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Pieve a Nievole ricorda il suo parroco
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Don Marino Mori Anniversario della scomparsa di don Marino Mori
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PIEVE A NIEVOLE. A 25 anni dalla morte del parroco don Marino Mori, la parrocchia pievarina vuole onorarne la memoria con una serie d'iniziative per ricordare l'impegno profuso nel suo apostolato. Il suo percorso era iniziato alla fine degli anni Quaranta come "curato", a fianco di don Pietro Pacini ed era proseguito gestendo la non facile eredità di parroco nel 1955 (dopo la morte del suo predecessore nel 1954). Il primo momento di riflessione sarà domani, giorno dell'anniversario. Alle 18 si terrà la concelebrazione della messa che sarà presieduta dal vescovo. Le iniziative proseguiranno sabato 3 dicembre con l'inaugurazione, alle 18,30, della "Galleria di testimonianze" nell'ex asilo di via Buozzi, presenziata da monsignor Franco Biagini "storico" della vita del clero nella diocesi di Pescia. Si tratta di testimonianze di parrocchiani e di cittadini che hanno conosciuto il religioso, che verranno stampate ed esposte in cartelloni assieme a un'immagine di don Marino, proprio nel locale che l'allora parroco volle come asilo parrocchiale. Una grande e onerosa opera, creata quando ancora gli asili non erano un servizio pubblico, e realizzata per dare un aiuto concreto a coloro che non sapevano a chi affidare i figli per andare a lavorare. Nell'occasione verrà presentata e distribuita una breve biografia di don Marino, frutto delle ricerche di Elisa Maccioni. Per la festa dell'Immacolata Concezione dell'8 dicembre, a conclusione delle celebrazioni, si terrà un concerto per musiche d'organo e coro con brani tratti da una messa da "Requiem", suonati dal maestro Patrizio Venturini. I brani si alterneranno a musiche per coro di don Dino Menichetti. I sacerdoti tengono a sottolineare anche la grande umanità di don Marino (ragione per cui il Comune di Pieve gli ha dedicato una piazza) ricordando la sua frase ricorrente («La parrocchia è la mia famiglia») che sintetizza meravigliosamente il suo modo di porsi nei confronti della popolazione a lui affidata. Uno spirito evidenziato anche dalla costruzione della nuova chiesa in Via Nova, dalla partecipazione alla fondazione della Misericordia e del gruppo dei donatori di sangue Fratres, di cui era membro attivo.
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