La manifestazione
Prostata, quali esami e quando per prevenire la malattia
Gian Ugo Berti
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Prostata: l'unica cosa da evitare è di non parlarne. Al contrario, è meglio farlo prima che dopo. Ma quand'è allora il momento giusto? Intanto la persona giusta è il medico di fiducia. In tema poi di prostata e prevenzione del tumore (10 casi al giorno in Toscana), se non ci fossero precedenti in famiglia e non venissero riferiti disturbi urinari, intorno ai 50 anni è opportuno eseguire un semplice esame di sangue alla ricerca, in particolare, del Psa, una sigla nota a chi è coinvolto, che indica il livello degli specifici enzimi e dunque capace dei far scattare un campanello d'allarme. Sulla scorta dei valori, in accordo col medico stesso, si potrà stilare un programma personalizzato di ulteriori verifiche (visita, ecografia, biopsia, Tac, risonanza magnetica e così via). È dunque un percorso articolato quello che si deve seguire nello specifico, perché un solo dato clinico non farebbe testo, e costituire la premessa per una valutazione complessiva della situazione. Lo hanno detto in un incontro promosso a Roma da Sanofi Aventis, Giacomo Carteni di Napoli e Giorgio Conti di Milano: la chiave di volta è il controllo e il confronto nel tempo dell'evoluzione dei dati clinic, biologici e strumentali. Un percorso così strutturato può portare a scoprire il 90% dei casi quando siano ancora localizzati all'interno della prostata. Che fare, allora? Per una situazione di malignità, la chirurgia rappresenta il primo approcio, con un limite d'età anche oltre i 70 anni. Esiste la scelta a cielo aperto oppure per via laparoscopica, secondo il quadro individuale. Sempre come terapia locale, è prevista la radioterapia, con o senza cura ormonale. Davanti a eventuali insuccessi di quest'ultima si pone la chemioterapia. Oggi è disponibile in ambito ospedaliero una molecola, il docetaxel, un farmaco già impiegato positivamente in altre forme di tumori. Si tratta di una molecola semisintetica estratta dagli aghi di tasso, capace di inibire la divisione cellulare,riducendo quindi la replicazione delle cellule tumorali.
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