Toscana
Morti, misteri e intrighi internazionali nel libro Attentato al Papa presentato al Tettuccio
«La ragion di Stato prevale sulla verità»
Elena Guerri
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MONTECATINI. «Quando un paese non riesce ad archiviare il passato, è un paese senza memoria e senza futuro. Non smetto mai di ricordarlo». Citando le parole del noto scrittore siciliano Leonardo Sciascia, Ferdinando Imposimato e Sandro Provvisionato hanno spiegato la motivazione che li ha spinti a scrivere "Attentato al Papa". La pubblicazione, edita da Chiarelettere, è stata presentata nel bar storico del Tettuccio. Sono intervenuti come moderatori Bruno Ialuna, Beatrice Chelli e Daniele Bernardini. Dopo trent'anni i due autori hanno ricostruito il tentativo di uccidere Giovanni Paolo II: la vicenda si è rivelata così complessa da poter esser paragonata a una spy story». «In realtà - è stato ricordato nel corso della serata - da quanto è emerso dalle indagini, ben sei paesi, Francia, Bulgaria, Russia, Germania,Turchia, Polonia, sarebbero stati coinvolti, nell'intrigo internazionale. Un killer, Ali Agca l'attentatore, un nutrito gruppo di spie, due giudici bulgari, Emanuela Orlandi, le Brigate Rosse sono i protagonisti di questo racconto vero». Il libro si basi su documenti e fatti concreti senza lasciare spazio alla fantasia. Quest'ultima, però, è superata dall'intreccio ai limiti dell'inverosimile della realtà. A quanto è emerso, hanno spiegato gli autori, Ali Agca non avrebbe agito da solo, ma sarebbe stato supportato da altri tre complici. Il pericoloso terrorista internazionale era stato rassicurato riguardo la sua impunità. Successivamente, non riuscendo ad evadere dal carcere, iniziò a collaborare con la giustizia. A quel punto sparì Emanuela Orlandi: terza scelta da utilizzare come ricatto per ottenere la liberazione del criminale. Al posto della quindicenne, avrebbero dovuto essere rapite altre due ragazze figlie dell'aiutante capo del Papa. La famiglia, però, fu avvertita dai servizi segreti e riuscirono a mettere in salvo le giovani. A distanza di tutti questi anni la verità deve essere chiarita del tutto: dopo l'attentato e il rapimento nel 1998 sparirono i documenti posseduti dal comandante delle guardie svizzere. «All'epoca prevalse la ragion di Stato - è la tesi del libro -. Fu tenuto nascosto il coinvolgimento della Russia, della Germania orientale e dei bulgari per non minare il clima di distensione che era stato raggiunto tra est e ovest.
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