggio». Info: 0572 78903.
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