Sicurezza
Bergman dal cinema al palcoscenico
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Un momento della rappresentazione Scene da un matrimonio Al Comunale "Scene da un matrimonio"
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LAMPORECCHIO. Il capolavoro di Ingmar Bergman, "Scene da un matrimonio", è lo spettacolo in programma domani, alle 21, al teatro Comunale. Daniele Pecci e Federica Di Martino sono i protagonisti, diretti da Alessandro D'Alatri. «L'idea di riproporre sulla scena un progetto come questo - dice il regista - è estremamente stimolante, per una molteplicità di aspetti. È un testo divenuto icona internazionale intorno alle complessità delle relazioni uomo-donna, e in particolare di quelle matrimoniali. Un altro aspetto è che propone un linguaggio cinematografico già dal titolo. Aggiungo che è una piece assente dalle scene italiane da molto tempo. È un testo che invita a una proposta nei confronti del pubblico attraverso una rilettura dei comportamenti in chiave contemporanea e contestualizzata alla nostra cultura. Molti giovani non conoscono l'opera, e forse nemmeno il film, ma sono sicuramente un target estremamente sensibile alla tematica». Il perno centrale dell'opera sta nel rapporto tra un uomo e una donna che si confrontano sul quotidiano della convivenza. Il fatto che i due appartengano a una fascia d'età in bilico tra la gioventù e la piena maturità rende l'allestimento ancor più interessante. Diventa evidente che, nonostante i cambiamenti, i due personaggi restano in quel medesimo limbo sociale descritto da Bergman: una media borghesia, colta e progressista, imprigionata nella propria ideologia "politically correct". «Questo - spiega D'Alatri - è un altro elemento che trovo estremamente interessante. Tutto lo sforzo e l'autocontrollo che i due sono costretti a mettere in campo nel cercare di essere "civili" nella crisi. Un testo dove non ci sono urla e grida tipiche di quel tipo di situazioni, ma dove al contrario si cerca di trovare un equilibrio davanti all'ineluttabilità del danno». In tutto questo diventa evidente l'aspetto ironico, già suggerito dal testo, ma che riportato tra i nostri comportamenti "mediterranei" si va a modellare sui due personaggi. Su quello femminile nella paura non del tradimento in sé per sé, ma del subirlo davanti a una competitor più giovane; in quello maschile sulla propria inadeguatezza a gestirlo con una nuova partner con i bisogni e i comportamenti di una generazione diversa.
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