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I CONSIGLI PER STAR BENE

In salute con un litro e mezzo di acqua al giorno

Gian Ugo Berti

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 Merenda a scuola. Sì, d'accordo è utile in un contesto alimentare giornaliero. Ma anche il bere non è meno importante. Il sintomo della sete non può essere infatti messo da parte.  Nei più giovani viene fuori tardivamente, quando iniziano cioè a manifestarsi i primi segnali, fra cui la diminuzione delle capacità di concentrarsi e d'apprendere.  Nel momento iniziale dell'anno scolastico in particolare, quando ancora si sta rodando per l'alunno il nuovo tipo d'attività quotidiana, è opportuno non far mancare il corretto supporto idrico. D'altra parte l'organismo è composto per la metà da acqua. In più, non va dimenticato un inizio autunno ancora caldo e, dunque, un prevedibile appesantimento del dispendio energetico quotidiano.  «Così la disidratazione - spiega Alessandro Zanasi, dell'Università di Bologna - può condurre pur in tempi e termini variabili da caso a caso, a mal di testa e stanchezza e, di conseguenza, ai disturbi di cui sopra nella qualità dell'apprendimento».  Non c'è comunque da spaventarsi - sostengono gli esperti dell'Osservatorio San Pellegrino - perché assumere uno o due bicchieri di acqua sono sufficienti perché il cervello riacquisti tutte le sue capacità e torni rapidamente alla normalità. La raccomandazione è allora quella di bere un litro e mezzo d'acqua al giorno, tenendo conto di età, sesso, temperatura esterna e grado d'attività fisica. La restante parte dell'acqua necessaria deriva invece dal consumo dei cibi ed in parte viene generata dall'organismo stesso come prodotto di elaborazione metabolica alimentare.  L'acqua però - concludono gli esperti - non è parimenti sostituibile con altre bevande, che possono contenere zuccheri e caffeina.  Tutto ciò, non esime comunque da trovare scuse per un eventuale, cattivo rendimento scolastico.

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